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Donne. Vivono di più, ma meno in salute. Colpa di solitudine, scarsa istruzione e basso reddito. La sfida di Onda per “La nuova longevità”

E poi soffrono almeno di due malattie croniche che, in 4 casi su 10, si trasformano in una disabilità grave. Sono le donne italiane, in media più longeve degli uomini di quasi 5 anni, l’anello debole della società over 65. È questo l’identikit delle donne della “Generazione Argento” tracciato da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e Farmindustria che oggi hanno presentano a Roma il volume monografico “La salute della donna. La nuova longevità: una sfida al femminile”. IL LIBRO IN SINTESI.

13 DIC - “Se la vecchiaia fosse una malattia, si tratterebbe di una malattia molto elastica”. È così che Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di Psicogeriatria, descrive la terza età nel secondo capitolo del volume “La salute della donna. La nuova longevità: una sfida al femminile”, presentato oggi a Roma e realizzato da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, con la collaborazione di Farmindustria.
“Il processo di invecchiamento - ha spiegato Trabucchi - risponde ad una regola precisa: lo stile di vita passato e presente determina in buona parte la condizione di salute psicofisica in età avanzata. Il modo in cui si trascorre e si è trascorso il tempo è il punto di partenza per costruire una terza ed una quarta età in salute”.
 
Ma quali sono le cose da fare e quelle da non fare per invecchiare bene?
È Salvatore Varia, vicepresidente della Società italiana di Psichiatria a rispondere a questa domanda. “Assolutamente da evitare - ha detto Varia - obesità, diabete, ipertensione, tabagismo, consumo eccessivo di alcol, vita sedentaria, stress fuori controllo. Il primo fattore di protezione, alla portata di tutti è la dieta bilanciata: diminuire del 30% l’apporto giornaliero di carboidrati aiuta ad invecchiare più lentamente”. 

 
Secondo impegno da mettere nell’agenda per una terza età in salute è l’attività fisica: “migliora il flusso ematico celebrale – ha aggiunto il vicepresidente della Società italiana di Psichiatria -  riduce il rischio di malattie cardiovalscoari, abbassa i livelli di stress. Terzo punto, la stimolazione cognitiva, dalla lettura, al gioco, alla musica, tutte attività che diminiscono l’insorgere di demenze. Infine, la meditazione, senza distinzione di appartenenza ad una fede, può calmare, rinvigorire, migliorare il sonno, rendere più felici, compassionevoli, gentili e altruisti”.
 
Consigli validi per tutti. Ma sono soprattutto i più anziani a non dover perdere nemmeno un minuto, rimboccarsi le maniche e cominciare a seguirli fin da ora. Per intervenire non è mai troppo tardi. “L’uomo e la donna – ha spiegato Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di Psicogeriatria – restano modificabili sempre, anche ad 80 anni. Sicuramente agire sul proprio stato di salute a 20 anni porterà a risultati migliori, ma ci si può dedicare alla propria cura anche durante la terza età. La solitudine è senz’altro il fattore sociale che più di ogni altro ha dei seri risvolti clinici”.
 
“Per questo - ha continuato Trabucchi - avere degli interessi, avere qualcosa in cui credere è uno degli ingredienti principali per una vecchiaia in salute. L’attività intellettuale autonoma mantiene giovani. Chi perde l’attenzione per ciò che accade intorno a sé invecchia molto prima”.


Salvatore Varia, vicepresidente Società italiana di Psichiatria ha poi puntato l’attenzione su quell'interazione constante tra genetica e ambiente in grado di contribuire ad una migliore qualità dell'invecchiamento. Varia racconta il caso di suor Bernadette, morta a 100 anni per un ictus celebrale, dopo averne trascorsi 80 in un monastero. "Dagli esami successivi alla morte - ha detto Varia -  è emerso che aveva una predisposizione alla demenza che, in realtà, non si è mai manifestata. Ciò dimostra che il suo stile di vita ha controbilanciato la predisposizione alla malattia”.

La terza età in numeri
La popolazione femminile over 65, in Italia, ha raggiunto quota 7,5 milioni, gli uomini sono 2 milioni in meno. Anche tra gli ultraottantenni c’è una prevalenza di quote rosa: 2 su 3 sono donne.
 
L’aspettativa di vita delle signore è più lunga di quasi 5 anni, 85,1 anni contro una media maschile di 80,6. Ma le donne sono più malate: il 72% delle over 75 ha 2 o più malattie croniche, rispetto al 58% degli uomini. Patologie che inevitabilmente si trasformano in una peggiore condizione di salute. Una signora su 3 svolge le sue attività quotidiane con limitazioni funzionali gravi, che nel 37,8% dei casi sono delle vere e proprie disabilità. Tra i maschi una situazione analoga si riscontra in 22 casi su 100.
 
Dal 2007, ogni due anni, viene pubblicato, il Libro bianco, un volume che fa il punto sullo stato dell’arte della salute delle donne italiane. In alternanza al Libro bianco, è realizzato un volume monografico dedicato a un tema di particolare interesse per l’Osservatorio. Per il 2017 è stato scelto l’invecchiamento, in quanto rappresenta un argomento di grande attualità per il Belpaese. L’Italia è il secondo Paese più vecchio nel mondo, dopo il Giappone e il primo in Europa.
“Questo volume – ha spiegato Francesca Merzagora, presidente Onda - ci consente di fotografare la situazione delle donne in una fase della loro vita che, nonostante le fragilità specifiche, può essere vissuta con piena soddisfazione. Questa è la sfida più grande oggi: garantire alle donne un invecchiamento sano, attivo e positivo. Da una indagine condotta da Onda su un campione di 314 over 70, emerge infatti che Il 44% di loro è molto soddisfatto della propria vita, pur ritenendola peggiore rispetto a quando era più giovane”.
 
