Diabete tipo 2: l’insufficienza cardiaca è la peggiore comorbidità nei primi 5 anni

Diabete tipo 2: l’insufficienza cardiaca è la peggiore comorbidità nei primi 5 anni

Diabete tipo 2: l’insufficienza cardiaca è la peggiore comorbidità nei primi 5 anni
All’insufficienza cardiaca è correlato il maggior rischio assoluto e relativo di decesso per le persone con diabete di tipo 2 che sviluppano la patologia cardiaca a cinque anni dall’insorgenza del diabete. A questa conclusione è giunto uno studio danese che ha esaminato i dati del registro nazionale relativi a 153.403 persone con diabete di tipo 2 dal 1998 al 2015

(Reuters Health) – Le persone con diabete di tipo 2 corrono un maggior rischio assoluto e relativo di decesso a cinque anni se sviluppano insufficienza cardiaca.
 
L’evidenza emerge da uno studio danese che ha esaminato i dati del registro nazionale relativi a 153.403 persone con diabete di tipo 2 dal 1998 al 2015.
 
Dopo un follow-up mediano di 9,7 anni, 69.201 pazienti avevano ricevuto diagnosi di almeno una patologia cardiovascolare o renale e 48.087 erano deceduti.
 
Il rischio relativo di decesso a cinque anni per le persone che avevano sviluppato insufficienza cardiaca entro cinque anni dall’insorgenza del diabete era tre volte più elevato (IC, 2,9 – 3,1) di quello dei pazienti senza alcuna patologia cardiovascolare o renale.
 
Il rischio di mortalità a cinque anni per coloro che avevano sviluppato cardiopatia ischemica (RR 1,3), ictus (RR 2,2), malattia renale cronica (RR 1,7) e arteriopatia periferica (RR 2,3) era inferiore rispetto al rischio correlato all’insufficienza cardiaca.
 
Inoltre, la riduzione della durata della vita era la più marcata con l’insufficienza cardiaca, con 11,7 mesi, rispetto ai 6,9 mesi per l’arteriopatia periferica, 6,4 mesi per l’ictus, 4,4 mesi per malattia cronica renale e 1,6 mesi per cardiopatia ischemica.
 
“I nostri risultati mostrano che l’insufficienza cardiaca è la malattia cardiovascolare più pericolosa da sviluppare in termini di massimo rischio assoluto di decesso e riduzione della durata della vita”, dice l’autrice principale dello studio, Bochra Zareini, del Herlev Gentofte University Hospital di Copenhagen.
 
Quando i ricercatori hanno esaminato le combinazioni delle comorbidità, hanno osservato un aumento del rischio di decesso cinque anni dopo la diagnosi di diabete di tipo 2 quando i pazienti presentavano insufficienza cardiaca combinata con ictus (54,1%), seguito da insufficienza cardiaca insieme a malattia renale cronica (63,7%), arteriopatia periferica (48,4%) o cardiopatia ischemica (45,5%).
 
“Un limite dello studio è la mancanza di dati sulla gravità o diparametri clinici per i pazienti con diabete di tipo 2 o insufficienza cardiaca, come frequenza cardiaca, pressione arteriosa o livelli di glucosio”, osserva il team dello studio su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes. Inoltre, i ricercatori non disponevano di dati sugli esiti microvascolari che possono indicare come progredisce il diabete di tipo 2 nei singoli pazienti.
 
Fonte: Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes
 
Lisa Rapaport
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

15 Luglio 2020

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