Covid. Omceo di Trento: “Troppo carico di lavoro sui medici di medicina generale”

Covid. Omceo di Trento: “Troppo carico di lavoro sui medici di medicina generale”

Covid. Omceo di Trento: “Troppo carico di lavoro sui medici di medicina generale”
La carenza di medici è la prima criticità da affrontare, per il presidente Marco Ioppi. Che si dice preoccupato anche per il modo in cui i neo medici entrano in servizio dopo aver vinto il concorso: “Avviene in modo quasi violento, catapultati fra 1500 pazienti che non hanno mai visto e senza alcun passaggio di consegne”. In questo contesto, per Ioppi, “non si può pensare di affidarsi solamente o prevalentemente ai MMG la campagna vaccinale antiCovid”.

“Fa senz’altro onore che molti medici di medicina generale abbiano aderito alla campagna vaccinale, ma non posso dirmi altrettanto soddisfatto della situazione in generale vissuta da questa categoria, che deve affrontare carichi di lavoro sempre più impegnativi”. A lanciare l’allarme è il presidente OMCeO di Trento, Marco Ioppi, secondo il quale i carichi di lavoro dei medici di medicina generale sono diventati insostenibili, sia per la carenza del numeri di medici sul territorio che per la mancanza di spazi e personale di supporto all'attività.

A Trento i medici di medicina generale sono 350 su 500.000 abitanti, circa 70 pediatri di libera scelta. “Numeri che – per Ioppi – dimostrano che le preoccupazioni non sono campate in aria”.

Il presidente Omceo si dice preoccupato ancche per “come il giovane medico di medicina generale viene messo a lavorare quando vince un concorso e assume l’incarico. Accade in modo violento. Si trova a gestire 1500 pazienti che non ha mai visto e senza che vi sia stato il minimo di passaggio di consegne con il precedente medico”, prosegue il presidente Omceo.
 
Per Ioppi queste problematiche esistono da tempo, ma con la pandemia è diventato tutto più complesso e le criticità sono emerse in modo evidente. Ad aumentare il carico di lavoro, infatti, sono arrivate anche le sanificazioni, la vestizione e svestizione con adeguati Dpi. Anche l’assistenza è diventata più impegnativa, sia per il monitoraggio dei positivi al covid che per il monitoraggio dei pazienti dimessi e negativizzati, che vanno comunque seguiti, anche a domicilio se necessario.

Per questo, secondo Ioppi, “non si può pensare di affidarsi solamente o prevalentemente ai MMG la campagna vaccinale antiCovid, che è una campagna da tempo di guerra, perché non è mai successo nella storia della medicina di dover vaccinare milioni e milioni di persone e nel più breve tempo possibile”. Un carico di lavoro che può rivelarsi non sostenibile per il medico di famiglia, già impegnato tra pazienti ordinari, pazienti Covid+ e pazienti Covid-.

Il presidente Omceo di Trento contesta, inoltre, la mancanza di supporto finito a quei medici che hanno aderito al programma di vaccinazione: “Gli ambulatori spesso sono inadeguati, per mancanza di spazi o per mancanza di personale infermieristico o amministrativo”. Da qui la richiesta alle istituzioni provinciali di organizzare siti vaccinali sul territorio dove i medici di medicina generale possano somministrare le dosi.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

19 Febbraio 2021

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