Prevenire è meglio che curare: Allergie vere e immaginarie. Il sistema immunitario e l’influenza dell’ambiente e del contesto sociale

Prevenire è meglio che curare: Allergie vere e immaginarie. Il sistema immunitario e l’influenza dell’ambiente e del contesto sociale

Prevenire è meglio che curare: Allergie vere e immaginarie. Il sistema immunitario e l’influenza dell’ambiente e del contesto sociale

Gentile direttore,
mi trovo nell’ infelice situazione di un conflitto d’interesse ma, ciò nonostante, le invio alcune note a partire dal libro di Roberto Polillo dal titolo “Allergie vere e immaginarie”, edito da FrancoAngeli.

Il mio conflitto d’interesse e legato al fatto che l’autore è un mio “compagno di penna” proprio su questo quotidiano e che oltre ad affrontare in modo puntuale, preciso e competente la materia, tratta anche dei temi legati al SSN che spesso sviluppiamo assieme su queste pagine.

Ciò nonostante ritengo e credo di fare cosa utile per molti lettori, spendere qualche annotazione sul testo che ovviamente consiglio di leggere non solo ai professionisti ma data la chiarezza dei temi affrontati a tutti coloro che desiderano essere informati sulla questione perché solo se consapevoli di una questione di salute si riesce a mettere in atto comportamenti e atteggiamenti preventivi e ad accedere alle cure in modo appropriato e migliorare l’aderenza alle terapie e ai percorsi di cura.

Negli ultimi decenni si è assistito ad un significativo incremento delle patologie allergiche in ambito respiratorio, che oggi interessano il 29-30 % della popolazione. Ciò nonostante la percezione pubblica è poco attenta alle cause ambientali che ne sono all’ origine, mentre si mostra, paradossalmente, fortemente interessata alle allergie di tipo alimentare che coinvolgono il 4- 5 % della popolazione, e sono considerate un problema molto più diffuso del reale. Oltre il 20% della popolazione si autodiagnostica allergie o intolleranze verso una serie di alimenti in primis glutine, lattosio o nichel e si autiprescrive una dieta di esclusione.

E’ dunque evidente come altri fattori di natura sociale siano necessariamente coinvolti in tale fenomeno distopico della realtà epidemiologica e come le patologie allergiche si prestino a una “lettura” non univoca.

L’ allergologia e immunologia clinica infatti è una disciplina, che si pone come punto di incontro, scontro e infine di sintesi tra diversi approcci e paradigmi che da sempre attraversano l’epistemologia della medicina.

Una prima prospettiva è quella classica di tipo puramente biologica volta alla ricerca della “sede” della malattia ossia dell’organo malato isolatamente considerato, con un progressivo slittamento del piano di indagine dal macro (l’anatomia patologica) al micro (il tessuto e la cellula come unità costitutiva del vivente) per arrivare al livello sub cellulare agli acidi nucleici e alle altre componenti della cellula.

A questo lavorio sull’infinitesamente piccolo, realizzato con le scienze dure applicate alla medicina (la biochimica e la fisica delle membrane, ecc) dobbiamo la comprensione dei meccanismi dell’immunità, l’identificazione delle diverse popolazioni di cellule e la sintesi dei nuovi farmaci come biologici e “small molecules” oggi impiegati con successo nelle neoplasie e nelle malattie immunologiche.

Con altrettanta sicurezza si può affermare che alla comprensione delle cause della crescente diffusione delle patologie allergiche un contributo fondamentale hanno fornito l’epidemiologia con il suo disciplinare statistico e gli studi di popolazione sugli stili di vita, esposizione a noxe ambientali come anche le mutazioni genetiche presenti in modo prevalente nella popolazione allergica. L’ areobiologia e lo studio del particolato disperso in atmosfera hanno dimostrato il ruolo determinante dell’inquinamento e quindi dei prodotti dell’attività umana nella patogenesi di tali patologie indotte dallo sviluppo e dall’ introduzione continuo di nuovi prodotti della chimica industriale.

Un ulteriore approccio è invece orientato a comprendere le modalità attraverso le quali il contesto sociale “genera” aspettative, valori e comportamenti portando all’ affermarsi di credenze sulla pericolosità di alcuni cibi (il glutine, il lattosio, l’istamina, ecc) o presidi curativo-preventivi (i corticosteroidi, gli antibiotici o i vaccini) prive di qualsiasi base scientifica. La “malattia” diventa in questo caso un costrutto sociale, un prodotto dell’industria culturale completamente indifferente allo stato della conoscenza scientifica.

