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Lupus. Negli ultimi due decenni, migliorati esiti gravidanze

Un ampio studio americano ha fatto luce sui tassi di mortalità materna e fetale e sulle complicanze della gravidanza tra le donne affette da LES.

09 LUG - (Reuters Health) – Gli esiti delle gravidanze tra le donne con lupus eritematoso sistemico (LES) sono notevolmente migliorati negli ultimi due decenni, anche se i rischi legati alla gravidanza in questa popolazione di donne restano più elevati rispetto alle persone senza lupus. A evidenziarlo è stata una ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine da Bella Mehta, dell'Hospital for Special Surgery di New York.
 
Per la ricerca, Mehta e colleghi hanno utilizzato il database National Inpatient Sample per valutare le complicanze a livello materno e fetale tra più di 93mila donne in gravidanza affette da LES e 78 milioni non affette da questa patologia, ricoverate negli USA tra il 1998 e il 2015.
 
Le percentuali di gravidanze e parti con esiti positivi tra le donne con LES sarebbero cresciute a un tasso costante nel periodo in studio. Allo stesso tempo ci sarebbe stato un declino drammatico nella mortalità ospedaliera tra le pazienti con LES, da 442 ogni 100mila ricoveri tra il 1998-2000 a meno di 50 ogni 100mila tra il 2013-2015. Tra le donne affette da LES, dunque, la mortalità materna in ospedale sarebbe passata da un tasso di 34 volte più elevato prima del 2000 a un valore sotto le cinque volte più alto nell'ultimo biennio. Nello stesso periodo, in realtà, si sarebbe ridotta anche la mortalità intraospedaliera delle pazienti senza lupus, seppur non in modo così significativo, passando da 13 a 10 ogni 100mila ricoveri.

 
Anche le morti fetali sono diminuite, con 268 decessi ogni 10mila parti del 1998-2000 contro i 153 decessi ogni 10mila parti nel periodo 2013-2015, mentre tra le donne senza LES si sarebbe passati da 72 decessi fetali ogni 10mila parti a 66. Le donne affette da lupus avrebbero mostrato anche maggiori progressi nei tassi di preeclampsia o eclampsia e durata del ricovero, pur mantenendo ancora esiti peggiori in questi parametri rispetto alle donne senza lupus.
 
“Il principale messaggio da portare a casa da questo studio è che più pazienti affette da LES stanno cercando una gravidanza, la maggior parte dei medici non contrasta questa scelta e le donne hanno esiti migliori”, ha sottolineato Mehta in un comunicato.
 
“Trenta anni fa, alla maggior parte delle donne affette da lupus veniva consigliato di evitare la gravidanza per gli alti rischi di morbidità e mortalità materna e fetale, ma questo consiglio non è più valido”, ha dichiarato Megan Clowse, del Duke University Medical Center di Durham negli USA, che ha scritto un editoriale sulla ricerca. “Deve essere ancora fatto del lavoro per la preeclampsia e la mortalità fetale e materna, anche se sono stati fatti grandi progressi nella terapia e le prime linee guida pubblicate dall'American College of Rheumatology aiuteranno ad aiutare l'approccio alla gestione delle donne con LES in gravidanza”, ha osservato Clowse.
 
Fonte: Annals of Internal Medicine
 
Reuters Staff
 
(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science) 

09 luglio 2019
© Riproduzione riservata


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