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Ambrosoli: “Lotta al malaffare è una priorità. Ma la sanità privata non va demonizzata"

Intervista esclusiva al candidato del centrosinistra per la presidenza della Lombardia. Che per la sanità punta a legalità e trasparenza, efficienza e sussidiarietà del privato, semplificazione e razionalizzazione, informatizzazione del sistema sanitario regionale. Ecco il programma sanità di Ambrosoli.

12 FEB - Sono sei i punti fondamentali per la riforma della sanità secondo Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra per la presidenza della regione Lombardia: legalità e trasparenza nella scelta dei dirigenti, nella gestione dei bilanci, efficienza e sussidiarietà del privato azzerando la burocrazia e gli sprechi, valorizzazione delle eccellenze, semplificazione e razionalizzazione, e informatizzazione del sistema sanitario regionale. Lo scorso 8 febbraio a Milano Ambrosoli ha spiegato il suo programma per la sanità e in un'intervista a Quotidiano Sanità ne chiarisce meglio i dettagli.

Quali sono i provvedimenti più urgenti da adottare subito per la sanità lombarda?
Occorrono certamente regole nuove che evitino il ripetersi di scandali gravi come quello della clinica Santa Rita, della Maugeri o del San Raffaele. Vicende che mettono a rischio le basi di una sistema sanitario che certamente ha una qualità elevata ma che non può permettersi di perdere risorse e competitività in questi modi. Per cambiare davvero occorre coinvolgere nelle scelte le associazioni e le rappresentanze dei cittadini per poter davvero applicare in sanita concetti decisivi come la trasparenza e la partecipazione.


Lei è stato molto criticato per le sue affermazioni sulla sanità privata, e sul fatto che non vada demonizzata per gli scandali degli ultimi due anni. Come pensa che andrebbe gestito il rapporto tra sanità pubblica e privata?
Non credo dovrebbe essere posta la questione in termini di conflitto tra sistema pubblico e privato. Quello che conta è mettere al centro della discussione il cittadino e la sua salute, cosa che spesso, negli ultimi anni, non posso dire sia stata fatta. Dal punto di vista operativo occorre stabilire una pianificazione delle priorità e degli interventi. Da qui parte poi la definizione dei contratti con soggetti privati o pubblici. Se c’è trasparenza nei processi e chiarezza delle regole nei contratti, allora il sistema sanitario, e quindi i cittadini, ne traggono giovamento. Il problema di questa regione è stata l’assenza di una programmazione basata sui bisogni dei cittadini, condivisa con i rappresentanti degli Enti Locali, con le parti sociali, con  le associazioni dei pazienti. Solo i vertici, in poche stanze chiuse, hanno preso decisioni importanti e favorito comportamenti  opportunistici.  Il rapporto con la sanità privata va rivisto sulla base di una programmazione attenta e di accordi contrattuali che contengano indicazioni precise sul mix di prestazioni da erogare. Le priorità andranno verificate con i rappresentanti dei cittadini, le associazioni dei malati,  gli operatori di tutti gli ambiti della sanità e di questo nuovo processo decisionale ci faremo garanti in prima persona.
 
Come pensa che andrebbe modificata concretamente la nomina e la scelta dei direttori generali di asl e ospedali?
Negli anni passati le nomine, sia dei direttori generali sia dei primari, sono state definite esclusivamente con criteri di appartenenza a gruppi politici e di interesse interno alla maggioranza di governo, sostenendo anche pubblicamente la correttezza di tale metodo. Noi crediamo serva rendere trasparenti i risultati dei concorsi, valutare i curriculum dei partecipanti e le performance delle strutture sanitarie - come accade in altri paesi occidentali – per poter intraprendere una nuova strada che sia nell’interesse dei cittadini per poter tornare ad accrescere la fiducia nel loro servizio sanitario.

