Tra primo e secondo lockdown 41 suicidi in Italia, quasi tutti di imprenditori. E in Veneto si pensa ad azioni specifiche per prevenirli

Tra primo e secondo lockdown 41 suicidi in Italia, quasi tutti di imprenditori. E in Veneto si pensa ad azioni specifiche per prevenirli

Tra primo e secondo lockdown 41 suicidi in Italia, quasi tutti di imprenditori. E in Veneto si pensa ad azioni specifiche per prevenirli
“Come avvenuto per le crisi economico-finanziarie del 2008/2012, l’attuale crisi pandemica da Covid-19 e le misure economiche e sanitarie di contenimento hanno avuto e stanno avendo un impatto negativo sulla salute psicologica”, si legge nell'atto presentato da Alberto Villanova (Zaia Presidente). Chiesto alla Giunta di farsi portavoce con il Governo del bisogno di fondi e di una strategia nazionale per la prevenzione dei suicidi. LA MOZIONE

“L’Osservatorio suicidi della Link Campus University di Roma, in Italia”, parla di “25 suicidi nelle settimane del primo lockdown del 2020 e 16 nel solo mese di aprile, ai quali si aggiungono 21 tentati suicidi nelle settimane di isolamento. Più della metà delle vittime è costituita da imprenditori”. In Veneto, “le chiamate al numero verde sono aumentate a causa delle misure economiche e sanitarie di contenimento: dal 2012 il numero verde aveva registrato complessivamente 11.300 telefonate, da marzo alla fine del 2020, le richieste di aiuto sono state 3.200”.


 


Alla luce di questi dati, in Veneto il consigliere Alberto Villanova (Zaia Presidente) ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta di farsi portavoce della necessità di mettere in campo azioni immediate per la prevenzione dei suicidi.

“Come avvenuto per le crisi economico-finanziarie del 2008/2012, l’attuale crisi pandemica da Covid-19 e le misure economiche e sanitarie di contenimento hanno avuto e stanno avendo un impatto negativo sulla salute psicologica”. Inoltre, “l’aumento dei fattori di rischio fra cui il distanziamento sociale, la restrizione delle libertà personali, il tasso di disoccupazione e la precarietà possono aggravare il fenomeno dell’ideazione suicidaria e dei suicidi”. Questo scrive Villanova nella mozione.

Con l’atto si impegna quindi la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo affinché:
– venga istituita una strategia nazionale per la prevenzione dei suicidi;

– vengano stanziati dei fondi appositi e ulteriori alle Regioni, in particolare a quelle maggiormente colpite dal fenomeno suicidario al fine di:

a) potenziare i servizi di salute mentale territoriali, perché siano di facile e gratuito accesso a tutti;

b) promuovere il collegamento in rete dei servizi formali e informali di sostegno (centri di ascolto, numeri verdi, banche dati, siti di aiuto online);

c) consolidare la formazione degli operatori sanitari;

d) promuovere l’educazione sanitaria della popolazione e in particolare del personale scolastico e degli studenti in materia di rischio relativo al suicidio; e) avviare progetti di collaborazione con università, ospedali, centri di ricerca pubblici al fine di approfondire la problematica relativa all’instabilità psicologica edaisuicidi;

f) coinvolgere ed aggiornare la categoria dei giornalisti per la diffusione di informazioni;

g) prevedere interventi di postvention, cioè interventi di supporto dopo un suicidio;

h) incoraggiare l’attivazione di Tavoli provinciali per la prevenzione dei gesti suicidari come quello attuato nella Provincia di Treviso anche nelle altre province.

26 Marzo 2021

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