Al Cardinal Massaia nuova colonna laparoscopica 3d/4k

Al Cardinal Massaia nuova colonna laparoscopica 3d/4k

Al Cardinal Massaia nuova colonna laparoscopica 3d/4k
Per metterà di aumentare lo standard degli interventi e dell’attività svolta in reparto, in particolare nella chirurgia del tumore del rene e del tumore della prostata. Con l’investimento previsto, oltre 90mila euro, potenziata anche l’Otorinolaringoiatria.

Un nuovo macchinario all’avanguardia arricchisce la dotazione strumentale dell’Urologia del Cardinal Massaia, permettendo di aumentare lo standard degli interventi e dell’attività svolta in reparto, in particolare nella chirurgia del tumore del rene e del tumore della prostata. L’Asl di Asti ha infatti acquisito una colonna laparoscopica dotata della tecnologia 3D/4K, caratterizzata da una visualizzazione di immagini ad altissima risoluzione e con una maggiore percezione della profondità di campo, che va a implementare l’apparecchiatura finora a disposizione.

“La nuova strumentazione – spiega l’Asl in una nota -, grazie alla tecnologia Nir/Icg, è in grado di eseguire procedure con l’ausilio dell’imaging in fluorescenza (tramite colorante Verde Indocianina): questo consente di individuare ciò che non è normalmente visibile con la luce bianca, ampliando lo spettro di diagnosi e permettendo di valutare la perfusione di organi e tessuti e di visualizzare sistema linfatico e vasi sanguigni”.
 
Si tratta di un’innovazione tecnologica prevista all’interno del piano di investimenti annuale dell’Asl At. Nell’ambito dello stesso stanziamento utilizzato per la colonna per la Laparoscopia urologica – 91.465 euro – è stato possibile acquisire anche alcune strumentazioni aggiuntive per il potenziamento dell’attività endoscopica dell’Otorinolaringoiatria.

La laparoscopia è una tecnica chirurgica a impatto ridotto per il paziente rispetto alla chirurgia tradizionale, in termini di invasività, di possibili complicanze e di tempi di recupero. Consente di operare attraverso piccole incisioni praticate esternamente anziché aprire l’addome con ampi tagli. È ormai sempre più utilizzata in medicina: presso la struttura di Urologia dell’Ospedale di Asti, diretta dal dottor Giovanni Zarrelli, oltre la metà degli interventi di chirurgia urologica maggiore sono già effettuati con tale metodo, ma finora con una strumentazione 2D.

Attraverso la tecnologia 3D e con la risoluzione in 4K, vengono notevolmente affinati la qualità e il dettaglio delle immagini, rendendo più semplice per i chirurghi operare con precisione e dunque con un effetto positivo sui risultati degli interventi.

“Il miglioramento della strumentazione per l’Urologia e per l’Otorinolaringoiatria rientra nel potenziamento dell’attività chirurgica che stiamo perseguendo come Asl, ad esempio programmando gli interventi nelle giornate di sabato per abbattere le liste d’attesa – sottolinea il Direttore Generale Asl At Flavio Boraso -. L’obiettivo è sempre incrementare i servizi e la qualità delle cure offerte ai pazienti, anche attraverso l’aggiornamento tecnologico, che è fondamentale per supportare il lavoro dei nostri professionisti. Per questo nel piano di investimenti approvato per il 2021 abbiamo previsto oltre 2,2 milioni di euro per attrezzature mediche, interventi edili e impiantistici sulle nostre strutture”.

28 Ottobre 2021

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