Le cardiopatie in Italia

Le cardiopatie in Italia

Le cardiopatie in Italia
Nel nostro paese le malattie cardiovascolari rappresentano uno dei più importanti problemi di sanità pubblica. Secondo i dati di mortalità più aggiornati forniti dall’Istat, che si riferiscono al 2009, le malattie del sistema cardiocircolatorio uccidono ogni anno più di 200 mila persone – più donne che uomini – e da sole contano il 31,54% del totale dei decessi. Per le malattie ischemiche del cuore (infarto del miocardio, altre forme acute e subacute di cardiopatia ischemica, infarto del miocardio pregresso, angina pectoris e altre forme di cardiopatia ischemica), nel 2006 l’istituto di statistica ha registrato quasi 75 mila decessi, equamente ripartiti tra uomini e donne, ovvero il 33,8% delle morti per malattie del sistema circolatorio. Nuove opzioni terapeutiche e le diagnosi sempre più precoci, tuttavia, stanno aiutando a ridurre il tasso di mortalità per cardiopatia.
 
La migliore prevenzione, che si trasforma anche in terapia è chiaramente il cambiamento dello stile di vita. Talvolta però ciò può non bastare, e allora si ricorre a farmaci e procedure mediche quali l’impianto di bypass aortocoronarico o l’angioplastica, a seconda anche di età, stile di vita e patologie pre-esistenti. Nei casi in cui si ritenga l’angioplastica sia da associare all’impianto di uno stent, un cardiologo interventista stabilisce se utilizzare uno stent di metallo nudo o uno stent a rilascio di farmaco. Lo stent di metallo nudo si comporta come un’impalcatura, dilatando l’arteria nel punto di ostruzione e ripristinando il flusso di sangue al cuore. Lo stent a rilascio di farmaco funziona in modo analogo, ma in aggiunta rilascia, in modo controllato e nel tempo, un farmaco che aiuta a prevenire una nuova ostruzione dell’arteria dopo la procedura di impianto dello stent.
Ad aggiungersi a queste opzioni arriva oggi il dispositivo vascolare bioriassorbibile (BVS), in grado di dissolversi gradualmente e completamente nelle arterie coronariche offrendo per la prima volta la possibilità di recupero funzionale del vaso.

26 Settembre 2012

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