Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Mercoledì 28 SETTEMBRE 2022
Studi e Analisi
segui quotidianosanita.it

Hiv-Aids. In Europa l’allarme è per i MSM, i maschi che fanno sesso con maschi. Sono ormai il 42% dei casi e si gioca la carta PrEP 


Il sesso tra gli uomini  è ormai il canale principale di trasmissione dell'HIV in Europa. Il numero di diagnosi di HIV riportato tra MSM è aumentato da 7.796 casi nel 2006 a 9.024 nel 2015. Negli ultimi anni l'incremento principale si è registrato nella maggior parte dei paesi dell'UE e dello Spazio economico europeo. Il picco a Cipro, Irlanda e Malta). In Italia la stima è di 40 casi su 100 nelle nuove diagnosi. E in molti Paesi, Italia compresa, si pensa alla Pre-exposure prophylaxis. IL RAPPORTO.

10 MAG - Il sesso tra gli uomini è il modo principale della trasmissione dell'HIV nell'UE e nei Paesi dello Spazio economico europeo/ (SEE). Nel 2015, il 42% di tutti le nuove diagnosi di HIV si è registrato in uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini (MSM). In 15 paesi UE/SEE - Austria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito - il sesso tra gli uomini rappresentava più del 50% di tutti i nuovi casi di HIV noti diagnosticati  nel 2015. Complessivamente, il 26% di tutti i casi di HIV recentemente diagnosticati nel 2015 sono stati in MSM.
Il dato è contenuto in un recente rapporto dell'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, secondo il quale i casi di HIV negli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini continuano ad aumentare.
 
In Italia, che non ha ha dati nazionali di prevalenza HIV in MSM ma solo dati su specifici studi, nell'ultimo rapporto dell'Iss del dicembre scorso si sottolineava comunque come, nel 2015, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV fosse attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 44,9%; MSM 40,6%). 
 
Un dato in media con quello europeo rilevato nel report dell'Ecdc che rileva come tra il 2005 e il 2015 la percentuale di tutte le nuove diagnosi di HIV nell'UE/EEA attribuibile al sesso tra gli uomini sia aumentata dal 33% al 42 per cento.
 
In valori assoluti questo vuol dire essere passati da 7.796 nuove diagnosi MSM nel 2006 a 9.024 nel 2015. I casi sono aumentati sia tra gli uomini nati nel Paese dichiarante che quelli nati altrove. La prevalenza dell'HIV tra MSM è alta in molti paesi in tutta Europa e in Asia centrale. Sulla base dei dati riportati da 40 paesi i tassi di prevalenza dell'HIV tra MSM vanno dal 0-60%.
 
La prevalenza riportata è sopra il 10% in nove paesi (Belgio, Francia, Georgia, Ungheria, Malta, Montenegro, Romania, Slovacchia e Spagna) e tra il 5% e il 10% in altri nove paesi (Germania, Grecia, Irlanda, Kirghizistan, Moldova, Portogallo, Serbia, Svizzera e Ucraina).
 
Quasi la metà dei paesi tuttavia non ha stime sulle dimensioni della popolazione MSM, che sono presenti solo in 20 paesi. Questa mancanza limita la misura in cui i paesi possono monitorare i problemi quali la prevenzione e la copertura dei test o pianificare la prevenzione e il controllo con programmi adeguatamente ridimensionati. Anche se 42 dei 48 paesi dichiarano di aver condotto la sorveglianza comportamentale tra MSM negli ultimi anni, molti non hanno dati sul comportamento del rischio sessuale in questa popolazione. 
 
Un Paese su tre (18 di 48 paesi) non ha dati sul sesso anale non protetto con a partner stabile con una condizione di Hiv sconosciuta o con partner non stabile o anche 32 Paesi su 48 non hanno dati sul sesso anale non protetto con più partner non stabili di cui non si conoscano eventuali condizioni di Hiv. 
 
L'uso di droghe secondo il rapporto Ecdc può aumentare il rischio HIV tra alcuni MSM. Secondo i dati raccolti in 18 Paesi la prevalenza dell'uso di droga iniettata tra MSM varia da 0,4 a 21. Nella maggior parte dei paesi è inferiore al 3 per cento. 
 
L'aumento continuo delle nuove diagnosi di HIV tra MSM in Europa e Asia centrale, in particolare nell'UE / SEE, sottolinea la necessità di azioni urgenti per migliorare la copertura, il targeting e l'impatto della prevenzione e della sperimentazione di programmi anti HIV. 
 
In particolare, secondo Ecdc, sono necessari maggiori sforzi per raggiungere gli MSM più vulnerabili all'HIV, tra cui MSM con comportamenti sessuali ad alto rischio e uso sessuale di droga e migranti MSM.
 
