Assistenza a domicilio. Takeda sostiene il progetto “Case Intelligenti”

Assistenza a domicilio. Takeda sostiene il progetto “Case Intelligenti”

Assistenza a domicilio. Takeda sostiene il progetto “Case Intelligenti”
Contrastare il rischio di isolamento sociale degli anziani, emerso in modo critico nel periodo dl lockdown, e favorire l’assistenza a domicilio grazie all’installazione di sensori ambientali connessi a una piattaforma tecnologica. È questo l’obiettivo del progetto pilota “Case Intelligenti”, partito a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, nato dalla sinergia tra Fondazione San Francesco d’Assisi Onlus e la startup romana GRAMPiT, con il contributo solidale di Takeda.

Una soluzione digitale per risolvere il problema dell’assistenza a domicilio e migliorare, sul territorio, la vita di persone sole e fragili. A Oliveto Citra, in provincia di Salerno, è partito il nuovo progetto pilota “Case Intelligenti”, che, grazie all’installazione di sensori ambientali connessi a una piattaforma tecnologica, aiuta a contrastare il rischio di isolamento sociale degli anziani, emerso in modo critico nel periodo di lockdown.
 
Il progetto, nato dalla sinergia tra Fondazione San Francesco d’Assisi Onlus e la startup romana GRAMPiT – con il contributo solidale di Takeda e Hiltron, specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi elettronici di sicurezza – porterà in pochi giorni alla fornitura e all’installazione gratuita dei dispositivi di assistenza per 10 persone della Valle del Sele.
 
”Gli anziani sono, in ogni cultura, i saggi del villaggio, vere e proprie biblioteche viventi delle nostre comunità. Una società moderna e avanzata può dirsi tale solo se si prende cura di loro”, dice Mino Pignata, sindaco di Oliveto Citra e Presidente della Fondazione. “Una casa è fatta di mura, di oggetti, di ambienti. Sradicare un anziano da casa sua vuol dire privarlo di una parte di se stesso, della sua vita, delle sue abitudini, degli odori e dei profumi. Assisterlo permettendogli di continuare a vivere nei suo luoghi significa, invece, restituirgli il suo mondo, con la tecnologia che aiuta, collabora e si contamina con l’assistenza domiciliare offline, per far sì che possa sentirsi sempre sicuro, in ogni momento”.
 
La tecnologia di GRAMPiT, brevettata, sviluppata e prodotta in Italia, è il primo sistema automatizzato che assiste e monitora anche quando non c’è nessuno. Il sistema impara le abitudini e si abitua all’attività in casa, così da interagire con la persona e individuare situazioni potenzialmente pericolose, intervenendo automaticamente quando necessario.

Assistenti vocali forniscono le informazioni importanti al momento giusto e in maniera interattiva, semplice e naturale, come a esempio l’ora dei pasti o delle medicine. Il sistema, inoltre, allerta la famiglia quando individua possibili problemi o anomalie. Il monitoraggio h24 si estende anche in mobilità, permettendo di intervenire prontamente quando necessario. Il tutto senza che l’assistito debba compiere nessuna azione né ricordare di indossare alcun oggetto. Tutte le informazioni non sensibili raccolte sono, inoltre, sempre a disposizione dei familiari autorizzati, che possono controllarle in ogni momento attraverso una App sullo smartphone.

“Studi scientifici ci dicono che il 77% degli accessi degli anziani al pronto soccorso riguarda persone sole in casa – spiega Fausto Preste, Presidente e inventore del GRAMPiT – È evidente a tutti, però, che non sia possibile essere sempre presenti a causa degli impegni quotidiani che ci allontanano da casa per molte ore al giorno. Ecco, quindi, che la tecnologia può venire incontro alle famiglie, per migliorare l’assistenza domiciliare dei propri cari”.
 
“Takeda è orgogliosa di sostenere progetti come questo – afferma Davide Bottalico, Digital Healthcare & Innovation Head di Takeda Italia – La nostra azienda crede fortemente nell’innovazione digitale in sanità, per questo investiamo ormai da anni nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni utili a migliorare la vita del paziente, che per noi è sempre al centro di ogni attività”.
 
Se il progetto pilota darà risposte soddisfacenti, il prossimo passaggio potrebbe essere quello dell’integrazione di questo sistema con altri servizi di assistenza a domicilio.

16 Giugno 2020

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