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Decreto Balduzzi. Pensioni: spunta deroga alla "Fornero" per il personale Ssn

Lo prevede un comma aggiunto al decreto Balduzzi approvato dalla Commissione Affari Sociali. I dipendenti del Ssn che, secondo le vecchie regole, sarebbero potuti andare in pensione a dicembre 2014 potrebbero farlo e in più con 30 mesi di contribuzione figurativa aggiuntiva. Ma Fornero dice "no".

13 OTT - Un emendamento al decreto Balduzzi contenuto nel testo licenziato ieri dalla Commissione Affari Sociali della Camera, e fino a ieri passato sotto silenzio, potrebbe consentire una deroga ai tempi di applicazione della riforma pensionistica del ministro Fornero per tutti i dipendenti della sanità.
 
Questo il testo delll'articolato (art.4, comma 3-ter):
"I dipendenti del Servizio sanitario nazionale che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento entro il 31 dicembre 2014, possono richiedere l’accesso al trattamento pensionistico entro tale data con il riconoscimento di un periodo aggiuntivo fino a 30 mesi. L’azienda sanitaria, ove conceda il collocamento a riposo con il predetto beneficio, è obbligata a rendere non disponibile un posto di corrispondente livello nella dotazione organica per un periodo minimo di tre anni e comunque può procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato nel limite massimo del 20 per cento del personale cessato dal servizio nell’anno immediatamente precedente. Al personale di cui al primo periodo il trattamento di fine rapporto sarà corrisposto alla data in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione dello stesso secondo le disposizioni di cui all’articolo 24 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 e sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 22, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148".

 

Sull'emendamento si è era già espressa negativamente la Commissione Lavoro che ha chiesto di sopprimere la norma che introduce per l'appunto la possibilità di pensionamento anticipato con scivolo di 30 mesi per i dipendenti del Ssn
"E' singolare - ha detto il vicepresidente della Commissione lavoro Giuliano Cazzola - che la Commissione Affari sociali, ignorando il parere contrario della Commissione Lavoro su questo punto, abbia confermato un emendamento che consentirebbe a tutto il personale della sanità (e non solo agli eventuali esuberi) di andare in quiescenza di anzianità sulla base delle regole previgenti la riforma Fornero, con in più l'aggiunta di ulteriori 30 mesi di contribuzione figurativa. Non è accettabile che, mentre la Commissione Lavoro si sta impegnando da tempo per avviare a completa soluzione il problema degli esodati, si determinino smagliature bipartisan di tale portata, che non arriveranno da nessuna parte, perché totalmente prive di copertura, ma fortemente inquinate di smanie elettoralistiche".
 

Decisamente contraria anche la ministra Fornero: ''Il governo ha già detto che è contrario - ha detto - e io lo ribadisco. Non ci sono fratelli maggiori e fratelli minori. Questa riforma pensionistica vale per tutti". Il ministro ha poi aggiunto che l'impegno del governo è "per cercare soluzioni" ma per "le persone che possono rischiare di trovarsi nel 2013 e 2014 senza reddito e senza lavoro", e cioè gli esodati.

13 ottobre 2012
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