Mal di testa? La cura è la famiglia

Mal di testa? La cura è la famiglia

Mal di testa? La cura è la famiglia
Se un bambino o un ragazzo soffrono di mal di testa, talvolta la scelta di cura migliore è semplicemente una maggiore attenzione da parte della famiglia. Questo il risultato – forse bizzarro – del primo studio condotto in Italia sul mal di testa nei giovani adolescenti, presentato nel corso del V Concorso Nazionale. Lo studio, sponsorizzato dalla Fondazione per lo studio delle cefalee (Ficev),  presentato da neurologi di Milano, Pavia, Benevento, Avellino e Sassari, mette a fuoco il particolare aspetto dell’importanza della famiglia nel mantenimento del corretto stile di vita dei figli, che incide in maniera fondamentale nello sviluppo e nella cronicizzazione del mal di testa.
 
Fra gli 800 ragazzi (321 femmine e 471 maschi) di età compresa fra i 10 e gli oltre 18 anni reclutati in 5 diverse scuole sparse per la penisola (dalle elementari al liceo) quelli che più erano risparmiati dal mal di testa avevano infatti abitudini di vita molto più tradizionali e regolari. Lo studio si è avvalso di speciali test che valutavano: abitudini di sonno, abitudini di alimentazione, abitudine a caffè, fumo, droghe, alcool e attività fisica. 
I ragazzi che non frequentano il desco familiare con regolarità, in particolare saltando la colazione del mattino, sono quelli che più facilmente si ammalano di mal di testa. Ciò succede ancor più se bevono troppi caffè, dormono poco e fanno poca attività fisica, passando ore e ore davanti al computer o alla televisione, soprattutto quando sono in sovrappeso o obesi.
Ecco perché, secondo gli esperti, una maggior attenzione da parte della famiglia può ridurre il rischio di malattia. “Tuttavia bisogna ammettere che alcune abitudini malsane sono forse meno facilmente controllabili in maniera diretta dai genitori”, hanno voluto precisare gli autori dello studio. “Fumo, alcool o droghe – che oltre ai ben noti effetti devastanti sulla salute concorrono anche come fattori di rischio alla cefalea – sono infatti spesso consumati al di fuori del nucleo familiare”.

04 Giugno 2012

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