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Medici di famiglia, carenze in aree montane. Saitta: “Al lavoro per incentivi nel nuovo contratto”

L’assessore del Piemonte, che è anche coordinatore del Comitato Salute delle Regioni, ha evidenziato come si tratti di una difficoltà riscontrata a livello nazionale. “Siamo riusciti a ottenere un aumento delle borse di studio in Medicina generale, che è stato un importante risultato, ma non basta. Siamo al lavoro su una forma di premialità, nel nuovo contratto, per i medici dei piccoli centri con poca popolazione”.

24 GEN - E’ allarme carenza medici di famiglia nelle zone montane del Piemonte ma anche in altre aree e Regioni di Italia. Sulla questione l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che è anche coordinatore del Comitato Salute delle Regioni, ha incontrato oggi negli uffici dell’assessorato il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta. L’assessore Saitta ha però ricordato come quella della mancanza di mmg in certe aree sia una difficoltà riscontrata a livello nazionale.

La prima responsabilità, per Saitta, sta nel numero insufficiente di borse di studio in Medicina generale erogate dal Ministero, inferiore ai fabbisogni delle Regioni, e di conseguenza dal basso numero di medici di famiglia presenti. “È una vera emergenza nazionale, della quale le Regioni si stanno occupando da tempo – precisa l’assessore Saitta, nella sua veste di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni -. Siamo riusciti a ottenere un aumento delle borse di studio in Medicina generale, che è stato un importante risultato, ma non basta: nell’immediato servirebbero provvedimenti più urgenti, per cui siamo al lavoro per inserire all’interno del nuovo contratto dei medici di famiglia, in discussione in queste settimane, una forma di premialità per chi svolge la propria attività nei piccoli centri con poca popolazione”.

 
“L’Anci Piemonte – sottolinea nella stessa il presidente Alberto Avetta – organizzerà a breve un incontro con l’assessore Saitta e con i sindaci dei territori che maggiormente registrano la carenza di medici di famiglia, in modo da poter affrontare in maniera puntuale le criticità che si sono presentate”.
 
Nell’autunno scorso, grazie all’accordo raggiunto fra le Regioni e il Governo, è stata data la possibilità di utilizzare risorse del Fondo sanitario nazionale per finanziare 860 borse di studio supplementari per i medici di famiglia: per il Piemonte significa 68 posti in più a partire dai prossimi corsi. Nella Regione, dunque, le borse di studio in Medicina generale diventeranno 187. “Verrà così consolidato l’incremento già deciso in questi anni dalla Giunta Chiamparino: nel triennio 2014/2017 le borse erano 80, per i trienni 2015/2018 e 2016/2019 erano 110”, conclude la nota regionale.

24 gennaio 2019
© Riproduzione riservata


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