Potremmo dunque affermare come le patologie allergiche vere siano il prodotto di una predisposizione genetica e delle sue modificazioni di tipo epigenetico indotte dall’ ambiente e di come invece esistano patologie altrettanto diffuse come le intolleranze o le allergie auto diagnosticate nei confronti di svariati cibi che sono il frutto della pressione del contesto sociale e del mercato.

Di tutto questo tratta il libro di Roberto Polillo edito da Franco Angeli con il l titolo ” Allergie vere e immaginarie, il sistema immunitario e l’influenza dell’ambiente e del contesto sociale”.

Il testo è suddiviso in tre parti.

Nella prima parte l’autore cerca di colmare il gap di conoscenze sulla struttura e sulle funzioni del sistema immunitario. La scelta è quella di un linguaggio comprensibile e narrativo nel rispetto assoluto delle conoscenze scientifiche più aggiornate, sono oltre 200 i titoli della bibliografia di riferimento. Le parti più complicate come la descrizione dei diversi tipi di linfociti B, T e Reg o le interazioni tra immunità naturale e acquisita e tra sistema immune, sistema nervoso e microbioma vengono racchiuse in box di approfondimento che non appesantiscono il discorso generale. Ampiamente discussa è la stessa nozione di allergia di cui ancora si sa molto poco e di cui non è ancora chiaro il motivo per cui tale processo abbia resistito alla selezione naturale che tende a eliminare le condizioni meno performanti. Forse perché accanto ad effetti patologici ne esistono altri di protezione verso agenti esterni ancora non chiari?

Il libro cerca anche di dare una risposta a questo problema ancora insoluto.

Nella seconda parte l ‘autore entra nel merito di quanto proposto dal titolo evidenziando l’aumento vertiginoso delle patologie allergiche di tipo respiratorio ed esofageo e se ne definiscono gli agenti eziologici, a partire dai pollini, dando indicazioni sulle misure preventive per limitarne l’esposizione. L’ autore poi ricostruisce il significato del cibo in termini culturali partendo dall’ analisi di Levi Strauss e altri antropologi e illustra le strategie di mercato che cercano di imporre nuovi modelli di consumo alimentare creando i già citati falsi miti su presunte allergie alimentari. A dimostrazione di ciò il dato già riportato che oltre il 20% della popolazione si sottopone a diete di esclusione di gruppi di alimenti causa allergie o intolleranze ignorando la vera prevalenza dell’allergia clinicamente accertata (non supera il 4- 5%). Inutili e privi di qualsiasi base scientifica i numerosi test per le intolleranze oggi ampiamente diffuse dai laboratori di analisi alle farmacie.

Nella terza parte infine R. Polillo affronta un altro teme di cui è assai competente ossia quello delle politiche pubbliche seguendo un approccio di tipo one- health. L’ aspetto interessante, fra gli altri, e che l ‘ autore evidenzia la crisi dell’assistenza allergologica come epifenomeno della crisi dell’assistenza sanitaria tout court. Definanziamento del sistema, disastrose politiche di tagli lineari, compressione del ruolo dei professionisti sanitari sono le cifre di un decadimento complessivo della sanità con impossibilità a garantire i Livelli delle prestazioni (LEA) costituzionalmente garantiti.

A questa parte destruens di analisi dei mali della sanità si aggiunge poi una parte costruens in cui l’autore avanza una serie di proposte per migliorare l’assistenza allergologica attraverso la costituzione di una rete integrata di servizi. Lavoro in team, presa in carico del paziente attraverso la realizzazione di specifici protocolli assistenziali sono gli strumenti proposti in modo articolato per imprimere una svolta e rilanciare i principi di uguaglianza e uniformità delle prestazioni sanitarie e allergologiche nella fattispecie.

Un libro dunque molto interessante che oltre a fare chiarezza fornisce anche suggerimenti e proposte concrete assai utili in questa fase di grande spaesamento sul futuro del Sistema sanitario ma anche sul nostro ben-essere.

Mara Tognetti

Mara Tognetti

16 Gennaio 2025

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