Ospedali. Tutti i tagli nel pubblico e nel privato. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia le più colpite: assorbiranno il 38,2% dei tagli

Ospedali. Tutti i tagli nel pubblico e nel privato. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia le più colpite: assorbiranno il 38,2% dei tagli

Ospedali. Tutti i tagli nel pubblico e nel privato. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia le più colpite: assorbiranno il 38,2% dei tagli
Con i nuovi standard posto letto/abitante saranno cancellati 14.586 letti per acuti. Ma oltre 10 mila potrebbero essere di strutture private. Aumenteranno invece i posti di lunga degenza: 9.949 letti in più. I tagli maggiori nelle tre regioni con indici elevati sia negli acuti che nelle lungo degenze.

I conti sono pronti. I provvedimenti attuativi ancora no. Ma ormai la mappa dei posti letto italiani dopo spending review e nuovi standard ospedalieri è disegnata. A fornirla lo stesso ministero della Salute che ha reso noti i dati, Regione per Regione, dell’operazione di razionalizzazione della rete ospedaliera del Ssn tenendo conto del nuovo standard di 3,7 posti letto per mille (di cui 0,7 per le lungo degenze) e della soglia minima di 80 posti letto per acuti per le case di cura private accreditate.
 
L'operazione si attuerà con tagli da una parte e aggiunta di letti dall'altra a secondo delle dotazioni regionali che presentano indici abbastanza differenziati. La somma di questa "compensazione" tra tagli e aggiunte porterà a un taglio di 17.882 posti letto, di cui 14.586 per acuti e 3.296 per lungo degenze, cui farà riscontro un aumento di 10.492 posti letto, di cui solo 543 nei reparti per acuti nelle poche regioni che stanno sotto il 3 per mille e di ben 9.949 in quelli per lungo degenti. 
 
Il quadro regionale è piuttosto variegato, con i maggiori tagli in Emilia Romagna, che dovrà rinunciare a 2.207 letti per acuti ed anche a 536 letti per lungo degenze e poi la Lombardia che dovrà rinunciare a 1.426 letti per acuti e a 911 per le lungo degenze. Terzo il Lazio, anch’esso sovra dimensionato sia negli acuti che nelle lungo degenze, dove dovranno essere tagliati, rispettivamente, 1.644 e 319 letti. Da sole, queste tre Regioni, assorbiranno quindi il 38,2% dei tagli tra acuti e lungo degenze.
 
Singolare la situazione della Campania che tra tagli agli acuti (- 1.710) e nuovi letti per lungo degenze (+ 1.875) va sostanzialmente in pareggio con un saldo attivo di 165 letti. Come atipica è quella del Piemonte che invece ha necessità di aumentare di 449 letti i posti per acuti e di tagliare di ben 1.292 quelli di lungo degenza.
 
Ma la partita potrebbe giocarsi, almeno per gli acuti, quasi tutta sul privato. Secondo quanto previsto dalla bozza di regolamento sugli standard ospedalieri, attualmente all’esame delle Regioni, non potranno più essere accreditate le case di cura private che hanno meno di 80 posti letto per acuti. Vale a dire, secondo i dati forniti dal ministero e aggiornati al 16 novembre 2012, un totale di 10.412 letti per acuti attualmente accreditati con il Ssn presso cliniche private.
 
Quindi, se il regolamento dovesse passare, è chiaro che i due terzi abbondanti dei 14.586 letti per acuti da tagliare per rispettare lo standard del 3 per mille, potrebbero essere tagliati al privato, semplicemente non accreditandoli più.
I tagli maggiori nel privato riguarderebbero la Sicilia con 1.746 letti che potrebbero perdere l’accreditamento del Ssn e la Campania con 1.308 letti da non accreditare.
 
Da sottolineare, tuttavia, che tra le ipotesi di correzione al regolamento del ministero della Salute, in relazione alla soglia minima per l'accreditamento si sono ventilate due opzioni meno impattanti: una con soglia a 60 posti per acuti e una a 50. Se dovessero passare queste alternative è evidente che il numero di posti letto per acuti a rischio di non accreditamento sarebbe destinato a scendere.
 

  

 

20 Dicembre 2012

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