Aou Sassari: “Nell’atto aziendale c’è anche il Coordinamento codice rosa”. La replica della Direzione a Manca (M5S)

Aou Sassari: “Nell’atto aziendale c’è anche il Coordinamento codice rosa”. La replica della Direzione a Manca (M5S)

Aou Sassari: “Nell’atto aziendale c’è anche il Coordinamento codice rosa”. La replica della Direzione a Manca (M5S)
È stato inserito come funzione trasversale alle strutture semplici dipartimentali di Psichiatria e Psicologia ospedaliera. “Abbiamo accolto diversi suggerimenti dei sindacati e tra questi quello riferito al Codice rosa”, spiega la direzione in risposta alla consigliera del M5S che denunciava come nella proposta di Atto aziendale fosse prevista la soppressione del “Codice rosa”.

“Nell’Atto aziendale dell’Aou di Sassari il Codice rosa c’è”. È la precisazione che arriva dalla direzione strategica dell’Aou di Sassari alle notizie apparse oggi su alcuni quotidiani on line, in cui si dà come scomparso il Codice rosa all’interno dell’Aou di Sassari.

A sollevare la questione era stata, sui social, la portavoce del M5S Sardegna Desirè Manca, che affermava: “Una decisione incomprensibile, ingiustificabile e indubbiamente ingiusta è stata adottata di recente all’AOU di Sassari: nella recente proposta di Atto aziendale è prevista la soppressione del “Codice rosa” ospedaliero, dedicato alle vittime di violenza e alla tutela delle fragilità”.

La direzione precisa, invece, che l’atto aziendale, ancora in bozza, dopo la sua presentazione il 28 ottobre scorso, è stato sottoposto all’attenzione delle organizzazioni sindacali che nei tempi stabiliti hanno risposto con loro osservazioni. “Abbiamo accolto diversi suggerimenti dei sindacati – afferma la direzione – e tra questi quello riferito al Codice rosa. Abbiamo così inserito il Coordinamento codice rosa e vittime di violenza come funzione trasversale alle strutture semplici dipartimentali di Psichiatria e di Psicologia ospedaliera”.

Il Coordinamento codice rosa viene quindi previsto – così come enunciato nell’articolo 6 comma 1 della legge regionale numero 23 del 17 novembre 2014 – come un “percorso di accesso al pronto soccorso dedicato alle vittime di ogni forma di violenza, senza distinzione e discriminazione alcuna, con particolare attenzione alle donne”.

Un percorso che quindi, precisa la nota, “alla stregua di un Pdta cioè di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale, non necessita obbligatoriamente di una struttura ma si basa su un lavoro di tipo multidisciplinare”. “In questo modo la mettiamo in capo a due strutture già attive che operano da tempo in quest’ambito, anche con un centro di vittimologia”, conclude la direzione.

14 Novembre 2022

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