Bevacizumab aumenta la sopravvivenza anche per il tumore del colon retto metastatico
Si tratta di uno studio multinazionale, multicentrico, randomizzato, in aperto, di fase III, che ha valutato il profilo di efficacia e sicurezza di bevacizumab in aggiunta a chemioterapia standard di seconda linea in 820 pazienti con mCRC la cui malattia era progredita successivamente al trattamento con bevacizumab in aggiunta a chemioterapia standard di prima linea (a base di irinotecan o oxaliplatino). "Il disegno del nostro studio era basato su ricerche precedenti, che dimostravano come un’inibizione sostenuta del VEGF consente di ottenere e mantenere l'azione antitumorale", ha dichiarato Hal Barron, Head Global Product Development di Roche. "Sebbene la pratica convenzionale sia quella di cambiare completamente il trattamento alla progressione della malattia, l'uso continuato di bevacizumab con un nuovo regime chemioterapico in questo studio ha avuto come risultato l'aumento della sopravvivenza dei pazienti rispetto al solo impiego di un nuovo regime chemioterapico".
In questi pazienti, infatti l’uso del farmaco ha ridotto rischio relativo di mortalità del 19% rispetto ai pazienti sottoposti alla sola chemioterapia, e del 32% quello di progressione del tumore. Inoltre, i pazienti con mCRC trattati con bevacizumab in combinazione con chemioterapia standard sia in prima sia in seconda linea hanno riportato una OS mediana di 11,2 mesi, rispetto a 9,8 mesi per i pazienti sottoposti alla sola chemioterapia, mentre la PFS mediana è stata di 5,7 mesi rispetto a 4,1 mesi.
Allo stesso modo, gli eventi avversi nello studio ML18147 sono stati in linea con quelli osservati in studi pilota precedenti condotti su bevacizumab in diversi tipi di tumore e non sono aumentati con la continuazione del farmaco.
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05 Giugno 2012
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