Medicina generale. Nella Pa di Trento 32 borse di studio e 7 ulteriori posti senza borsa

Medicina generale. Nella Pa di Trento 32 borse di studio e 7 ulteriori posti senza borsa

Medicina generale. Nella Pa di Trento 32 borse di studio e 7 ulteriori posti senza borsa
La Giunta ha previsto il finanziamento di 25 borse con le risorse del fondo sanitario provinciale, come già evidenziato nel Piano triennale della formazione degli operatori del sistema sanitario provinciale, e le rimanenti 7 con i fondi del Pnrr. Ammessi al corso anche 7 medici già risultati idonei al concorso negli anni precedenti, tramite graduatoria riservata, senza borsa di studio.

“Potenziare le occasioni di formazione professionale per dare una risposta al problema della carenza dei medici di medicina generale”. È questa la direzione che si è prospettata la Giunta provinciale di Trento con l'approvazione, su proposta dell'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, del provvedimento che porta a 39 posti il corso di formazione in medicina generale del prossimo triennio.

Nel dettaglio, spiega una nota provinciale, sono state approvate 32 borse di studio che vengono finanziate in questo modo: 25 con le risorse del fondo sanitario provinciale e già evidenziate nel Piano triennale della formazione degli operatori del sistema sanitario provinciale e le rimanenti 7 con i fondi del PNRR – Piano Nazionale Ripresa e Resilienza; in più vengono ammessi ulteriori 7 laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio professionale e già risultati idonei al concorso negli anni precedenti, tramite graduatoria riservata, senza borsa di studio.

“Promuovere e rafforzare la formazione dei medici di medicina generale ci aiuta a far fronte all’importante fabbisogno di questa professione nell’ambito dell’assistenza territoriale – è il commento dell'assessore Segnana -, i nostri 'medici di famiglia' sono un tassello indispensabile del servizio sanitario, sono figure strategiche perché assicurano vicinanza delle cure ai cittadini e sono presenti sul territorio. Entrambi aspetti fondamentali, come l'emergenza da Coronavirus ci ha insegnato, se vogliamo garantire servizi di prossimità”.

27 Ottobre 2021

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