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Ue. La spesa per la protezione sociale è arrivata quasi al 30% del Pil. Italia in media ma è boom pensioni, solo Grecia spende di più

di L.F.

La spesa per la protezione sociale si è attestata al 29,5% in rapporto al Pil. Un valore in crescita del 2,8% rispetto al 2008 (26,7%). Per l’Italia spesa al 30,3% del Pil e con costi previdenziali secondi soli ad Atene. L’ultimo rapporto Eurostat sul livello di spesa per la protezione sociale nell’Unione. IL RAPPORTO

11 MAR - La spesa per la protezione sociale nell’Unione europea si è attestata al 29,5% in rapporto al Pil. Un valore in crescita del 2,8% rispetto al 2008 (26,7%). Le ragioni sono in gran parte legate alla crisi, soprattutto nel biennio 2008-2009 dove il pil è calato del 5,8%. È quanto rileva l’Eurostat nel suo ultimo report di aggiornamento che analizza la spesa di ogni stato membro per prestazioni sociali, o trasferimenti in denaro o in natura, alle famiglie e alle persone con l'obiettivo di permettere loro di far fronte a determinati rischi o esigenze. Ma non solo vengono conteggiati anche i costi di amministrazione e di gestione del sistema di protezione sociale.
 
Chi spende di più e chi meno. Tra gli Stati membri dell'Unione, il livello di spesa per la protezione sociale in rapporto al pil nel 2012 più elevato è stato registrato in Danimarca (34,6%), seguita dalla Francia (34,2%) e dai Paesi Bassi (33,3%). Anche Irlanda, Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, l'Italia (30,3%) Austria hanno anche evidenziato rapporti sopra la media europea. Al contrario, la spesa per la protezione sociale rappresentava meno del 20,0% del pil in Polonia, Malta, Slovacchia, Polonia, Bulgaria, Lituania, Romania, Estonia e Lettonia (dov’è stato registrato il rapporto più basso, il 14%). Da notare come la Turchia abbia registrato un rapporto ancora più basso, solo il 13,8%.
 
Chi ha aumentato di più la spesa. In Irlanda, la spesa per la protezione sociale in rapporto al pil nel 2012 è aumentata di 11,3 punti percentuali rispetto al 2008. Il dato più elevato della Ue. Anche Grecia, Finlandia, Paesi Bassi, Slovenia, Danimarca, Spagna, Cipro e nel Regno Unito hanno registrato degli aumenti tra il 3,2% e il 5%. In Italia la crescita della spesa in rapporto al pil tra il 2008 e il 2012 è stata del 2,6%. Lievi aumenti, solo l’1% registrato in Svezia, Estonia e Lituania. In calo il dato dell’Ungheria e della Polonia.
 
La spesa per le pensioni in tutta l'UE-28 è stata pari al 13,2% del PIL nel 2012, che vanno da un massimo del 17,5% in Grecia seguita dall’Italia, a un minimo di 7,3% in Irlanda.
 
Di contro le spese di cura per gli anziani (assegno di assistenza, alloggio e assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani). In tutta l'UE-28, ha rappresentato lo 0,5% del pil nel 2012, anche se la Svezia ha registrato un tasso che era tra quattro e cinque volte superiore rispetto alla media; le spese per gli anziani è stata inferiore allo 0,1% del PIL in Belgio, Germania, Cipro, Lussemburgo e Romania. Italia tra le ultime nella Ue.
 
Com’è composta la spesa. Le spese per sanità, pensioni indennità rappresentano il 67,6%. Poi ci sono i vari fondi per figli/famiglia, disabilità e disoccupazione tutti tra il 5,2% e il 7,5%. Bassa la quota dei sussidi per gli alloggi ed esclusione sociale.
 
Il finanziamento. L'analisi delle entrate per la protezione sociale mostra che nella maggior parte dei casi deriva dal contributo delle amministrazioni pubbliche (41,1%) e dei contributi sociali dei datori di lavoro (35,3%), mentre circa un quinto (19,9%) sono quelle out of pocket.
 
L.F.

11 marzo 2015
© Riproduzione riservata


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