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Regioni benchmark 2018. Toscana al 1° posto. Le altre due saranno scelte tra Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lombardia. Il Veneto non riesce a entrare tra le prime 5

La struttura tecnica incaricata di valutare le migliori performance regionali ai fini di selezionare le Regioni di riferimento per determinare i parametri di riparto del fondo sanitario hanno messo nelle mani delle Regioni e del Governo la rosa delle prime cinque dalle quali dovranno essere scelte le tre regioni benchmark. Dato che la prima in classifica (Toscana) entra di diritto nella rosa, si dovrà scegliere tra Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lombardia. L'anno scorso il primato andò a Marche, Veneto e Umbria. Ma la Conferenza dei presidenti ha chiesto il rinvio del punto per l'intesa in Stato Regioni. IL DOCUMENTO.

16 NOV - Prima in classifica è la Toscana, seguita nell’ordine da Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lombardia. Al sesto posto il Veneto che lo scorso anno era con Marche e Umbria nella rosa delle tre Regioni benchmark di riferimento per la determinazione di costi e fabbisogni standard 2017.

La Conferenza dei presidenti prima e la Stato Regioni poi hanno il compito di scegliere nella rosa delle prime cinque classificate le tre Regioni a cui fare riferimento per il riparto 2018, come prevede il Dlgs 68/2011, ma i governatori per il momento hanno chiesto il rinvio del punto all'ordine del giorno della Stato-Regioni di oggi.

La classifica emersa dal risultato del lavoro della commissione tecnica è formata in base ai risultati ottenuti dall'individuazione delle Regioni "eleggibili" tra quelle che hanno garantito nel 2014 il rispetto delle condizioni previste, tra cui è requisito fondamentale e imprescindibile che l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza avvenga nel  rispetto  dell'equilibrio economico.

In base a diciannove  parametri si calcola l’IQE, indicatore di qualità ed efficienza. Questi sono, in sintesi e sempre riferiti al 2014:

1. punteggio della "Griglia Lea'' 2014;

2. incidenza percentuale avanzo/disavanzo sul finanziamento ordinario;

3. degenza media pre-operatoria;

4. percentuale interventi per frattura di femore operati entro due giorni;

5. percentuale dimessi da reparti chirurgici con Drg medici;

6. percentuale di ricoveri con Drg chirurgico sul totale ricoveri (solo ricoveri in degenza ordinaria, togliendo quelli relativi ai 108 Drg a rischio di in appropriatezza);

7. percentuale di ricoveri ordinari con Drg ad alto rischio di inappropriatezza;

8. percentuale di ricoveri diurni di tipo diagnostico sul totale dei ricoveri diurni con Drg medico;

9. percentuale di casi medici con degenza oltre soglia per pazienti con età  >=65 anni sul totale dei ricoveri medici con età >=65 anni;

10. scostamento dallo standard previsto per l' incidenza della spesa per assistenza collettiva sul totale della spesa (5%);

11. scostamento  dallo standard  previsto  per l'incidenza  della spesa  per assistenza  distrettuale sul totale della spesa (51%);

12. scostamento dallo standard previsto per l'incidenza della spesa per assistenza ospedaliera sul totale della spesa (44%);

13. spesa pro capite per assistenza sanitaria di base;

14. spesa farmaceutica pro capite;

15. costo medio dei ricoveri per acuti in degenza ordinaria;

16. costo medio per ricovero post acuto;

17. spesa per prestazione per assistenza specialistica - Attività clinica;

18. spesa per prestazione per assistenza specialistica – Laboratorio;

19. spesa per prestazione per assistenza specialistica  - Diagnostica  strumentale.
 
L'elaborazione degli indicatori – il documento consegnato alle Regioni li esamina tutti con risultati e relative tabelle -, opportunamente normalizzati come previsto dalla delibera sui costi standard, ha portato alla definizione della graduatoria finale delle 5 Regioni risultate eleggibili, nel cui ambito la Conferenza Stato-Regioni dovrà scegliere le 3 Regioni, tra cui obbligatoriamente la prima, che rappresenteranno il benchmark per il calcolo del costo medio standard, (ottenuto come media ponderata dei costi delle 3 regioni benchmark per ciascuno dei tre  livelli di assistenza.

Dall'elaborazione dell’indicatore, che ha tenuto conto dei valori delle variabili di riferimento delle sole Regioni in possesso dei criteri previsti, è emerso questo risultato:
 
 
 

Quindi, le 5 Regioni eleggibili risultano essere nell'ordine : Toscana , Marche, Umbria, Emilia Romagna , Lombardia. Risulta esclusa, anche se comunque eleggibile dal punto di vista dei risultati, ma giunta sesta in classifica e quindi fuori dalla rosa delle prime cinque tra cui scegliere,  la Regione Veneto.

16 novembre 2017
© Riproduzione riservata


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