West Nile. Da Izs delle Venezie registrati 6 casi di positività in zanzare da metà luglio

West Nile. Da Izs delle Venezie registrati 6 casi di positività in zanzare da metà luglio

West Nile. Da Izs delle Venezie registrati 6 casi di positività in zanzare da metà luglio
Sale l’attenzione dopo il primo caso umano in Veneto di West Nile. Per la sorveglianza entomologica i ricercatori dell’IZSVe hanno posizionato 85 trappole per zanzare, distribuite fra Veneto (65) e Friuli Venezia Giulia (20). I sei casi sono stati registrati nelle province di Verona, Rovigo, Padova e Venezia. Per l’Istituto, sulla base dei dati in possesso “la circolazione del virus in Triveneto appare oggi meno intensa rispetto al 2022”.

Dopo il primo caso in Veneto di infezione nell’uomo, in provincia di Verona, cresce l’attenzione verso la diffusione del virus West Nile. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie a partire dal 13 luglio ha registrato sei casi di positività in zanzare nelle province di Verona, Rovigo, Padova e Venezia. Lo comunica l’Istituto in una nota.

“Siamo di fronte al classico caso da manuale – afferma Gioia Capelli, direttrice sanitaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – poiché l’infezione nell’uomo si manifesta generalmente due settimane dopo le prime positività nelle zanzare”. L’episodio è accaduto infatti in una zona non lontana dal comune di Ronco all’Adige (Verona), dove il 17 luglio è stata registrata la prima positività di West Nile virus in zanzare. “Fortunatamente quest’anno la situazione sembra più favorevole, i pochi casi riscontrati nelle zanzare e negli animali diminuiscono la probabilità che il virus si diffonda anche nell’uomo. Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione della situazione epidemiologica, in stretta collaborazione con le autorità sanitarie regionali e nazionali”.

Per la sorveglianza entomologica i ricercatori dell’IZSVe hanno posizionato 85 trappole per zanzare, distribuite fra Veneto (65) e Friuli Venezia Giulia (20). Il monitoraggio viene effettuato in modo capillare da maggio a ottobre con catture di una notte ogni due settimane per ciascun sito. Nello specifico, al 26 luglio 2023 sono state catturate in totale 112.760 zanzare di 16 specie diverse, rappresentate prevalentemente dalla specie Culex pipiens, la zanzara comune responsabile della trasmissione del virus West Nile. Presso i laboratori dell’IZSVe sono stati esaminati 1.477 pool di zanzare, di cui 6 sono risultati positivi per West Nile virus (0,4%). La sorveglianza veterinaria coinvolge anche uccelli ed equidi. Per quanto concerne la sorveglianza nell’avifauna selvatica, il Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025 prevede sia la sorveglianza passiva (attiva tutto l’anno) che quella attiva in specie target. Al 23 luglio 2023 sono state conferiti 852 esemplari di avifauna selvatica con il ritrovamento di una ghiandaia positiva per WNV a Selvazzano Dentro (Padova).

Sulla base di questi dati la circolazione del virus in Triveneto appare oggi meno intensa rispetto al 2022 quando nel solo Veneto si verificarono 500 casi di West Nile nell’uomo (723 in Italia), con 166 forme neuro-invasive e 22 decessi. Le analisi genetiche condotte su campioni umani e animali confermano che in Veneto anche quest’anno sta circolando, oltre al ceppo virale WNV-2 anche il ceppo WNV-1, emerso nel 2021 dopo otto anni di assenza e ormai stabilizzatosi in quest’area.

All’attività di sorveglianza definita nell’ambito del Piano Nazionale Arbovirosi, si aggiunge il piano disposto dalla Regione del Veneto che coinvolge Aziende ULSS, Comuni e IZSVe. “La segnalazione del caso umano conferma che la rete di sorveglianza funziona molto bene – continua Capelli. Nel momento in cui abbiamo trovato la prima zanzara positiva si è subito attivato il sistema di screening per le attività trasfusionali di sangue nell’uomo, per prevenire la trasmissione del virus. La sorveglianza integrata su insetti, animali e uomo è un bell’esempio di approccio One Health, fondamentale in un momento in cui i cambiamenti climatici aumentano i rischi sanitari connessi alla diffusione di patogeni emergenti e malattie trasmesse da vettori”.

Il virus viene trasmesso dalla zanzara comune (Culex pipiens), che si infetta pungendo uccelli infetti e può veicolare il patogeno ad ospiti accidentali come il cavallo e l’uomo. La malattia non si trasmette da uomo a uomo o da cavallo a uomo.

01 Agosto 2023

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...