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Covid. Medici in Flashmob agli Spedali Civili di Brescia. Asst avvia dialogo e collaborazione

Per cinque venerdì consecutivi i medici si sono riuniti sulle scale dell'ingresso principale per 5 minuti, in piedi, rivolti all’Ospedale e ai pazienti, in silenziosa protesta nei confronti della situazione del Ssn e regionale. Venerd' scopo il confronto con i vertici aziendali. Il terreno comune individuato è il progetto di un “Ospedale Laboratorio” in grado di sviluppare modelli organizzativi teorici, pratici e sostenibili per proporre nuovi modi di prendersi cura.

22 DIC - Per il quinto venerdì consecutivo, i medici degli Spedali Civili di Brescia, riuniti nel movimento "Siamo Tutti Ippocrate” si sono riuniti, il 18 dicembre scorso, sulle scale dell'ingresso principale dell’Ospedale per 5 minuti, stimbrati, in piedi, rivolti all’Ospedale e ai pazienti, in silenziosa protesta nei confronti della situazione “non più sostenibil”e del Sistema Sanitario Nazionale e del Sistema Sanitario Regionale lombardo.

Un disagio derivante dagli 8 mesi di altissima pressione alla quale sono stati sottoposti a causa dell’emergenza Covid19 e che, per la direzione aziendale, che dopo il Flashmob ha incontrato una delegazione dei medici, “è pienamente comprensibile e condiviso”.

Siamo tutti Ippocrate riunisce attualmente 105 medici degli Spedali Civili (strutturati, precari, LP, specializzandi) di qualunque specialità e credo politico.

Nella nota congiunta diramata dopo l’incontro dei vertici aziendali con i medici, si evidenzia come “l’attuale situazione di criticità si è inoltre innestata in una serie di pregresse carenze determinate da un generale sottofinanziamento del SSN. La coesistenza di questi due fattori ci impone, come professionisti del settore, un radicale ripensamento del nostro operare che è innanzitutto organizzativo dove l’innovazione, non solo tecnologica, è la chiave di volta per fornire ai cittadini un servizio universalista di alta qualità ed efficienza. A questo deve necessariamente affiancarsi l’impegno per un costante miglioramento della qualità delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, nei suoi aspetti tecnologici, organizzativi ed umani”.


“L’Azienda ha già intrapreso alcuni passi su questa strada: l’attivazione dei posti letto di Scala 4.0, il cui apparato tecnologico è pensato per garantire ai pazienti il miglior standard di cure, ma anche per semplificare e migliorare la qualità e le condizioni del lavoro degli operatori sanitari”, riferisce il Direttore Generale, Massimo Lombardo.

“Abbiamo, inoltre, avviato un processo strutturato e periodico di comunicazione interna per mantenere aggiornati tutti i dipendenti sulle principali attività della nostra organizzazione. Abbiamo, infine, definito con tempestività le linee di riorganizzazione dei Reparti per affrontare la seconda ondata pandemica e le modalità della loro riconversione, con la volontà di dare sempre maggiore spazio all'ascolto e alla condivisione delle necessità e delle competenze degli operatori”, prosegue Lombardo.

Dunque, la Direzione si dichiara “fortemente impegnata nel dialogo con i professionisti che si impegnano quotidianamente per la salute dei cittadini e ha intrapreso un percorso finalizzato a trovare soluzioni condivise e volte a migliorare la qualità delle condizioni di lavoro di tutti gli operatori. In tal senso ha apprezzato che, nel flashmob di questo venerdì del gruppo Siamo Tutti Ippocrate, per la prima volta i partecipanti abbiano mostrato una corrispondente volontà di apertura rivolgendosi idealmente verso l’edificio della direzione”.

Da parte loro, la rappresentanza del gruppo di medici spiega: “'Vogliamo essere politici nel senso più etimologico del termine: il nostro interesse è la comunità. Per questo il nostro spirito critico si rivolge al sottofinanziamento del SSN, alla riduzione del personale medico, conseguenza del  numero chiuso alla Facoltà di Medicina e alle Specializzazioni, alla sofferenza di tutti i professionisti sanitari e rifiutiamo l'equivalenza che lega la sanità pubblica allo spreco e affianca inevitabilmente la sanità privata al profitto e all’efficienza”.

Durante l'incontro sono stati discussi temi di portata locale, regionale e nazionale, affrontando le criticità che rappresentano il contesto nel quale operano da tempo I lavoratori della ASST.  Il terreno comune individuato è il progetto di un “Ospedale Laboratorio” in grado di sviluppare modelli organizzativi teorici, pratici e sostenibili per proporre nuovi modi di prendersi cura della Salute dei cittadini, che la Società di affida: il paziente. “Questa collaborazione, centrata sul contenuto concreto dell'organizzazione delle cure ci  permette di pensare in grande, di diventare un modello anche internazionale: non ci sono le mezze misure”, sostengono i vertici dell’azienda e i medici nella nota congiunta.

“La sinergia tra le infrastrutture, le risorse, la professionalità e la capacità di fare rete - concludono  è il contesto e il presupposto per coltivare nuove idee, attraverso gruppi di lavoro mirati e multidisciplinari, con effetti concreti sulla qualità delle cure e sull'organizzazione del lavoro. Fare meglio, cambiando insieme”.

22 dicembre 2020
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