La patologia in Italia
La diagnosi precoce è in ogni caso molto importante, sia perché offre la possibilità di trattare alcuni sintomi della malattia, sia perché permette al paziente di pianificare il suo futuro, quando ancora è in grado di prendere decisioni.
Questo tipo di demenza, si manifesta inizialmente solo con lievi problemi di memoria, seppure si concluda con grossi danni ai tessuti cerebrali. La rapidità con cui i sintomi si acutizzano varia da persona a persona, tuttavia in media i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi.
Come si legge sul sito dell’Iss dedicato alla patologia, per fare la diagnosi possibile, i medici si avvalgono di diversi test:
– esami clinici, come quello del sangue, delle urine o del liquido spinale;
– test neuropsicologici per misurare la memoria, la capacità di risolvere problemi, il grado di attenzione, la capacità di contare e di dialogare;
– Tac cerebrali per identificare ogni possibile segno di anormalità;
Questi esami permettono al medico di escludere altre possibili cause che portano a sintomi analoghi, come problemi di tiroide, reazioni avverse a farmaci, depressione, tumori cerebrali, ma anche malattie dei vasi sanguigni cerebrali.
Ad oggi non esiste cura per fermare, né a maggior ragione per far regredire la malattia, e il trattamento è solo sintomatico. Per questo la messa a punto di nuovi farmaci per la demenza di Alzheimer è oggi il campo più importante di ricerca.
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21 Settembre 2012
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