Taranto. Ilva. Tumori nelle donne aumentati dal 24 al 100%. I dati shock di Ministero e Iss

Taranto. Ilva. Tumori nelle donne aumentati dal 24 al 100%. I dati shock di Ministero e Iss

Taranto. Ilva. Tumori nelle donne aumentati dal 24 al 100%. I dati shock di Ministero e Iss
È quanto emerso dallo studio "Sentieri", per il periodo 2003-2009, presentato oggi dal ministro Balduzzi. In generale la mortalità nell’area continua ad aumentare passando dal 10 all’11%. Nei bambini si sono registrati incrementi significativi di contrazione delle malattie nel primo anno di vita.

Peggiorano passando dal 10 all’11% i dati della mortalità a Taranto. In particolare, per quanto riguarda le donne, il dato è spaventoso: i tumori sono aumentati passando dal 24 al 100% rispetto ai rilevamenti precedenti. Anche nei bambini sono stati registrati incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita. È quanto emerso dall’aggiornamento per il periodo 2003-2009 del Progetto Sentieri dell'Istituto superiore della sanità sui siti inquinati, presentato questa mattina a Taranto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.
"La situazione a Taranto è indubbiamente complessa – ha detto il ministro – credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della Sanità pubblica, per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate".

"Dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto". Questo il monito del Ministero della Salute, contenuto nel rapporto, che anticipa la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l'esercizio dell'attività industriale, approvata, tra molte critiche, dalla Conferenza di servizi il 18 ottobre scorso.

Passiamo ad analizzare i numeri del rapporto “Sentieri”. Il dato generale riguardante l’incremento della mortalità nell’area dell’Ilva, salita dal 10 all’11%, si riferisce all’eccesso di mortalità rispetto alle aspettative di morte tutti i cittadini residenti in Puglia per tutte le cause di mortalità.
In particolare, nelle donne residenti nei comuni di Taranto e Satte, sempre a confronto con il resto della Provincia, è stato rilevato un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Negli uomini, invece, rispetto al resto della Provincia, l'aumento di tutti i tumori è stato del 30% (+50% per il tumore maligno del polmone), con un picco di più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Per i bambini i dati hanno mostrato incrementi significativi di mortalità per tutte le cause nel primo anno di vita.

A Taranto è aumentata del 14% la mortalità negli uomini e dell'8% la mortalità nelle donne per tutte le cause. Analizzando per genere, per gli uomini il rapporto ha registrato un incremento del 14% per tutti i tumori e per le malattie circolatorie, un aumento del 17% per quelle respiratorie, del 33% per i tumori polmonari e del 419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne, invece, la mortalità per tutti i tumori è aumentata del 13%, quella per le malattie coronariche del 4%, del 30%  quella per i tumori polmonari e del 211% per il mesotelioma pleurico.

Lo studio non ha usato mezzi termini nel puntare l’indice contro l'Ilva: “Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati al benzopirene”.

“Dai dati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto – si legge nel dossier – questo quadro viene ritenuto coerente con quanto emerso dai precedenti studi su mortalità e morbosità. In particolare,«i residenti nei quartieri Tamburi, Borgo, Paolo VI e nel comune di Statte mostrano una mortalità e una morbosità più elevato rispetto alla popolazione di riferimento in particolare per le malattie per le quali le esposizioni ambientali presenti possono costituire specifici fattori di rischio”.

 

22 Ottobre 2012

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