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Responsabilità professionale: Anaao: “Finalmente la possibilità per l’Italia di uscire dal far west”

L’Anaao Toscana ne discute a Pisa in vista del dibattito al Senato con il relatore dle testo alla Camera Federico Gelli, rappresentanti della Regione, medici e infermieri.

22 FEB - Il ddl sulla responsabilità professionale è stato al centro del convegno organizzato venerdì 19 febbraio dall’Anaao Assomed Toscana e dal segretario aziendale, Gerardo Anastasio, presso la sede dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa.
 
Dopo l’introduzione di Stefano Scaramelli, presidente della III Commissione Sanità della Regione Toscana, a intervenire è stato il relatore del ddl, On. Federico Gelli, reduce dall'approvazione alla Camera.
 
Il deputato non si è sottratto al dibattito, comunque sempre costruttivo e mai spigoloso, con i relatori che hanno filtrato l’argomento da tutti i punti di vista. Carlo Palermo, vice segretario Nazionale Anaao ha sottolineato il valore del ddl “Gelli” e i punti che necessitano ancora di revisione, mentre Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale dei Collegi Ipasvi, ha illustrato il punto di vista delle professioni infermieristiche, sempre di più in prima linea e sofferenti per le grandi difficoltà che la cronica carenza di personale crea nell'osservazione continua dei pazienti. Flavio Civitelli, segretario regionale Anaao della Toscana, ha quindi posto il problema del peso degli standard organizzativi minimi in relazione all’attenzione che la proposta rivolge in modo prevalente sul rispetto dei protocolli scientifici nella definizione della responsabilità nei casi di eventi avversi.

 
Federico Gelli (Pd), relatore proposta di legge- “Il percorso con i senatori è stato condiviso. Mi è sembrato giusto lavorare sia con il ministero della Salute e con quella della Giustizia, ma anche lavorare sin da subito con i senatori. E' importante che l'impianto rimanga così come è stato approvato alla Camera. Ovviamente sono ben accette delle migliorie, ma è fondamentale che entro qualche mese il progetto diventi legge dello stato. Questa legge tende a riportare un equilibrio e un corretto rapporto tra tutti gli attori del sistema. Sbaglia chi pensa di dare un valore assoluto alle linee guida, che ci devono essere, anche se sappiamo bene che non potranno mai coprire tutta l'attività sanitaria. Nonostante ciò è giusto che venga messo in evidenza il ruolo delle buone pratiche assistenziali, perché il professionista deve mantenere comunque l'autonomia di valutare caso per caso come comportarsi”.
 
Roberto Monaco, presidente della Federazione degli ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana- “L'impianto della legge è di tutela, sia per il cittadino che per il professionista. La legge deve riuscire a far percepire la volontà fondamentale del medico che è quella di tutelare la salute del paziente. Quando si sbaglia è giusto pagare, ma bisogna fare in modo che l'errore sia considerato come di tipo sistemico e non come un problema legato ad un singolo individuo. Il patto a tre, tra pazienti, istituzioni e operatori della Sanità deve essere teso alla tutela della salute di ogni singolo cittadino, ma il medico avrà la serenità di poter lavorare senza pensare che la sua azione lo può portare in un'aula di tribunale, evitando così la medicina difensiva. Che causa lo spreco di grandi risorse economiche”.
 
Stefano Scaramelli, presidente Terza Commissione Sanità Regione Toscana –“L'iniziativa è importante, perché l'Anaao è riuscita a mettere a confronto tutte le parti in causa. Trecentomila contenziosi in Italia sono davvero troppi e mettono medici e pazienti dentro una giungla di relazioni da cui può essere difficile uscire. La politica deve dare certezza del diritto a chi svolge il proprio lavoro, i nostri professionisti, e allo stesso tempo, tempi certi e modalità chiare per il risarcimento di un danno subito. Oggi Anaao ha centrato in pieno questa iniziativa e può contare su tutto il supporto di chi come me rappresenta le istituzioni toscane della sanità”.
 
Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Collegi Ipasvi -“Con questa legge, che speriamo diventi presto atto normativo definitivo, si riposizionano in parte anche i principi che governano l'agire professionale. Principi che sono legati alla modalità di prevenzione gestione del rischio clinico e che consegnano al mondo sanitario la necessità incontrattabile di lavorare in equipe multiprofessionali. Ormai la sanità non è più affare di una singola professione, ma è affare di tutti i professionisti che vi operano. Quindi avere una norma che tuteli le professioni sanitarie e, nello stesso tempo, per primo, il paziente, diventa fondamentale. Mi fa piacere rimarcare un altro aspetto di questa legge, ovvero il riavvicinamento tra i ministeri di Sanità e Giustizia. Sappiamo bene che talvolta la magistratura segue i suoi canali e le sue modalità che possono essere anche distanti da quelle sanitarie. Con questa legge si provano a definire dei punti di confronto indispensabili”. 
 
Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed -“La legge rappresenta una svolta importante rispetto a una tematica che da molto anni affligge il mondo sanitario nazionale: la facilità con cui i medici e gli operatori sanitari possono essere chiamati in giudizio. Fatto che avviene solo in Italia, Messico e Polonia. Il medico che la mattina pensa di andare in ospedale a curare i problemi di salute dei suoi pazienti, viene trattato, con la legislazione vigente, di default come l'ubriaco che determina una ferita e dei danni a un cittadino. Il primo elemento importante da chiarire è il seguente:  dal momento che sul piano civilistico vi sia la richiesta di un risarcimento da parte di un paziente danneggiato, è bene che a rispondere in prima istanza sia l'azienda. I medici operano, nelle strutture sanitarie, per nome e per conto dell'azienda. Solo a sentenza passata in giudicato, se verrà rilevata anche una responsabilità per colpa grave del professionista, è giusto che questi possa essere chiamato a risponderne, ma solo ed esclusivamente come rivalsa avviata nei suoi confronti dall’azienda presso la Corte dei Conti. Questa legge raggiunge un equilibrio tra le varie parti in causa”.
 
Flavio Civitelli, Segretario Regionale Anaao Assomed Toscana- “La legge 'Gelli' è una pietra angolare nella storia giuridica italiana, che si pone al servizio della sanità e dell'interesse generale. Un provvedimento che ci permetterà di uscire dal 'far west” normativo attuale per passare definitivamente alle regole, necessariamente chiare, di uno stato di diritto che vuole, a pieno titolo, far parte della fascia di quei Paesi che si reputano “Fondatori” di un’Europa che, anche per questi ritardi, è ancora definita “a due velocità”.

22 febbraio 2016
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