Deroga alla “Fornero” per i dipendenti Ssn. Anaao: “Ma quali privilegi. Sanata un’ingiustizia”

Deroga alla “Fornero” per i dipendenti Ssn. Anaao: “Ma quali privilegi. Sanata un’ingiustizia”

Deroga alla “Fornero” per i dipendenti Ssn. Anaao: “Ma quali privilegi. Sanata un’ingiustizia”
Così il segretario del sindacato Troise in riferimento all'emendamento al Dl Balduzzi che consente ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale il pensionamento con le regole precedenti all'ultima riforma delle pensioni.

Apprendiamo con stupore – commenta il Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise – che l’emendamento approvato nel decreto sanità che consente ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale il pensionamento con le regole precedenti alla riforma “Fornero”, ha creato “turbamenti” e “ripensamenti” in alcune forze politiche ed esponenti del governo.

In realtà, la norma applica semplicemente al SSN quanto già previsto e approvato, dal medesimo Governo e Parlamento, lo scorso 7 agosto con l’articolo 2 della “spending review” per i dipendenti dello Stato (ministeri, enti pubblici non economici).
Escludere il SSN vuol dire perpetuare l’ennesima discriminazione nei confronti dei suoi dipendenti.

Quanto alle lezioni di equità, ricordiamo che i dipendenti pubblici accedono alla pensione, in molti casi, in età successiva ai dipendenti privati (per effetti dell’articolo 15 bis della riforma) e, in particolare, le donne del settore pubblico accedono al pensionamento successivamente alle corrispondenti lavoratrici del settore privato. Dopo aver assistito a leggi che, indifferenti alla diversa fatica richiesta da differenti lavori, hanno sancito che una impiegata di una banca o di una assicurazione possa andare in pensione prima di una donna medico o di un’infermiera, sottoposte a duri turni di lavoro anche notturni e festivi, non vorremo assistere ad analoga discriminazione all’interno del pubblico impiego.

Non si può penalizzare un ambito lavorativo che richiede un turnover perlomeno non inferiore a settori impiegatizi ed amministrativi, anche per garantire la sicurezza delle cure cui cittadini e magistrati sono sempre più attenti.

La norma in discussione va confermata proprio per una questione di equità, se non si vuole certificare che Governo e Parlamento non hanno recepito, tra l’altro, le recenti sentenze della Corte Costituzionale a proposito del divieto di irragionevoli discriminazioni tra i cittadini.

 

15 Ottobre 2012

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