Federalismo: costi standard, sono davvero la soluzione a tutto?
In particolare il sindaco di Verona ha più volte riportato l’attenzione sull’enorme divario che caratterizza la spesa regionale tra Nord e Sud del Paese. “Al Sud si spende oltre il doppio rispetto al Nord, per produrre una sanità inefficiente e non all’altezza rispetto agli standard delle Regioni con i conti in regola”, ha evidenziato Tosi.
Basterà passare alla fase attuativa della Riforma del Titolo V per poter raddrizzare la situazione? O forse non si andrà ad aggravare ancor di più la condizione di chi, in quelle Regioni ‘inefficienti’, si vede costretto a pagare di più per avere un’erogazione di servizi sanitari non all’altezza?
Il sindaco Fontana ha ricordato che, grazie alla riforma federale, a pagare per gli sprechi sarà il “cattivo governatore spendaccione”. Essenziale, però, sarà il ruolo di controllo del Governo centrale. Perché, se è vero come ha sottolineato Tosi, che in Calabria si spendono molti più soldi, ad esempio, per forniture di siringhe e camici, si dovrebbe altresì ricordare che il settore sanitario e le Asl, in Calabria, hanno un alto tasso di infiltrazione mafiosa. Se non sussiste dunque la premessa di una presenza forte dello Stato, come si può pensare di risolvere la situazione andando a ritoccare quella che, di fatto, è solo la punta dell’iceberg?
Nel corso della discussione sono stati tutti concordi nel giudicare giuste le analisi e le premesse poste per l’attuazione del federalismo, in quanto le palesi ed abnormi storture locali sono ingiustificabili. Ma il nocciolo della questione, come ricordato nel dibattito politico degli ultimi anni, sta nel fatto che, calandosi nella complessità delle varie realtà territoriali, bisogna tenere conto di tutte le sfumature esistenti prima di agire, altrimenti a pagarne saranno sempre le fasce più deboli della popolazione. I malati cronici che, specie al Sud, lamentano difficoltà nell'accesso alle cure, come le fasce meno abbienti che, a seguito dei tagli di fondi, vengono penalizzate da una sostanziale crescita della sanità privata.
Giovanni Rodriquez
Articoli correlati:
24 Settembre 2010
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”

È fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”

Specializzazioni mediche, copertura al 90%. Ma quasi la metà dei primi 1.000 candidati sceglie solo tre discipline. Ecco le più e le meno richieste

Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazione

Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

L’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfare

Psoriasi a placche. Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originator