Roma. Uil Fpl: “Il San Giovanni Addolorata rischia il collasso”

Roma. Uil Fpl: “Il San Giovanni Addolorata rischia il collasso”

Roma. Uil Fpl: “Il San Giovanni Addolorata rischia il collasso”
Stamani decine di lavoratori legati al sindacato Uil Fpl hanno distribuito dei volantini all’ingresso dell’ospedale per informarli della grave situazione in cui riversa l’azienda. “Annunciamo che i cittadini, che nelle prossime settimane, rivolgendosi a questa struttura potranno ricevere come risposta quella di non poter effettuare la prestazione perché sospesa o molto posticipata”.

“In questo volantino – sostiene in una nota il Segretario Aziendale e Territoriale della Uil Fpl A.O. San Giovanni Addolorata Alberto Checola – annunciamo che i cittadini, nelle prossime settimane, rivolgendosi a questa struttura sanitaria potranno ricevere come risposta quella di non poter effettuare la prestazione perché sospesa o molto posticipata.
 
“A testimonianza – prosegue – di quello che scriviamo  riportiamo i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici strumentali in questa azienda. Se si prova a contattare il Re.cup 803333 (Centro Unico prenotazioni della Regione Lazio)  per prenotare una Risonanza Magnetica Encefalo, o una RMN della colonna Lombosacrale, o una Ecografia del Capo e del Collo (compresa Ecografia della Tiroide), o una Mammografia Bilaterale, o una Ecografia mammaria o una Ecografia Cardiaca/Ecocardiogramma o un Ecocolordoppler Cardiaco a riposo o dopo Sforzo, i cittadini riceveranno come risposta che ‘Non è Possibile prenotarla’”.
 
Ma le condizioni non sono solo critiche  per gli esami diagnostici strumentali ma anche per le prime visite specialistiche. “Per una visita Endocrinologica – continua la nota – occorre attendere ben 210 giorni, mentre non risulta possibile prenotare la visita Ortopedica e quella Cardiologica.
Per quella Ginecologica occorre attendere 2 mesi ma esclusivamente per pazienti con diagnosi di ‘Endometriosi’ o ‘Poliabortività’. Per gli altri casi che rappresentano la stragrande maggioranza nulla”.
“La cosa è ancor più triste e grave – prosegue Checola – se si pensa che alcune di queste prestazioni in Libera Professione (a pagamento) nella stessa struttura si erogano a 3-4 giorni. Inoltre la dirigenza di questa Azienda, solo per eccesso di zelo nei confronti delle raccomandazioni della Regione Lazio che non ha avuto nemmeno il coraggio di metterle per scritto, ha deciso dei pesanti tagli alla Assistenza Sanitaria diretta alle persone che si ripercuoterà negativamente sulla loro vita e sulla loro salute”.
 
“Il 19 Novembre scorso – specifica Checola –  il nostro sindacato scrisse al Direttore Generale una lettera nella quale si chiedevano informazioni sul piano aziendale di riassetto e una urgente convocazione di un tavolo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali e la RSU, senza ottenere alcuna risposta. In questo piano sembra prevedersi in taluni casi l’integrazione e l’accorpamento di specialistiche affini, con una conseguente ridistribuzione delle risorse umane, in altri (come la UOC di degenza oculistica) addirittura la chiusura della stessa il venerdì e la riapertura il lunedì successivo (week surgery), senza conoscere peraltro il destino lavorativo dei dipendenti che vi prestano servizio. Il nuovo piano di organizzazione aziendale, se confermato nei contenuti, sembrerebbe  prevedere, tra l’altro, una forte chiusura di posti letto dedicati alla chirurgia programmata, con l’inevitabile trasferimento di attività verso le strutture private”.
 
“La Uil fpl dice basta a questo gioco al massacro. Come sta avvenendo in molte strutture pubbliche di Roma e Lazio, anche nell’A.O. San Giovanni Addolorata – conclude il Territoriale della Uil Fpl- promettiamo battaglia ad oltranza, adottando tutte le iniziative che si rendano necessarie per tutelare i lavoratori e i cittadini”.

14 Gennaio 2013

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