Lei ha auspicato che sulla situazione del San Raffaele non si decida niente finchè non si insedia la nuova giunta, ma cosa pensa che la regione potrebbe fare per l'ospedale? I sindacati chiedono che diventi pubblico e acquisito dalla regione, ma è un'ipotesi praticabile?
La voragine del debito del San Raffaele avrebbe messo in ginocchio qualsiasi regione italiana che sarebbe stata costretta poi ad un piano di rientro rigorosissimo, con pesanti ripercussioni su tutti i cittadini. La storia dell’amministrazione Formigoni, durata oltre 20 anni, e del San Raffaele è nota a tutti. Noi siamo vicini ai lavoratori del San Raffaele e faremo tutto il possibile per salvare l’ospedale, ma non è possibile scaricare sull’intera comunità il peso di una amministrazione dissennata e colpevole.

Oltre al San Raffaele, ci sono altri ospedali e strutture sanitarie che in Lombardia stanno vivendo momenti di difficoltà. Ha in mente come poter intervenire?
Negli ultimi anni sono state praticate manovre che hanno determinato un taglio del fondo sanitario nazionale tra il 25% e il 30% delle risorse storicamente necessarie per soddisfare i bisogni dei cittadini. Siamo in una situazione di rischio di tenuta del Servizio Sanitario. Il nostro impegno sarà duplice: forte opposizione a livello nazionale a qualsiasi altro taglio lineare delle risorse da destinare alla sanità, e un’attenta analisi, con la collaborazione di tutti gli addetti ai lavori in regione, per intervenire sul servizio regionale.

In questi ultimi anni gli scandali e le inchieste hanno travolto la sanità lombarda. Cosa pensa che si potrebbe fare per evitare nuovi casi Maugeri e San Raffaele?
I risultati delle indagini su questi scandali e i processi, che saranno istruiti, daranno la dimensione penale dei comportamenti delle persone coinvolte. A me interessa prima di tutto sottolineare come i denari che sono stati immessi nel sistema per questioni fraudolente sono risorse sottratte ai cittadini e alle loro prestazioni. Pensiamo a quanti ticket si sarebbero potute risparmiare con i milioni di euro circolati nel sistema delle tangenti su cui la magistratura sta indagando. E dove c’è corruzione e malaffare non possono esserci concorrenza e qualità. Ora, per voltare pagina e introdurre in cambiamento, serve puntare su trasparenza, controlli puntuali sui privati accreditati, programmazione legata ai fabbisogni dei cittadini. Vanno definiti percorsi di rendicontazione verso la comunità, in accordo con le associazioni di rappresentanza di tutti i  cittadini.

Quali sono le sue proposte sul tema dei diritti civili? Si è detto favorevole a registri per le coppie di fatto e testamento biologico. Pensa di estendere l'iniziativa del comune di Milano a tutta la regione?
E’ l’Europa la dimensione a cui la Lombardia deve necessariamente guardare nel prossimo futuro. Crediamo che questa sia una sfida da accettare e interpretare con intelligenza e determinazione per avere un termine di paragone ambizioso per la crescita e competitività. Lavoreremo quindi con forza per il riconoscimento dei diritti civili: per la parità uomo-donna e delle relazioni omoaffettive, contro le censure dell’informazione, per la tutela della condizione dei lavoratori, per la soluzione profonda della questione carceraria e per la piena integrazione di ogni diversa composizione etnica della popolazione residente.

Pensa di intervenire sui ticket in Lombardia?
Nel nostro progetto abbiamo previsto un intervento sui ticket che tenga conto della reale capacità contributiva dei cittadini. In tutto il paese, con l’incremento dei ticket imposto dalle ultime manovre del governo Berlusconi, si sta assistendo ad una riduzione dell’accesso alle prestazioni di diagnostica, che pesa principalmente sui cittadini meno abbienti. Sicuramente opereremo per tutelare i cittadini lombardi più deboli inserendo una modularità nel costo delle prestazioni, che oggi è riconosciuta per le fasce più deboli (anziani, disabili), ma che dobbiamo prevedere anche per chi ha di meno.

Ha già pensato, nel caso di una vittoria, a chi sceglierebbe come assessore alla Sanità? Alessandra Kustermann o qualcun altro?
Non credo sia utile indicare questa o quella persona per eventuali incarichi di governo. Vale il principio del merito e il coinvolgimento delle migliori competenze e professionalità che in regione sono certamente presenti per accompagnare il cambiamento nel senso della trasparenza, del merito, della solidarietà con i più deboli.


A.L.

12 febbraio 2013
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