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Vaccinazione antinfluenzale. In Toscana copertura in aumento ma serve un'alleanza tra professionisti, istituzioni, media e cittadini

La copertura vaccinale contro l'influenza si attesta sul 53%. Percentuale ancora lontana dalle indicazioni minime nazionali e internazionali (75%). Da qui la necessità di una miglior formazione per gli operatori sanitari, una più stringente alleanza con i media e una particolare attenzione alle fasce di popolazione fragile. Se ne è discusso nel terzo di cinque incontri in altrettante regioni promossi da Quotidiano Sanità e organizzati da Sics

08 GIU - La copertura vaccinale contro l'influenza in Toscana, secondo i dati che si stanno raccogliendo sulla stagione appena passata, risulta essere in aumento ed oggi si attesta su circa il 53% degli aventi titolo come forma attiva e gratuita. Un dato ancora lontano dalle indicazioni minime nazionali e internazionali (75%) ma che fa ben sperare per il futuro visto che appena dieci anni fa in Toscana il tasso superava agevolmente il 70%. Di certo c'è ancora strada da fare e tra le azioni concrete si possono annoverare una miglior formazione per gli operatori sanitari, una più stringente alleanza con i media mezzi d’informazione per trasmettere messaggi scientificamente corretti ma anche tra gli stessi professionisti (medici, di famiglia, pediatri, clinici, farmacisti, operatori sanitari) per lavorare in maniera più sinergica, una particolare attenzione alle cosiddette fasce di popolazione fragile (soprattutto anziani, pluripatologici, persone socialmente in difficoltà).
 
Sono questi alcuni dei punti salienti su cui lavorare per il futuro e condivisi nel corso dell'incontro che ha visto discutere sul tema, la scorsa settimana a Firenze, Enrico Desideri, Direttore generale Asl Sud Est Toscana, Alessandro Bussotti e Mauro Ruggeri, in rappresentanza dei medici di medicina generale, Maria Grazia Santini, Direttore Servizio di Prevenzione della Asl Toscana Centro, Luigi Rossi, Direttore di Distretto della Asl Nord Ovest e Franco Alajmo di Cittadinanzattiva Toscana.

 
Il workshop di Firenze è stato il terzo di cinque incontri in altrettante regioni promossi da Quotidiano Sanità, organizzati da Sics (Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria) e sostenuti incondizionatamente da Sanofi Pasteur, nell'ambito del progetto "Influenziamoci, la prevenzione è contagiosa".

Il progetto ha lo scopo di approfondire le problematiche della vaccinazione antinfluenzale negli over 65 e negli operatori sanitari. Alla luce dei dati estremamente bassi di copertura nazionale, intende anche offrire spunti programmatici concreti per il miglioramento della governance di questa importante azione di sanità pubblica che ogni anno vede impegnati migliaia di operatori su tutto il territorio nazionale. Importante, in tal senso, la presenza delle associazioni dei cittadini che anche in Toscana si sono rese disponibili a supportare, attraverso le proprie articolazioni sul territorio, le istituzioni regionali in tutte le azioni volte ad implementare una maggiore informazione dei cittadini in questo ambito.
 
L'opinione di Enrico Desideri, Dg direttore generale della Asl Sud Est è quella, senza se e senza ma, della necessità di mettere in campo tutti i mezzi possibili sia in termini di informazione autorevole ai cittadini sia di formazione agli stessi operatori sanitari, "scendendo in campo in prima persona e utilizzando tutti i canali disponibili, web, media, manifesti, purché in maniera coesa e uniforme".