Secondo Ecdc c'è anche la necessità di ampliare l'attuazione di programmi di prevenzione mirati e questo dovrebbe includere nuove strategie come PrEP (Pre-exposure prophylaxis) per la maggior parte di MSM a rischio e servizi per l'uso di droga.
 
L’Italia, secondo il rapporto, è tra i Paesi con lacune nei programmi di prevenzione dell'HIV per i MSM, mentre è in stato di attuazione la sperimentazione di un programma di erogazione della PrEP. L'attuazione di programmi PrEP (Pre-exposure prophylaxis) è in una fase di avvio in diversi paesi in Europa e in Asia centrale. Due paesi, Francia e Norvegia, già forniscono la profilassi PrEP attraverso i loro servizi sanitari pubblici. Nel Regno Unito, la Scozia è diventata la prima nazione ad approvare la fornitura di PrEP da parte del NHS nell'aprile 2017.
 
Progetti sperimentali di erogazione della PrEP sono in corso in Belgio e Paesi Bassi ed è prevista in altri 14 paesi - Azerbaigian, Croazia, Danimarca, Georgia, Grecia, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Malta, Romania, Portogallo, Spagna, Svezia e Ucraina - e la maggior parte sarà destinata a MSM considerati ad alto rischio di esposizione all'HIV.
 
In Italia, dove l'Ecd, come abbiamo visto, segnala la presenza di programmi sperimentali, in realtà non è stato ancora avviato ancora alcun protocollo, ma del tema se ne occupa estesamente il nuovo Piano nazionale Aids.
 
Gli sforzi per migliorare il test HIV e promuovere i test preliminari - afferma poi il Report - dovrebbero includere opzioni più ampie e approcci alternativi che potrebbero essere basati su servizi forniti dalla comunità con opportuno addestramento come il campionamento a casa e l’autocontrollo, sostenuto da fondi e linee guida e la copertura delle lacune nei servizi di test.
 
Anche perché i tassi di utilizzo dei test sull'HIV tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini rimangono bassi. In 20 di 33 paesi che hanno riferito dati, meno di metà di MSM era stato testato per l'HIV negli ultimi 12 mesi. Il Rapporto sottolinea tuttavia che i dati riportati sono tratti da una serie di studi che utilizzano diversi metodi e dimensioni del campione e i tassi di prova possono pertanto non essere rappresentativi a livello nazionale.
 
In Italia, secondo il rapporto, i test risultano eseguiti da personale medico come in altri 29 Paesi, mentre in altri se ne occupa anche personale non medico, oppure sono eseguiti a domicilio o sono autotest.
 
Molti paesi segnalano ostacoli alla fornitura e all'assunzione di servizi di test HIV per MSM. Il principale è rappresentato da una limitata disponibilità di test a livello di comunità (22 paesi) seguito dalla mancanza di finanziamenti (21 paesi), da fattori associati alle competenze dei professionisti sanitari (21 Paesi). 
 
Le principali barriere da abbattere per aumentare i test HIV tra MSM sono la stigmatizzazione e la discriminazione all'interno della popolazione MSM (29 paesi) e tra gli operatori sanitari (22 Paesi) e la disponibilità limitata di test a livello di comunità (24 paesi).
 
Le opzioni prioritarie per un'azione efficace indicate da Ecdc sono:
- indirizzare i test tra MSM;
 
- aumentare gli  approcci per la crescita del numero dei test e delle loro frequenza;
 
- ridurre le mancate opportunità per la diagnosi di HIV nei servizi sanitari, in particolare nell'assistenza primaria e in ricovero;



 
- sviluppare approcci di rilevazione dei casi più focalizzati per raggiungere i non diagnosticati più difficili da raggiungere tra le popolazioni MSM:
 
- rafforzare e ampliare i programmi di prevenzione;
 
- migliorare i dati sui rischi e sul comportamento protettivo e sui sottogruppi MSM esposti a un maggior rischio, anche attraverso una sorveglianza comportamentale migliorata e una ricerca qualitativa;
 
- implementare interventi preventivi mirati alle evidenze per i sottogruppi MSM maggiormente a rischio di Infezione da HIV;
 
- garantire l'accesso a un pacchetto completo di interventi, compresi preservativi e lubrificanti, screening e il trattamento per altre infezioni sessualmente trasmesse e, se del caso, i servizi contro la droga e i PrEP;
 
- abbattere le barriere di indirizzo per la fornitura e l'assunzione di servizi di prevenzione e di test;
 
- sviluppare e attuare approcci più efficaci per eliminare lo stigma e la discriminazione nel settore sanitario;
 
- collaborare e supportare le organizzazioni della comunità per sviluppare e attuare interventi da migliorare conoscenza e percezione del rischio
 
- ridurre lo stigma e la discriminazione all'interno delle popolazioni MSM e affrontare altri fattori che influenzano il rischio e il comportamento alla salute.

10 maggio 2017
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Studi e Analisi

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy