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29 NOVEMBRE 2020
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Monitoraggio Covid. “Si iniziano a vedere effetti misure di contenimento”. Migliorano i parametri di quasi tutte le Regioni e Rt scende a 1,18. Ma per ora nessuna Regione cambia fascia

di L.F.

Iss e Ministero: “Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt>1 e comporta un aumento dei nuovi casi; questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”. Unico cambio è l'Abruzzo che ha deciso con ordinanza di passare da arancione a rossa. IL REPORT INTEGRALE

20 NOV - “Nella maggior parte del territorio nazionale la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 2 con alcune Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è ancora compatibile con uno scenario 3. Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt>1 e comporta un aumento dei nuovi casi; questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”. È quanto si legge nell’ultimo report del monitoraggio Covid curato da Iss e Ministero della Salute relativo al periodo 9 - 15 novembre 2020 che sostanzialmente riporta una situazione in miglioramento anche se è ancora troppo presto per allentare le misure e infatti il Ministro Speranza ha prorogato già l’ ordinanza che sarebbe scaduta oggi per Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Puglia, Sicilia. Solo l'Abruzzo ha deciso di passare in zona rossa e stasera Speranza firmerà l'ordinanza.
 
“Con l’attuale livello di incidenza di diagnosi – si legge nel report - resta frequente l’impossibilità di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e si mantiene un carico elevato sui servizi assistenziali con un ulteriore aumento dei ricoverati per Covid-19 sia in area critica che non critica. Coerentemente, la situazione descritta nella relazione allegata evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e assistenziali sull’intero territorio nazionale”.
 
“Si conferma – proseguono Iss e Ministero - che è ancora necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione e quindi alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

 
La sintesi del Report
Nella settimana di monitoraggio, quasi tutte le Regioni/PA sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane.
 
Complessivamente 17 Regioni/PA sono classificate a rischio alto e tre a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese confermando di fatto su quasi tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia non controllata e non gestibile. Di queste, 11 Regioni/PA sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, questo costituisce il più elevato livello di rischio a cui sono associate misure ai sensi del documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
 
Si collocano a rischio Alto 17 Regioni/PA di cui 2 Regioni (Calabria, Umbria) risultano formalmente non valutabili in quanto sotto soglia per l’indicatore 1.1 e pertanto equiparati ad un rischio Alto ai sensi del DM Salute del 30 aprile. Delle Regioni/PA a rischio Alto o ad esso equiparate, nessuna presenta una trasmissibilità calcolata al 4 novembre 2020 compatibile con uno scenario di trasmissione 4, e 3 (Abruzzo, Basilicata, Toscana) con uno scenario 3. Si trovano a rischio alto o ad esso equiparato e in scenario 2 o 1 (Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, PA Bolzano, PA Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, V.d'Aosta). L’attuale normativa prevede che tutte le Regioni mantengano le misure in essere.
 
Si segnala che Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, PA Bolzano, Sicilia, Toscana, Umbria e V.d'Aosta  sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, questo prevede interventi straordinari estesi anche a livello Regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
 
Le regioni Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Veneto sono classificata a rischio moderato, e tra queste solo nelle Marche non è evidenziata una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese se si mantengono gli attuali livelli di trasmissibilità (anche considerando i posti letto attivabili in tale periodo). Di queste Regioni, tutte presentano una compatibilità della trasmissibilità stimata al 4 novembre 2020 con lo scenario 2 fatto salvo il Molise che ha una trasmissibilità inferiore. Si raccomanda alle autorità sanitarie delle Regioni di valutare l’adozione delle misure di mitigazione previste in base a quanto riportato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732, in raccordo con il Ministero della Salute.
 
Sono 18 regioni al 17/11/2020 avevano superato almeno una soglia critica in area medica o TI. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 3.081 (11/11) a 3.612 (17/11); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 29.444 (11/11) a 33.074 (17/11). L’aumento continuo delle persone con Covid-19 ricoverate nelle strutture ospedaliere implica un inevitabile erosione delle risorse disponibili per l’assistenza ospedaliera ai pazienti con altre patologie.
 
Questa settimana si osserva un ulteriore incremento dei casi che porta l’incidenza (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020 (vs 648,3 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020). L’aumento di casi è diffuso in quasi tutto il Paese.
 
Nel periodo 28 ottobre– 10 novembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18 (95%CI: 0,94 – 1,49) in calo rispetto all1,43 dello scorso report. Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane; da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/primo-piano/- /asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
 
Si segnala che sono state riportate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in quasi tutte le Regioni/PA.
 
Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 9-15 novembre 2020 che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, questo costituisce una conferma della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica. Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.
 
Il dato relativo alla occupazione dei PL utilizzato per il calcolo degli indicatori 3.8 e 3.9 questa settimana è aggiornato al 17 novembre 2020, ed è il dato più aggiornato disponibile.
 
Questa settimana si osserva un recupero nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento di contatti (19,8% vs 16,7% della settimana precedente). Si osserva, tuttavia, un leggero aumento nella percentuale dei casi 4 rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (34,0% vs 32,1% della settimana precedente) e una diminuzione della percentuale dei casi rilevati attraverso attività di screening (29,1 vs 33,6% della settimana precedente). Resta non trascurabile (17,0%) la percentuale dei casi per cui non è stato riportato il motivo dell’accertamento diagnostico. o Continua ad aumentare, anche se in maniera lieve, il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (91.499 vs 87.202 della settimana precedente).
 
L’epidemia in Italia si mantiene a livelli critici sia perché l’incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento, sia per gravità con un significativo impatto sui servizi assistenziali
 
Nella maggior parte del territorio nazionale la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 2 con alcune Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è ancora compatibile con uno scenario 3. Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt>1 e comporta un aumento dei nuovi casi; questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti.
 
Con l’attuale livello di incidenza di diagnosi resta frequente l’impossibilità di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e si mantiene un carico elevato sui servizi assistenziali con un ulteriore aumento dei ricoverati per Covid-19 sia in area critica che non critica. Coerentemente, la situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e assistenziali sull’intero territorio nazionale.
 
Si conferma che è ancora necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione e quindi alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.
 
E’ elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive; questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
 
Diciassette Regioni/PA sono classificate a rischio alto e tre a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese comportando di fatto che resta su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia non controllata e non gestibile.
 
Si invitano le Regioni/PA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. E’ necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

20 novembre 2020
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