Green pass europeo. La Commissione spinge per l’adozione e propone che sia valido dopo 14 giorni dalla seconda dose (una dose per J&J)

Green pass europeo. La Commissione spinge per l’adozione e propone che sia valido dopo 14 giorni dalla seconda dose (una dose per J&J)

Green pass europeo. La Commissione spinge per l’adozione e propone che sia valido dopo 14 giorni dalla seconda dose (una dose per J&J)
Per chi è vaccinato o con test negativo niente quarantena. Per la Commissione anche i minori che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena quando i genitori ne sono esentati o perché vaccinati o perché negativi al test. La Commissione propone poi un periodo di validità standard per i test: 72 ore per i test PCR e, ove accettato da uno Stato membro, 48 ore per i test antigenici rapidi. Domani, 1 giugno, il lancio della prova generale del nucleo centrale del certificato COVID digitale UE, ossia il gateway dell'UE in cui sono conservate le chiavi pubbliche necessarie per la verifica del certificato.

La Commissione europea ha proposto oggi un aggiornamento della raccomandazione del Consiglio per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione nell'UE, introdotta in risposta alla pandemia di COVID-19.
 
La proposta viene avanzata “poiché la situazione epidemiologica migliora e le campagne di vaccinazione accelerano in tutta l'UE”.
Da qui la richiesta agli Stati membri “di allentare gradualmente le misure sui viaggi, soprattutto per i titolari del certificato COVID digitale UE”.
 
La Commissione propone quindi di “aggiornare i criteri comuni per la definizione delle zone a rischio e di introdurre un "freno di emergenza" che permetta di rispondere alla prevalenza di nuove varianti problematiche o d'interesse”.
 
La proposta regola specificamente la situazione dei minori, così da assicurare uniformità di trattamento alle famiglie in viaggio, e una durata di validità uniforme dei test.
 
“Le ultime settimane – ha detto Didier Reynders, Commissario per la Giustizia – hanno evidenziato una costante diminuzione del numero di infezioni, a riprova del successo delle campagne di vaccinazione in tutta l'UE. A questo si associa l'impegno per garantire una disponibilità ampia e a prezzi accessibili dei test. In questo contesto gli Stati membri stanno revocando via via le limitazioni collegate alla COVID-19 sia a livello nazionale che per quanto riguarda i viaggi. La Commissione propone oggi agli Stati membri di coordinare questa graduale revoca delle limitazioni della libera circolazione, dato che possiamo contare su un nuovo strumento comune: il certificato COVID digitale UE. Confidiamo che gli Stati membri faranno il miglior uso possibile di questo strumento e della raccomandazione, così da consentire a tutti di ricominciare a spostarsi liberamente e in sicurezza”.
 
E per Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, “la libertà di circolazione è uno dei diritti più apprezzati dai cittadini dell'UE, ai quali dobbiamo garantire approcci coordinati e prevedibili che offrano chiarezza ed evitino tra uno Stato membro e l'altro l'incoerenza delle condizioni imposte . L'obiettivo è la riapertura sicura e coordinata delle società europee nelle prossime settimane. Via via che la vaccinazione procede sempre più rapida, si fa strada la certezza che si possa ripristinare gradualmente una libera circolazione senza limitazioni e in condizioni di sicurezza. Possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo, certo, ma restando prudenti e mantenendo sempre centrale la tutela della salute pubblica”.
 
Questi i principali aggiornamenti apportati all'approccio comune alle misure sui viaggi nell'UE in base alla mappa cromatica pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC):
• 14 giorni dopo aver ricevuto l'ultima dose, le persone che hanno completato il percorso vaccinale, attestato da un certificato di vaccinazione conforme al certificato COVID digitale UE, dovrebbero poter viaggiare senza necessità di test o quarantena. La stessa esenzione dovrebbe valere per le persone guarite dal coronavirus che hanno ricevuto una delle due dosi di un vaccino bidose. Lo Stato membro che accetti anche in altre situazioni una prova di avvenuta vaccinazione per esentare dalle limitazioni della libertà di circolazione, ad esempio dopo la somministrazione della prima dose di un vaccino bidose (come è previsto in Italia, ad esempio), dovrebbe accettare anche, alle stesse condizioni, il certificato di vaccinazione con un vaccino contro la COVID-19. 
 
• Nei 180 giorni successivi a un test PCR positivo, le persone guarite dal coronavirus in possesso di un certificato conforme al certificato COVID digitale UE dovrebbero poter viaggiare senza necessità di test o quarantena.
 
• Le persone in possesso di un certificato di test valido, conforme al certificato COVID digitale UE, dovrebbero essere esentate dagli eventuali obblighi di quarantena. La Commissione propone un durata di validità uniforme dei test: 72 ore per i test PCR e, se lo Stato membro li accetta, 48 ore per i test antigenici rapidi.
 
• "Freno di emergenza": se la situazione epidemiologica peggiorasse rapidamente o se fosse segnalata un'elevata prevalenza di varianti problematiche o d'interesse, gli Stati membri dovrebbero ripristinare misure sui viaggi anche nei confronti delle persone vaccinate e guarite dal coronavirus.
 
• Precisazione e semplificazione delle condizioni imposte dagli Stati membri con decisione autonoma:
– in provenienza dalle zone verdi: nessuna limitazione;
– in provenienza dalle zone arancioni: possibile obbligo di test preliminare alla partenza (antigenico rapido o PCR);
– in provenienza dalle zone rosse: possibile obbligo di quarantena in mancanza di test preliminare alla partenza (antigenico rapido o PCR);
– in provenienza dalle zone rosso scuro: viaggi non essenziali da scoraggiare fortemente; test e quarantena ancora obbligatori.

 
• Per assicurare uniformità alle famiglie, i minori che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena quando non devono sottoporvisi i genitori, ad esempio perché vaccinati. I bambini di età inferiore ai 6 anni dovrebbero poter viaggiare senza sottoporsi a test.
 
• La Commissione propone di adeguare le soglie della mappa dell'ECDC in funzione della situazione epidemiologica e dell'evoluzione della vaccinazione. Per le zone contrassegnate in arancione propone di innalzare da 50 a 75 la soglia del tasso cumulativo dei casi di COVID-19 registrati negli ultimi 14 giorni; nella stessa ottica, per le zone rosse si tratterebbe di innalzare la soglia dall'attuale forcella 50-150 a 75-150.
 
La Commissione ha esortato inoltre “a intensificare l'impegno ai fini di un'introduzione fluida del certificato COVID digitale UE”, invitando gli Stati membri a “sfruttare al massimo le possibilità offerte dal diritto nazionale” per iniziare a rilasciarlo già prima dell'entrata in applicazione, il 1º luglio, del regolamento di base. “Nei casi in cui il diritto nazionale prevede la verifica del certificato COVID-19 – scrive la Commissione – i titolari del certificato COVID digitale UE potrebbero già viaggiare con quello”.
 
La Commissione concorrerà al processo lanciando il 1º giugno il nucleo centrale del certificato COVID digitale UE, ossia il gateway dell'UE in cui sono conservate le chiavi pubbliche necessarie per la verifica del certificato. Nessun dato personale è scambiato tramite il gateway dell'UE, quindi gli Stati membri potrebbero già usarne le funzionalità.

 

31 Maggio 2021

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