Aggressioni in sanità. Cosentino (Cisl Fp Lazio): “La solidarietà non basta”   

Aggressioni in sanità. Cosentino (Cisl Fp Lazio): “La solidarietà non basta”   

Aggressioni in sanità. Cosentino (Cisl Fp Lazio): “La solidarietà non basta”   
Per il sindacalista “servono medicina del territorio, assunzioni e subito la firma del nuovo Ccnl con le tutele specifiche per gli operatori per gli operatori”. La Cisl Fp Lazio chiede anche di rinforzare i presidi di pubblica sicurezza nelle strutture ospedaliere, “reintrodotti nel 2023, ma chiediamo che siano attivi 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 in tutti gli ospedali”.

“Le aggressioni ai danni del personale della Sanità vanno fermate, subito”. Giancarlo Cosentino, reggente della Cisl Fp Lazio, è perentorio dopo i nuovi inquietanti casi di violenza sul lavoro ai danni degli operatori sanitari: “La solidarietà non basta affatto. Servono azioni sinergiche e interventi concreti. A partire dalla firma del nuovo ccnl Sanità pubblica 2022-2024 che garantirebbe tutele specifiche per il personale”, dice.

“La sicurezza dei lavoratori non è negoziabile. E occorre agire con decisione su tutti i fattori che possono impedire il ripetersi di inaccettabili episodi di minaccia o aggressione, in particolare nei Pronto soccorso”, rimarca il sindacalista. “Bisogna rinforzare i presidi di pubblica sicurezza nelle strutture ospedaliere. Grazie alla Cisl, nel Lazio sono stati reintrodotti nel 2023, ma chiediamo che siano attivi 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 in tutti gli ospedali. E soprattutto occorre andare oltre la deterrenza: serve investire nella rete di medicina del territorio in modo da decongestionare i Pronto soccorso che, specie nei fine settimana, finiscono per rappresentare l’unico punto di riferimento per i bisogni di salute dell’utenza, anche per quelli che dovrebbero essere trattati in modo appropriato attraverso le case di comunità. Bisogna inoltre riorganizzare i percorsi di assistenza dei reparti di emergenza-urgenza: dal triage, agli accertamenti, fino all’informazione in tempo reale, per pazienti e accompagnatori, sull’iter diagnostico”.

“E poi c’è un aspetto decisivo che si potrebbe sbloccare immediatamente”, sottolinea Cosentino. “Nel nuovo contratto nazionale di lavoro, come Cisl abbiamo chiesto e ottenuto che fossero inserite, all’art.53, tutele specifiche per il personale vittima di aggressione. Si va dal patrocinio legale gratuito al supporto psicologico, fino alla costituzione di parte civile dell’azienda nei casi di violenza sul personale. Strumenti che potrebbero essere attivati all’istante se solo le sigle sindacali che fino ad ora si sono sfilate dalla sottoscrizione del nuovo contratto, decidessero di riallinearsi sulle priorità espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori. Senza dimenticare che in mancanza di rinnovo, non è nemmeno possibile pagare le giuste indennità agli operatori di Pronto soccorso”.

“Ecco perché noi non ci fermeremo. Continueremo a esercitare ogni pressione possibile su Regione Lazio e istituzioni affinché prendano i provvedimenti necessari a fermare le aggressioni e a riorganizzare il modello di presa in carico dei pazienti, procedendo speditamente anche con le assunzioni necessarie”, conclude Cosentino. “Così come continueremo la nostra battaglia per la firma di un rinnovo che garantirebbe ai lavoratori della sanità più salario, più valorizzazione professionale e più sicurezza sul lavoro”.

18 Febbraio 2025

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