La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato mipomersen sodium come trattamento aggiuntivo alla dieta e ad altri trattamenti ipolipemizzanti, nel trattamento dell’ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH), al fine di ridurre il colesterolo LDL (LDL-C), l'apolipoproteina B (Apo B), il colesterolo totale (TC) ed il colesterolo non-HDL (non HDL-C). Per questo, la molecola verrà immessa in commercio e potrà essere utilizzata in un’unica somministrazione settimanale mediante iniezione sottocutanea, al dosaggio di 200mg. A darne annuncio Genzyme, società del gruppo Sanofi ed Isis Pharmaceuticals Inc, che ha sviluppato il farmaco.
L'ipercolesterolemia familiare omozigote è una rara malattia ereditariache provoca l'incapacità dell'organismo di rimuovere dal sangue il colesterolo LDL (spesso definito colesterolo “cattivo”) che conseguentemente raggiunge elevatissimi valori plasmatici. Negli Stati Uniti, l'HoFH, colpisce approssimativamente una persona ogni milione di abitanti esponendo i soggetti colpiti ad eventi cardiaci ed al decesso entro i 30 anni di età. “Le persone affette da ipercolesterolemia familiare omozigote possono non sembrare ammalate, ma vivono quotidianamente con il peso di questa rara malattia”, ha dichiarato Katherine Wilemon, Presidente e Fondatrice della FH Foundation "L'approvazione di mipomersen sodium rappresenta per i pazienti con HoFH una nuova speranza per il trattamento della loro malattia”.
L'approvazione di mipomersen sodium da parte dell'FDAsi è basata sullo studio clinico più ampio sinora condotto su pazienti con HoFH. Lo studio, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multi-centrico, ha arruolato 51 pazienti, di età compresa tra i 12 e i 53 anni, compresi 7 pazienti tra i 12 e i 16 anni, che erano mantenuti al massimo dosaggio tollerato della loro terapia ipolipemizzante. Il trattamento aggiuntivo con il farmaco ha ulteriormente ridotto i valori di LDL-C , in media, di 113 mg/dL, o del 25%, rispetto ad un basale di 439 mg/dL con la terapia pre-esistente ed ha ulteriormente ridotto anche tutte le altre particelle aterogeniche valutate nello studio. I dati di questi studio erano stati pubblicati nel marzo 2010 su The Lancet dal Professor Raal, della “University of the Witwatersrand” in Sud Africa.
I dati relativi agli eventi avversi di mipomersen sodium derivano dai risultati cumulativi di quattro studi di Fase 3, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, che hanno coinvolto complessivamente 390 pazienti, 261 dei quali hanno assunto un'iniezione settimanale sottocutanea di 200 mg di mipomersen sodium, mentre 129 pazienti hanno assunto placebo, per una durata mediana di trattamento di 25 settimane. Il 18% dei pazienti trattati con mipomersen sodium ed il 2% dei pazienti in placebo hanno interrotto la terapia per la comparsa di eventi avversi. Gli eventi avversi più comuni tra i pazienti trattati con mipomersen sodium che hanno comportato l'interruzione del trattamento e che si sono verificati con un rapporto, rispetto al placebo, superiore a 2/6 sono stati: reazioni nel sito di iniezione (5.0%), aumento dell'alanina aminotransferasi (ALT) (3.4%), sintomi simil-influenzali (2.7%), aumento dell'aspartato aminotransferasi (AST) (2.3%) ed anomalie dei test di funzionalità epatica(1.5%).
L'approvazione dell'FDA, comporterà un pagamento di 25 milioni di dollarida parte di Genzyme a favore di Isis. “Mipomersen sodium è il primo farmaco antisenso sistemico ad aver ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio ed è il risultato di due decadi di lavoro svolto per realizzare una nuova e più efficiente piattaforma tecnologico-farmaceutica. Come si evince dalla nostra ricca linea di farmaci in sviluppo, questa tecnologia di ricerca può essere applicata a diverse aree terapeutiche, compreso il trattamento di malattie rare e croniche, come l'HoFH”, ha spiegato Stanley T. Crooke, CEO di Isis. “Guardiamo con grande entusiasmo alla continuazione della collaborazione con Genzyme affinché il lancio commerciale di mipomersen sodium porti alla sua introduzione sul mercato a livello internazionale”. Stesso entusiasmo condiviso da Genzyme, ed espresso tramite le parole del suo presidente e CEO David Meeker:“L'approvazione di mipomersen sodium è una grande notizia per i pazienti con HoFH che necessitano di nuove opzioni terapeutiche per questa rara malattia, spesso difficile da diagnosticare”, ha commentato.
Un’approvazione che viene accolta con positività anche nel nostro paese.“L’ipercolesterolemia familiare, soprattutto nella sua forma omozigote, è un problema medico di difficile gestione anche in Italia, paese che vanta uno dei gruppi di studio collaborativi di riferimento a livello globale”, ha poi aggiunto Alberico Catapano, Direttore Generale Fondazione SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi). “Grazie al progetto LIPIGEN da noi patrocinato e coordinato dal professor Maurizio Averna, i pazienti italiani hanno accesso ad un servizio di diagnosi molecolare certa e la comunità scientifica può giovarsi di un’attività educazionale che ha contribuito a rendere sempre più percepito il grave rischio cardiovascolare che queste persone corrono se non trattate in modo appropriato. La disponibilità di farmaci innovativi quali mipomersen consente di intravedere una significativa possibilità terapeutica per un gruppo di pazienti tutt’ora esposto a gravi conseguenze cliniche nonostante l’adozione di complessi regimi di trattamento”.