Peraltro, giova saperlo, nella valutazione economica che la regione opera in termini di spesa farmaceutica i vaccini non sono considerati. In virtù delle evidenze scientifiche e di technology Assessment questi sono farmaci "cost-saving" (ossia fanno risparmiare subito evitando ricoveri e complicazioni) o, nella "peggiore" delle ipotesi sono "cost-effectiveness" (ossia rappresentano un piccolo investimento iniziale che farà risparmiare in un periodo un po' più lungo). Il che significa, ha esemplificato Desideri, che anche i manager possono giocare un ruolo importante nell'implementazione di questa pratica poiché non hanno problemi sostanziali di carattere economico-finanziario nei confronti della Regione.
 
A giudizio di Maria Grazia Santini, Direttore del Servizio di Prevenzione della Asl Toscana Centro, "aumentare la copertura vaccinale contro l'influenza è certamente una priorità di sanità pubblica poiché avere delle coperture vaccinali elevate serve soprattutto per evitare le complicanze". Esiste una ricetta? La risposta di Santini è abbastanza decisa: "Messaggi univoci e omogenei da parte di medici, operatori e istituzioni. Cercando di spiegare, ha aggiunto, "che la vaccinazione non è importante solo per evitare qualche giorno di febbre ma per proteggersi, per esempio, da pericolose polmoniti causate dall'influenza e che rappresentano una delle complicanze più preoccupanti". Di pari passo dovranno andare tutte le azioni utili ad implementare il tasso di adesione alla vaccinazione da parte degli operatori sanitari anche offrendo loro l'opportunità di vaccinarsi dove lavorano.
 
Tra i professionisti maggiormente coinvolti ci sono senz'altro i medici di famiglia e a giudizio di Mauro Ruggeri e Alessandro Bussotti, presenti all'incontro in rappresentanza proprio della medicina generale, "l'aspetto organizzativo complessivo è molto importante perché se da un lato è indispensabile una buona comunicazione alla popolazione lo è altrettanto poter contare sula disponibilità di strumenti di comunicazione efficaci e veloci ma anche sulla disponibilità di vaccini per non creare alcun problema di attesa".

Anche da questi fattori dipende il tasso di copertura che si riuscirà ad ottenere poiché esistono tipologie di vaccini differenti per i quali la scienza certifica con estrema chiarezza il destinatario. La regione Toscana darà presto, come ogni anno, precise indicazioni in tal senso e ai medici spetterà il compito di grande responsabilità di garantire la vaccinazione alle diverse categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata, indicate nel piano nazionale di prevenzione vaccinale. Grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo delle aziende farmaceutiche, oggi, la sanità pubblica dispone di diverse opzioni di vaccino, esistono infatti vaccini adiuvati, vaccini trivalenti e, di recente, anche dei nuovi vaccini quadrivalenti che offrono una copertura più ampia dai virus circolanti. Dal punto di vista dell'economia generale di una campagna vaccinale antinfluenzale le differenze di costo tra tali vaccini sono talmente minime da rendere pressoché superflua una valutazione di carattere economico sul costo del prodotto scelto. 

Peraltro proprio in Toscana esistono presidi territoriali ormai conosciuti alla popolazione, le Case della Salute che secondo Luigi Rossi, Direttore di Distretto della Asl Nord Ovest, "proprio in virtù della loro identità operativa rappresentano un evidente presidio dell'assistenza distrettuale che, oltre a guardare al mondo delle cronicità, può traguardare con efficacia anche a quello della prevenzione non soltanto in termini di messaggi comunicativi ma di azioni concrete agevolando la collaborazione tra la medicina di famiglia, i dipartimenti di prevenzione e, non ultimi, i cittadini che già sono chiamati ad esprimere le proprie istanze all'interno dei distretti".
 
Cittadini che, ha concluso dal canto suo Franco Alajmo di Cittadinanzattiva, ai medici non chiedono altro che "risposte chiare, trasparenti e un linguaggio semplice. I vaccini" ha aggiunto "sono un presidio fondamentale di prevenzione e sanità pubblica ma il tema non ha bisogno di tifo da stadio quanto di un'alleanza vera tra scienza, istituzione e cittadini". 

08 giugno 2017
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