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Farmindustria rivendica ruolo e successi: “Italia primo produttore in Europa. Abbiamo i prezzi più bassi e siamo trasparenti. Vogliamo essere anche in futuro un partner delle Istituzioni per sviluppo del Paese”

Nel suo quarantennale l’Associazione celebra nella sua Assemblea pubblica a Roma il sorpasso sui tedeschi e mette in vetrina tutti i risultati ottenuti in questi anni. E poi messaggio velato al nuovo Governo: “Disponibili a contribuire con proposte concrete allo sviluppo del Paese”.  LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE SCACCABAROZZI

11 LUG - Farmindustria compie 40 anni e come regalo arrivano gli ultimi dati che attestano come la farmaceutica italiana sia arrivata al primo posto come produttore in Europa. Dopo anni di inseguimento, infatti l’Italia ha superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi.
 
Tutti numeri divulgati durante l’Assemblea nazionale che si è tenuta oggi a Roma e in cui tutto il mondo del ‘pharma’ nostrano è riunito per celebrare i risultati ottenuti (sia in termini socio economici che di salute per gli italiani) in questi anni e per rivendicare il proprio ruolo anche in virtù di una fase politica molto delicata. Impossibile, infatti, non notare l’assenza del nuovo Ministro della Salute, Giulia Grillo (presenti i sottosegretari leghisti Mauriizio Fugatti e Claudio Durigon) che seppur non direttamente non ha mai mostrato particolare simpatia per gli industriali del farmaco. Stante ciò e in attesa di vedere come si muoverà il Governo nell’ambito delle politiche farmaceutiche (annunciata per ora l’intenzione di rimettere mano alla governance, di voler dare una stretta di giro all’Aifa e di risolvere l’annosa questione del payback) oggi il presidente Massimo Scaccabarozzi (fresco di nuova conferma ai vertici dell’associazione) ha lanciato però alcuni messaggi chiari.

 
“Siamo i primi in Europa per produzione farmaceutica – ha detto - , grazie al vero e proprio traino dell’export. Un successo made in Italy che dimostra la qualità del nostro sistema Paese. E che ha ricadute importanti: maggiore occupazione, soprattutto per i giovani; più investimenti che creano valore sul territorio; sinergie con l’indotto e le Università; sviluppo degli studi clinici che fanno crescere la qualità delle cure e portano al Servizio Sanitario Nazionale importanti risorse.” Ma accanto alla rivendicazione dei risultati il presidente ha anche lanciato un messaggio al nuovo Governo: “Abbiamo dimostrato sul campo di essere una freccia nell’arco del Sistema Italia. E possiamo ancora esserlo attraverso una partnership con le Istituzioni per risolvere i problemi urgenti e fondare una governance di lungo respiro. Siamo disponibili a contribuire con proposte concrete allo sviluppo del Paese. Come abbiamo sempre fatto. E come vogliamo continuare a fare.”
E ancora, serve “un’alleanza tra le Istituzioni e le imprese per risolvere i problemi urgenti e fondare una nuova governance del farmaco di lungo respiro. Che si basi su un modello nuovo di finanziamento, su un sistema di regole certe e stabili, sul superamento della logica dei tetti e sull’uso efficiente di risorse pubbliche adeguate che devono essere destinate alla farmaceutica e rimanere nel settore”.

  
E proprio per rispondere alle note critiche di essere poco trasparente (vedi in questo senso l’iniziativa legislativa che sta portando avanti il M5S con il Sunshine Act) Farmindustria evidenzia come “da molti anni ha un Codice Deontologico fra i più rigorosi in Europa, che regola i rapporti tra imprese e tra queste e il mondo scientifico e sanitario. Con una certificazione annuale obbligatoria affidata ad enti terzi accreditati. Chi non garantisce questo requisito è fuori dall’Associazione”.
 
E sempre in tema di trasparenza gli industriali del farmaco ricordano come dal 2016 l’Associazione “ha adottato, su base volontaria, anche il Disclosure Code, il Codice sulla Trasparenza, introdotto a livello europeo dell’Associazione europea delle imprese del farmaco (EFPIA). Il Codice prevede che le aziende rendano pubblici, e quindi consultabili, i dati sulle collaborazioni con i medici e le loro organizzazioni.  Un’iniziativa responsabile, fortemente voluta dalle imprese, che ha trovato ampio consenso tra i medici. Le aziende associate a Farmindustria sono tra le prime in assoluto in Europa per numero di adesioni alla pubblicazione. Primato che dimostra la reale volontà di trasparenza”.
 
E infine, un’ultima stoccata sui prezzi dei farmaci: “ I prezzi dei medicinali sono più bassi del 15% circa rispetto alla media dei Big Ue” e poi fa notare come la spesa pubblica pro capite italiana sia “la metà di una corsa in metro a Roma, meno di 0,80 centesimi al giorno, 290 euro all’anno. Spesa inferiore del 27% alla media dei Big Ue”.  
 
Insomma, gli industriali dopo la tiepida accoglienza riservata loro dal nuovo Esecutivo affilano le armi, nella speranza che presto un dialogo con il nuovo Governo sia possibile.
 
Luciano Fassari

11 luglio 2018
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