La mia “contro letterina” di Natale per il dottor Maffei

La mia “contro letterina” di Natale per il dottor Maffei

La mia “contro letterina” di Natale per il dottor Maffei

Gentile Direttore,
vorrei rispondere alla letterina di Natale di Maffei anche perché a me è parsa più che una lettera rivolta ad una ideale redazione allargata, semplicemente un discutibilissimo punto vista in aperta polemica con alcuni redattori in particolare quelli che, come me, affrontano le criticità della sanità pubblica oltre gli approcci tecnico-burocratici preferiti da Maffei.

Secondo me il semplice fatto che a fronte della irriducibile complessità della materia sanità nella sua lettera Maffei contrapponga la “proposta di dettaglio” ad analisi semplicemente più estese più profonde, delle complessità in gioco cioè, meno banali (ma che lui giudica bontà sua dall’alto della sua infinita sapienza come “sommarie”) dimostra come lui abbia alla fine una idea della sanità molto burocratica e molto tecnica e quasi sempre riduttivamente organizzativa.

Un’ immagine peraltro a mio avviso datata, cioè ferma alle sue incrollabili certezze tecnocratiche (per esempio il M70 del 2015 quindi pre pandemico).

Ma dimostra anche che la complessità e la impareggiabilità della sanità e della medicina di cui si parla il dottor Maffei neanche sa che cosa siano. Chi riduce nega la complessità.

Si può fare una proposta di dettaglio prescindendo dal contesto? Prescindendo dalla diacronia dei problemi? Prescindendo dalle dinamiche politiche? Dalle contraddizioni da rimuovere? Dalle aporie che sono emerse dalle esperienze fatte?

In poche parole si possono fare “proposte di dettaglio”, cioè proposte tecniche, questo è il terreno che ci offre Maffei, prescindendo dalla realtà della sanità e della medicina prese entrambi in tutta la loro irriducibile complessità?

Non perdo tempo a discutere i tecnicismi per me poco interessanti di Maffei. Secondo me egli non ha capito che soprattutto dopo una pandemia e una storia di errori politici alle spalle un sistema in crisi non andrebbe potenziato e riorganizzato a contraddizioni invarianti ma andrebbe riformato di sana pianta per rimuovere le contraddizioni che ci sono.

Mi limito solo ad osservare che per riformare ciò che andrebbe riformato tanto il pensiero tecnico che il pensiero burocratico non bastano e meno che mai bastano le “proposte di dettaglio” e le letterine di Natale.

Ciò che serve è un pensiero riformatore organizzato in una proposta che ovviamente includa le necessarie soluzioni tecniche ma che constato mi duole dirlo va oggettivamente ben oltre le possibilità che ci offre generosamente quasi ogni giorno il dottor Maffei.

Ivan Cavicchi

23 Dicembre 2022

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