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Giovedì 25 APRILE 2019
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Le formiche in ospedale. Ma cosa sta succedendo al Santo Bosco di Napoli? Il punto della situazione

Carabinieri del Nas di nuovo in azione, al San Giovanni Bosco, per l’ennesimo day after delle formiche. Pesanti le accuse del Presidente della Regione Vincenzo de Luca lanciate ai sindacati dai microfoni di Lira Tv. E il manager della Asl Mario Forlenza annuncia nuovi provvedimenti disciplinarti. Ma il clima di tensione e di terrore nel denunciare la presenza delle formiche in corsia ha avvelenato il clima e può avere inciso sui comportamenti di medici e degli infermieri

02 FEB - Insetti avvistati ancora, la mattina del 31 gennaio, in una delle sale della Rianimazione, vicino al bidone dei rifiuti speciali, sui pavimenti e in alcune fessure dei muri con due o tre esemplari che avevano raggiunto anche il letto di un ammalato. Si tratta del quarto o quinto episodio dagli inizi di gennaio in quell’area critica dell’ospedale contigua al pronto soccorso e all’area dei codici rossi dopo gli altri eclatanti episodi di novembre e dicembre nei reparti di Medicina e della Chirurgia.  
 
L’ispezione a sorpresa delle forze dell’ordine del Nas ieri nel nosocomio napoletano, ha portato all’acquisizione della documentazione (presumibilmente la relazione degli ispettori interni e del primario del reparto) che successivamente sarà trasferita agli inquirenti della VI sezione (lavoro e colpe professionali) della Procura della Repubblica. Secondo quanto si è appreso, anche stavolta, come in vari episodi precedenti, i carabinieri hanno trovato l’area sanitaria pulita senza nessuna traccia delle famigerate formiche. 

 
Le accuse di De Luca
Il presidente della Regione Vincenzo De Luca, nel commentare la vicenda, nel consueto appuntamento settimanale ai microfoni dell’emittente salernitana Lira Tv - con la relazione del primario della Rianimazione alla mano - è durissimo nei confronti dei due infermieri in servizio giovedì scorso nella Rianimazione del presidio della Doganella e soprattutto contro alcuni sindacalisti chiamati sul posto e intervenuti in concomitanza dell’episodio. 
 
“Immediatamente accorso sul posto - legge il Governatore riferendo quanto riportato dal medico responsabile - mi è stato impedito, dagli infermieri della Rianimazione, di dare ordini per l’immediata pulizia del paziente e il cambio letto. Hanno detto di aver fatto foto e filmino e che avrebbero presentato una denuncia. Con pazienza ho atteso che i sindacalisti arrivassero ma con sorpresa sono stato attaccato e considerato responsabile di tutto. La conflittualità data da più tempo nel reparto e soprattutto tra medici e infernieri che da anni non hanno regole ed ora devono fare i conti con turni e piani di lavoro. Per essi non esiste forma di gerarchia e chiunque può mettere in discussione ciò che viene chiesto e detto loro senza timore di incorrere in provvedimenti disciplinari. Chiedo ufficialmente sia avvicendato il personale infermieristico altrimenti sono pronto alle dimissioni”. 
 
“Il problema - ne deduce De Luca - non è solo liberarsi dalle formiche, ma liberarsi dalla camorra e dei delinquenti”, per poi fare appello “alla parte sana di Napoli affinché dia una mano a liberare gli ospedali da “delinquenti presenti in tante strutture pubbliche. Questo non è sindacalismo, è camorra” conclude perentorio. 
Secondo la ricostruzione dei fatti i camici bianchi avrebbero dunque preteso di documentare, con fotografie e filmati, la reale presenza delle formiche in quell’area - che pure dovrebbe essere asettica - prima di consentire di procedere alla pulizia dei locali e del cambio letto come chiesto dal primato. 
 
Quelle del manager
Un comportamento stigmatizzato dal direttore della Asl Mario Forlenza: “Quanto segnalato dal dirigente medico - avverte Forlenza - cui va vivo apprezzamento e solidarietà, dimostra che vi è personale all’interno del presidio non interessato affatto alla salute dei pazienti ma ad utilizzare la vicenda formiche per raggiungere altri scopi non dichiarati apertamente ma facilmente intuibili. Per detto personale si assumeranno presto i provvedimenti che la gravità del caso impone”. La direzione generale ha anche chiesto all’Ufficio procedimenti disciplinari l’attivazione dell’azione disciplinare nei confronti di detto personale”. 
 