“Il libro di Onda – ha commentato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi - rappresenta come sempre un prezioso strumento che fotografa la realtà e getta le basi per guardare al futuro in rosa con più speranza. Le imprese del farmaco vogliono contribuire a prendersi cura della donna, anello fondamentale della cura della famiglia e quindi dell’intera società. Perché la donna svolge un ruolo centrale e insostituibile di caregiver rendendo il nucleo familiare un ammortizzatore sociale con risparmi importanti per tutto il sistema della sanità. Già oggi nell’industria farmaceutica - dove le donne sono il 43% del totale, con oltre il 50% nella R&S - esistono politiche ‘rosa’ di welfare aziendale. È per questo che abbiamo cercato di metterle in pratica anche nella nostra azienda: flessibilità nell’orario di lavoro, campagne di screening per monitore lo stato di salute, asilo nido, mense con take away, servizio lavanderia, sono solo alcuni esempi. Abbiamo istituito dei premi al merito per la ricerca al femminile. Per le patologie maggiormente presenti nel sesso femminile sono in sviluppo nel mondo oltre 850 farmaci. Ancora, iniziative che incentivino la donna ad occuparsi della sua salute e non solo di quella dei suoi cari, come quella portata avanti in sinergia con Trenitalia”. 
 
Le malattie croniche delle over 65
Artrosi e artrite colpiscono il 59,4% donne, contro il 38,9% degli uomini. Le signore soffrono molto di più di cefalea ed emicrania ricorrente, 14,6% contro 7,1%. L’ osteoporosi è quasi a prevalenza femminile: ne soffrono quasi 4 donne su 10 e 8 uomini su 100. Sono ansiose e depresse il 16,7% delle donne, contro il 9% degli uomini. Meno differenze di genere per Alzheimer e demenze senili: 5,1% contro 3,1%. Soffrire di più patologie significa anche dover ricorrere a più farmaci con un aumento de rischio di eventi avversi e di ospedalizzazioni per effetti collaterali.
 
Ad aggravare i malanni del corpo ci pensa anche la società, dove ancora persistono differenze di genere. Le donne, che spesso sono vedove e sole, sono meno istruite e più povere. Gli squilibri di retribuzione tra i due sessi nel mondo del lavoro si trasformano in pensioni inferiori, in media di circa 6 mila euro in mwno rispetto agli uomini. La violenza è un altro aggravante della situazione di disagio delle anziane: il 65% degli over 65 vittime di abusi è donna.
 
“Le donne che dicono di sentirsi sole e malinconiche – ha aggiunto la presidente di Onda – sono in numero maggiore rispetto agli uomini - punteggio medio 2,4 donne contro 2,1 uomini - e sono anche quelle che si dedicano meno ad attività di svago e piacere. Onda ha accettato la sfida e rivolge da tempo il suo interesse al mondo delle donne in tutte le fasi della loro vita, occupandosi di loro non solo come ‘anziane’, ma anche della funzione sociale che rivestono all’interno della famiglia”.

Le reazioni della politica, un’assistenza moderna è la vera sfida del futuro
“Ho aderito con interesse all’iniziativa promossa da Onda perché convinta che solo attraverso uno sforzo congiunto si possa contribuire a risolvere le problematiche legate alla ‘salute della donna’ – ha aggiunto Franca Biondelli, Sottosegretario Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali - Il volume dà conferme alla nostra azione politica da un lato, ma ci sprona anche a trovare nuove modalità di intervento in favore del benessere psico-fisico della donna”.
 
“Ancora una volta Onda si rende preziosa consegnandoci questo volume unico nel suo genere, un aiuto importante per orientarsi nella complessa salute degli anziani, con lo sguardo moderno orientato al genere, e cioè alle differenze e al rispetto fra uomini e donne, focalizzando l'attenzione alle problematiche delle donne - ha affermato Emilia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica - Essere una donna anziana oggi è cosa assai diversa dal passato e l'invecchiamento ha fasi e gradini che vanno affrontati con attenzione. Il quadro che il libro ci restituisce impone alle Istituzioni e alla medicina una scelta decisa a favore di strategie di prevenzione lungo tutto l'arco della vita perché le ragazze di oggi potranno affrontare il tempo che passa con speranza se la nostra generazione saprà prendersi la responsabilità di scegliere la salute come metro di qualità della vita”.
 
“Il libro - ha concluso Maria Rizzotti, Vicepresidente, Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica - offre le risposte possibili alle problematiche delle donne anziane per una assistenza adeguata e moderna, una vera sfida per la Sanità del futuro”.

Intanto, sono già trapelate le prime indiscrezioni sulla nuova edizione. L’anno prossimo i riflettori si sposteranno da chi invecchia a chi contribuisce ad alleviare le loro sofferenze quotidiane: il caregiver.
 
Isabella Faggiano

13 dicembre 2017
© Riproduzione riservata


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