Napoli. Bimbo ingerisce pila a disco, operato d’urgenza al Santobono. Il Dg Conenna: “Fenomeno in aumento, attenzione”   

Napoli. Bimbo ingerisce pila a disco, operato d’urgenza al Santobono. Il Dg Conenna: “Fenomeno in aumento, attenzione”   

Napoli. Bimbo ingerisce pila a disco, operato d’urgenza al Santobono. Il Dg Conenna: “Fenomeno in aumento, attenzione”   
Ricoverato in terapia intensiva in prognosi riservata, il bambino, 2 anni, non è in pericolo di vita. “Ogni anno sono circa 25 gli episodi di ingestione di pile a disco per cui è necessario intervenire endoscopicamente o chirurgicamente. Un fenomeno in aumento. È essenziale promuovere una maggiore consapevolezza sul rischio e sulle complicanze, anche mortali, legate all’ingestione di questi particolari corpi estranei”, commenta il dg Conenna.

Operato d’urgenza al Santobono di Napoli un bimbo di 2 anni che aveva ingerito una pericolosissima batteria a disco. È stata la sorellina del bimbo ad accorgersi dell’ingestione di un corpo estraneo e a lanciare l’allarme. Dopo poco i primi sintomi: difficoltà nella deglutizione e abbondante salivazione. Immediata la corsa verso l’ospedale di Aversa, il più vicino a casa. Qui vengono fatti i primi accertamenti e disposto il trasferimento al Santobono con una ambulanza.

“Arrivato al presidio del Vomero vengono effettuati nuovi controlli e, da un attento esame radiografico, si capisce che il corpo estraneo fermatosi in esofago è una disk battery che, ormai, è tenacemente aderente all’esofago con una progressiva necrosi dei tessuti”, spiegano dal Santobono. Non c’è tempo da perdere. Il piccolo viene portato in sala operatoria, ma i numerosi tentativi di rimozione per via endoscopica risultano vani. Si decide, quindi, di optare per un approccio chirurgico direttamente attraverso il collo nell’esofago cervicale. Un intervento più invasivo che però ha consentito la rimozione dell’oggetto senza che provocasse ulteriori danni. La batteria, infatti, era ormai incastrata nell’esofago e rischiava di perforare la trachea e danneggiare l’aorta. L’intervento è stato effettuato nella notte tra venerdì e sabato da una equipe multidisciplinare coordinata da Giovanni Gaglione, direttore della UOC di Chirurgia Pediatrica d’Urgenza e composta da anestesisti (Alessandra Alifuoco e Giovanna Mastrominico); chirurghi (Maria Chiara Cianci, Francesca Lalla e lo stesso Gaglione) e la gastroenterologa Cristina Bucci.

Il piccolo è ora ricoverato in terapia intensiva, non più in pericolo di vita, ma ancora in prognosi riservata e sotto stretto monitoraggio per valutare l’evoluzione dei danni riportati all’apparato digerente.

“La tempestività è fondamentale. La pila a bottone, soprattutto se al litio, rappresenta uno dei corpi estranei più pericolosi nei bambini. In poche ore si può verificare anche la perforazione dell’esofago. La corrente che si genera tra la batteria e i fluidi dei tessuti provoca gravi ustioni interne che possono provocare danni permanenti o, addirittura, la morte per emorragie” spiega Giovanni Gaglione.

Il direttore generale dell’Aorn Santobono Pausilipon, Rodolfo Conenna, conferma l’allarme di un fenomeno che, spiega, è in crescita: “Ogni anno sono circa 25 gli episodi di ingestione di pile a disco per cui è necessario intervenire endoscopicamente o, come in questo caso, chirurgicamente. Un fenomeno in aumento. Questo episodio, conclusosi positivamente grazie a un lavoro coordinato tra reparti e al nostro personale altamente formato, evidenzia quanto sia essenziale promuovere una maggiore consapevolezza sul rischio rappresentato da oggetti di uso quotidiano come le pile a bottone. È necessario sensibilizzare sulle complicanze, a volte anche mortali, legate all’ingestione di questi particolari corpi estranei”, conclude Conenna.

05 Maggio 2025

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