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Campania. Al via a Napoli la scuola della Psoriasi


In Campania sono 150 mila i casi di psoriasi. Parte da Napoli un progetto educativo che si propone una collaborazione interdisciplinare tra gli specialisti per la gestione globale della malattia e creare un linguaggio comune e condiviso dalle figure professionali per educare il paziente a comprendere pienamente la propria malattia

27 NOV - Una collaborazione interdisciplinare tra gli specialisti per la gestione globale della psoriasi, una patologia che fa registrare in Campania almeno 150mila casi.
 
È questo l’obiettivo della Scuola della Psoriasi, associazione no profit che sarà presentata domani al Centro Congressi dell’Università Federico II a Napoli, un progetto educativo che si propone di unire diversi specialisti nella gestione globale della malattia che in Italia colpisce circa il 3% della popolazione (oltre 2 milioni).
 
In particolare, la Scuola si propone di creare un linguaggio comune e condiviso dalle diverse figure professionali, allo scopo di educare il paziente a comprendere pienamente la propria malattia e nel contempo creare sinergia tra gli specialisti e le associazioni di pazienti, come l’Adipso.
 
“La psoriasi è una patologia multiorgano in cui l’aspetto cutaneo è il più evidente – sottolinea Nicola Balato, professore associato della Clinica dermatologica dell’Università Federico II di Napoli –, ma si associa e comprende altre condizioni, dall’artrite alla sindrome metabolica al rischio cardiovascolare. Il dermatologo è il medico-sentinella –  prosegue Balato –  che pone la diagnosi e gestisce la malattia. Per la complessità della patologia, però, spesso il dermatologo necessita della collaborazione con diverse figure professionali: dal medico di medicina generale al pediatra di famiglia, dal reumatologo all’ endocrinologo,  dal  gastroenterologo allo psicologo. Ecco il perché della nascita della Scuola”.

 
“I pazienti con psoriasi – aggiunge Cataldo Patruno, specialista ambulatoriale e docente presso la Scuola di Specializzazione in Dermatologia della Federico II – presentano un maggior rischio di incorrere in accidenti cardiovascolari, come l'infarto del miocardio, perché la cosiddetta sindrome metabolica (aumento del colesterolo e dei trigliceridi, diabete, ipertensione, obesità) è più frequente negli psoriasici. Pertanto è necessario che queste persone adottino uno stile di vita che sia in grado di ridurre questo rischio. Ad esempio, è necessario evitare il fumo e ridurre gli alcolici. È inoltre indispensabile adottare una corretta alimentazione, come la dieta mediterranea, e incrementare l'attività sportiva la quale può essere considerata come una valida alleata del paziente psoriasico in quanto è anche in grado di migliorare il tono dell’umore spesso depresso, soprattutto quando la malattia cutanea è estesa”.
 

27 novembre 2014
© Riproduzione riservata


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