Alla Asl di Viterbo arriva Tobia, un percorso facilitato per i pazienti con bisogni specifici

Alla Asl di Viterbo arriva Tobia, un percorso facilitato per i pazienti con bisogni specifici

Alla Asl di Viterbo arriva Tobia, un percorso facilitato per i pazienti con bisogni specifici

Il modello di assistenza avanzata e personalizzata per facilitare l’accesso alle cure alle persone con disabilità intellettiva e neuromotoria approda nella Tuscia. Interesserà progressivamente tutti i servizi ospedalieri e territoriali della Asl. Maselli: “Questo significa diffondere una cultura di inclusione sociale”.

Presentato, presso l’ospedale Santa Rosa di Viterbo, dall’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, il progetto Tobia, il modello organizzativo dedicato alla presa in carico delle persone con disabilità complessa partito da Roma e in diffusione man mano in tutte le Asl della Regione.

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha avuto modo di visitare le stanze dedicate al servizio Tobia, individuate all’interno del reparto di Chirurgia a ciclo breve: ambienti pensati per garantire accoglienza, comfort e adeguate condizioni assistenziali ai pazienti con bisogni specifici. Successivamente, Maselli ha incontrato gli operatori della Centrale operativa territoriale aziendale (Cot A), struttura che svolge un ruolo strategico nella rete Tobia, raccogliendo le richieste provenienti dal territorio, effettuando una prima valutazione dei bisogni e orientando il paziente verso il percorso assistenziale più appropriato, in raccordo con i servizi ospedalieri e territoriali.

Il progetto è stato quindi illustrato dal direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, e dalla direttrice sanitaria aziendale, Assunta De Luca, alla presenza delle associazioni di volontariato, dei professionisti sanitari e degli operatori aziendali.

Il progetto Tobia (Team operativo per i bisogni individuali assistenziali) si inserisce nell’ambito della Rete Tobia della Regione Lazio – Dama Integrata (Disabled advanced medical assistance) ed è finalizzato a garantire percorsi assistenziali ad elevata integrazione socio sanitaria rivolti a persone con disabilità di diversa gravità, attraverso un modello organizzativo centrato sulla persona, capace di adattare il percorso di cura alle specifiche esigenze del paziente. In particolare, il progetto consente di attivare percorsi personalizzati per l’accesso a visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri programmati e prestazioni ospedaliere o territoriali, con il coordinamento di un’équipe multidisciplinare e il supporto della Centrale operativa, che rappresenta il punto di riferimento per l’organizzazione e la gestione della presa in carico.

La rete è già in fase di attivazione e si caratterizzerà nei prossimi mesi per un progressivo radicamento nella Asl di Viterbo, attraverso il coinvolgimento dei servizi ospedalieri, delle strutture territoriali e dei professionisti aziendali, con l’obiettivo di garantire un sistema sempre più accessibile, inclusivo e vicino ai bisogni delle persone e delle loro famiglie.

“Oggi abbiamo presentato – dichiara in una nota il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi – un modello di assistenza più inclusivo, capace di rispondere in modo concreto e strutturato ai bisogni delle persone con disabilità complessa. Stiamo costruendo una rete organizzativa che mette al centro la persona e che consentirà di garantire percorsi di cura più appropriati, coordinati e accessibili, riducendo le difficoltà di accesso ai servizi sanitari e assicurando una presa in carico personalizzata, continua e di prossimità”.

“Il progetto Tobia rappresenta un’evoluzione significativa nel nostro modo di organizzare l’assistenza – afferma la direttrice sanitaria aziendale, Assunta De Luca – perché consente di definire percorsi costruiti su misura per le persone con disabilità, grazie al lavoro integrato tra ospedale e territorio e al coordinamento della Centrale operativa. Ad oggi sono già attivi importanti servizi. Penso, ad esempio, alla presa in carico dei bisogni di salute odontoiatrici, pediatrici e, in fase di attivazione, anche i servizi di diagnostica”.

“Il progetto Tobia è un esempio di vera integrazione socio-sanitaria – conclude Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio -, realizzato su tutto il territorio regionale, che ci permette di saper accogliere ed assistere persone con disabilità grave e gravissima non collaborante, in un ambiente diverso da quello classico ospedaliero. Il tutto grazie ad un’equipe multidisciplinare formata da medici, infermieri, psicologi, OSS, e assistenti sociali. Questo significa diffondere una cultura di inclusione sociale. Tutti i centri Tobia, inoltre, seguono linee guida condivise nella cabina di regia e approvate in Giunta regionale, grazie alle quali funzionano tutti alla stessa maniera. Un altro obiettivo importante che stiamo raggiungendo per abbattere le barriere, prima di tutto culturali e sociali ma anche assistenziali, per far sì che la nostra regione sia sempre più inclusiva”.

10 Marzo 2026

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