Disabilità complessa non collaborante. Al CTO di Roma apre il Centro Tobia

Disabilità complessa non collaborante. Al CTO di Roma apre il Centro Tobia

Disabilità complessa non collaborante. Al CTO di Roma apre il Centro Tobia

L’apertura dei nuovi spazi segna la nascita di un luogo completamente ristrutturato, ripensato nei percorsi e nell’impatto visivo, capace di offrire un ambiente più accessibile, più umano e più vicino ai bisogni di pazienti che richiedono un’assistenza particolarmente delicata.

Con l’inaugurazione del nuovo Centro Tobia all’Ospedale CTO Andrea Alesini, la ASL Roma 2 completa oggi un passaggio strategico nel rafforzamento dei percorsi di assistenza integrati riservati ai disabili gravi, gravissimi e alle persone non autosufficienti. È un traguardo che consolida un modello sanitario fondato sulla presa in carico globale, sulla continuità delle cure e su un’idea di ospedale sempre più attenta alla dignità della persona.

Ad accogliere l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, è stato il Direttore Sanitario della ASL Roma 2, Maria Cedrola, insieme allo staff medico e infermieristico del presidio. L’apertura dei nuovi spazi segna la nascita di un luogo completamente ristrutturato, ripensato nei percorsi e nell’impatto visivo, capace di offrire un ambiente più accessibile, più umano e più vicino ai bisogni di pazienti che richiedono un’assistenza particolarmente delicata. Presenti all’inaugurazione anche l’on. Luciano Ciocchetti, Vice presidente della XII Commissione (Affari Sociali) della Camera dei Deputati ed il presidente del VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

Il valore del Centro Tobia, infatti, va ben oltre la qualità degli ambienti. A rendere davvero efficace questo servizio è la presenza di professionalità altamente formate, chiamate a seguire passo dopo passo i percorsi assistenziali dei pazienti non collaboranti o in condizioni cliniche e relazionali complesse. Medici, infermieri e figure interdisciplinari lavorano secondo protocolli ormai assunti come riferimento in tutta la Regione, con l’obiettivo di garantire universalità, appropriatezza ed equità di trattamento.

Il nuovo centro è pensato come punto di riferimento trasversale per tutti i reparti ospedalieri, in modo da supportare la gestione dei casi più critici e difficili con strumenti organizzativi adeguati e competenze specialistiche mirate. In questa visione, il paziente fragile non viene più affrontato come eccezione, ma come parte di un modello strutturato, in cui ogni bisogno riceve una risposta coordinata, competente e rispettosa.

“Il percorso Tobia – spiega la Asl Roma 2 in una nota – rappresenta oggi uno dei modelli assistenziali più innovativi sul territorio regionale. Nato per la presa in carico delle persone con disabilità, è destinato ad allargarsi progressivamente anche ad altre fragilità, dalle disabilità minori agli anziani con comorbilità importanti. È qui che il senso dell’inaugurazione assume un significato più ampio, perché il Centro Tobia del CTO non apre soltanto nuovi spazi, ma conferma una direzione precisa della sanità pubblica, quella che mette al centro le fragilità, riconosce la complessità e trasforma l’assistenza in prossimità concreta, competenza e presenza”.

“Ringrazio la Regione Lazio per aver strutturato questo progetto di cura delle persone più fragili, persone che non hanno bisogno solo di essere accompagnate, ma spesso di essere sostenute perché anche i caregiver devono potersi presentare al sistema sanitario. Come Direzione siamo molto attenti a questi percorsi. Per noi, come ASL Roma 2, questa apertura è forse la più integrata: è dentro una Casa della Comunità ed è dentro un ospedale. In questo modo racchiude lo spirito fondamentale del progetto, quello di unire servizi, professionisti e luoghi”, le parole del Direttore Sanitario Maria Cedrola.

“Questi centri Tobia non sono nati a compartimenti stagni: abbiamo fatto linee guida, istituito una cabina di regia, costruito una piattaforma regionale sul sito Salute Lazio per operatori e famiglie, per scambiarsi best practice e informazioni. È fondamentale il ruolo del medico di base, del pediatra e dello specialista, ma nelle linee guida abbiamo previsto anche l’accesso diretto, perché nessuno deve restare senza risposta. Abbiamo lavorato molto sulla formazione. Con risorse FSE, 400 mila euro, portiamo moduli formativi itineranti per guardare al futuro. Questa è una macchina nuova: serve rodaggio e miglioramento continuo anche grazie alle vostre osservazioni” ha dichiarato l’Assessore Massimiliano Maselli.

26 Marzo 2026

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