Clima di terrore
No, non c’è un bel clima al San Giovanni Bosco ed è fuga dai reparti. Inoltrandosi tra i padiglioni e le corsie del presidio della Doganella, la tensione si taglia a fette e sono in tanti, tra operatori e dipendenti, a dire di essere pronti - se potessero andare via - a trasferirsi altrove. Un glorioso ospedale il San Giovanni Bosco, pieno di tanti bravi professionisti, medici chirurghi e infermieri,  ma diventato simbolo di un degrado strutturale e una fatiscenza difficile da recuperare senza interventi di ristrutturazione radicali e una bonifica da influenze esterne di un quartiere ad alta densità criminale da sempre ritenuta molto presente nella vita dell’ospedale.  
 
Lo stillicidio
Ma oggi non è questo l’unico aspetto saliente: lo stillicidio delle formiche ha non solo tolto i sonni ai vertici della Asl e della Regione ma anche fatto esplodere i rapporti tra colleghi, consumato la serenità e fiducia dei camici bianchi nel lavoro quotidiano al letto del paziente e a contatto di gomito con superiori e pari grado. La telenovela delle formiche è diventato un film del terrore. La colonna sonora quella di una caccia alle streghe. I medici, ma soprattutto gli infermieri, non sono tranquilli. E anche i sindacalisti, più protetti dal loro ruolo nella possibilità di parlare forzando il cordone di silenzio imposto dal regolamento aziendale, vacillano dopo gli ultimi attacchi frontali. 
 
I timori e la paure
Nessuno sa più come comportarsi se dovesse vedere delle formiche in giro. Molti giurano che qua e là, sebbene molte di meno, se ne vedono ancora. Ma c’è chi è convinto che debba prevalere la consegna del silenzio, chi è ligio agli ordini di scuderia dei superiori di pulire tutto e andare avanti in attesa di tempi migliori e chi, invece, è persuaso della necessità di scrivere puntuali relazioni e consegnarle ai superiori, responsabili di reparto, direzione sanitaria e sindacato di categoria. Al San Giovanni Bosco, dopo il primo clamoroso episodio di novembre, quando una paziente dello Sri Lanka intubata fu trovata letteralmente invasa dalle formiche, e a seguito degli infruttuosi interventi di disinfestazione (che ancora vanno avanti) conditi da successivi numerosi ripetuti avvistamenti di formiche in vari reparti (in Medicina, Chirurgia, in sala operatoria e infine in Rianimazione) è emersa l’ipotesi del sabotaggio. Una spiegazione se non certa, almeno possibile, di una situazione insostenibile.
 
Del resto l’ospedale è vecchio, non manutenuto da decenni, la stratificazioni di incuria e scarsa igiene e la diffusa presenza di fessure nei muri - ovunque all’esterno, sulle facciate rabberciate, come sul vecchio linoleum degli interni - è comunque compatibile con la presenza di questi piccoli e insidiosi visitatori indesiderati. I lavori sono stati fatti, le disinfestazioni e pulizie anche e, da quando si è ricorsi anche alle esche di ultima generazione, la situazione è nettamente migliorata, Gli avvistamenti più radi e isolati. 
 
La bonifica e le sanzioni
Probabilmente il lavoro approfondito di bonifica della Asl sta ottenendo risultati. E anche i lavori che proseguono sugli esterni con la chiusura dei buchi nei mattoni forati, sebbene vadano avanti molto a rilento, sono il segno di un intervento profondo sul ripristino di precondizioni di sicurezza minime sul piano strutturale. L’eco mediatica delle ripetute denunce di operatori e pazienti, le ispezioni del ministero, le visite continue del Nas, il lavoro della stessa commissione interna, condite dalle continue polemiche politiche hanno però finito per invelenire i rapporti di lavoro e, probabilmente, fatto da catalizzatore a vecchie ruggini e incomprensioni che molto spesso sono il cancro dei luoghi di lavoro.
 
Gli episodi delle ultime settimane, avvenuti in Rianimazione sono un esempio del clima molto teso che si respira in ospedale. “Quanto segnalato dal dirigente medico - avverte Forlenza - cui va apprezzamento e solidarietà, dimostra che vi è personale all’interno del presidio non interessato alla salute dei pazienti ma ad utilizzare la vicenda formiche per raggiungere altri scopi non dichiarati ma intuibili. Per questo personale si assumeranno presto i provvedimenti che la gravità del caso impone”.
 
La direzione generale ha chiesto all’Ufficio procedimenti disciplinari l’attivazione di una nuova azione disciplinare. Va detto, tuttavia, che tre infermieri e cinque medici di quel reparto, tra cui anche gli infermieri destinatari del nuovo provvedimento, sono già stati deferiti al Consiglio di disciplina per presunta omessa vigilanza a seguito del primo avvistamento di formiche in Rianimazione a inizio gennaio. Una circostanza e un timore - quello di non poter dimostrare di essere nel giusto se le formiche fossero state subito eliminate l’altro ieri - che potrebbero anche avere inciso sul comportamento dei sanitari.
 
Ettore Mautone

02 febbraio 2019
© Riproduzione riservata


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