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09 AGOSTO 2020
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Immigrazione. Inmp: “Negli ultimi anni numero immigrati è rimasto costante. Dal 2011 nessuna emergenza sanitaria”


Al loro arrivo gli immigrati generalmente sono in buone condizioni di salute. Tra le maggiori criticità di salute, vengono segnalati i traumatismi dovuti all'esposizione ad attività lavorative rischiose. Infine, sulla scabbia: "E' sempre stata presenta in Italia e non ha causato epidemie tra gli italiani né tra gli operatori sanitari". Così in un reporto l'Inmp fa il punto sull'immigrazione in Italia. IL REPORT

13 GIU - Negli ultimi anni il numero degli immigrati è rimasto pressoché costante, intorno ai 5 milioni di presenze, mentre gli irregolari sono passati dal 21,7% del totale dei migranti nel 2003 al 6% nel 2013. Una situazione quindi stabile, in un quadro che vede gli immigrati generalmente in buone condizioni di salute al momento del loro arrivo in Italia, perché i molti giovani che lasciano le loro terre per venire nel nostro come in altri Paesi europei fanno parte della popolazione più attiva e con migliore stato di salute. Questo patrimonio di salute sembra però depauperarsi più o meno rapidamente a seguito della continua esposizione ai fattori di rischio della povertà: è il cosiddetto “effetto migrante esausto”, che si determina quando i processi di integrazione e le misure di tutela tardano a materializzarsi nel Paese ospite. Così l'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp), ente pubblico, vigilato dal Ministero della Salute, all'interno di un report, fa il punto sulla situazione degli immigrati in Italia.
 

Tra le maggiori criticità di salute degli immigrati vengono segnalati, in primo luogo, i traumatismi che, soprattutto tra i maschi, sono riconducibili essenzialmente all’ambito occupazionale, per l’esposizione ad attività lavorative rischiose e scarsamente tutelate. È invece in calo l’incidenza di malattie infettive come l’Aids e la tubercolosi, pur se il rischio di contrarre l’infezione continua a essere più elevato per gli immigrati rispetto alla popolazione italiana.

L’Istituto svolge un’importante opera di assistenza integrata - clinica, sociale e psicologica con l’aiuto di mediatori culturali esperti nel campo della salute - a immigrati regolari e non, a senza dimora, a poveri e nuovi poveri. Per rendere l'idea dell'attività da loro svolta, possiamo dire che, dal 2007 a oggi, sono state effettuate 275 mila visite, per circa 78 mila pazienti, tra cui molti immigrati di diverse provenienze ma anche italiani di diverse fasce sociali.L'Inmo, inoltre, ha stipulato una Convenzione con il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno per lo svolgimento di prestazioni sanitarie specialistiche nel centro di primo soccorso e assistenza (CPSA) dell’isola di Lampedusa dove l’Ente gestore assicura l’assistenza sanitaria di base per i migranti temporaneamente presenti. In particolare, l’INMP ha messo a disposizione un team costituito da medici specialisti in infet-tivologia e in dermatologia, uno psicologo clinico, un antropologo e due mediatori transcultu-rali esperti in ambito sanitario. L’assistenza medico‐specialistica copre i bisogni sanitari delle persone ospiti del centro con una presenza giornaliera di sette giorni alla settimana e una re-peribilità notturna di 12 ore, anche attraverso il rapporto con il poliambulatorio di Lampedusa afferente all’Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Palermo, per l’eventuale necessità di esami radiologici e di laboratorio di ausilio diagnostico.

Per offrire assistenza ai profughi, i migranti in transito sul territorio verso altri Paesi europei, dal 2014 l’Inmp è anche impegnato in un piano di intervento socio-sanitario insieme ad altre istitu-zioni pubbliche (ASL RMB) e associazioni (Croce Rossa Italiana, Caritas diocesana di Roma, Cit-tadini del Mondo, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere).

Infine, l'Inmp ha voluto sfatare una serie di "falsi miti" che riguardano i rischi sanitari legati al fenomeno dell'immigrazione. Ad esempio, i dati della sorveglianza sindromica effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità dal 1 maggio 2011 al 30 giugno 2013 su 139 centri di accoglienza in 13 regioni italiane (con un numero medio di presenze giornaliere pari a circa 5.300 persone) non hanno evidenziato alcuna emergenza sanitaria: solo 20 allerte statistiche confermate, di cui 8 infestazioni, 5 sindromi respiratorie febbrili, 6 gastroenteriti e 1 caso di sospetta tubercolosi polmonare. Infine, sul caso scabbia: "A proposito della scabbia, è bene ricordare che tale condizione è sempre esistita anche nel nostro Paese e che la presenza dei migranti (i quali la contraggono per le condizioni di degrado in cui vengono segregati prima e durante il viaggio) non ha causato epidemie tra gli italiani né tra gli operatori sanitari. Ad esempio, presso l’ambulatorio dell’Inmp sono stati osservati e trattati nel corso degli anni quasi 900 casi di scabbia e circa 1.000 sono stati curati nell’intervento dedicato ai transitanti nel periodo 2014-2015, senza che ciò determinasse alcun contagio degli operatori coinvolti nell’assistenza". 

13 giugno 2015
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