Lazio. Confintesa Sanità: “Ridurre l’addizionale regionale Irpef ai lavoratori del SSR per frenare la fuga di personale”

Lazio. Confintesa Sanità: “Ridurre l’addizionale regionale Irpef ai lavoratori del SSR per frenare la fuga di personale”

Lazio. Confintesa Sanità: “Ridurre l’addizionale regionale Irpef ai lavoratori del SSR per frenare la fuga di personale”

Il sindacato chiede “un atto di coraggio politicoPerché spesso la politica si nasconde dietro i vincoli dei contratti nazionali, ma sulle tasse regionali la Giunta ha piena autonomia e spazio di manovra. Tagliare le tasse a chi garantisce il diritto costituzionale alla salute non è un costo, ma un investimento vitale”.

Una misura shock sulla leva fiscale regionale per restituire dignità economica ai professionisti della salute e salvare la sanità pubblica del Lazio dal collasso. È la richiesta ufficiale depositata oggi da Confintesa Sanità e indirizzata al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e ai vertici dell’assessorato alla Sanità.

La sigla sindacale chiede formalmente alla Giunta Regionale l’applicazione immediata di una riduzione mirata dell’addizionale regionale IRPEF per tutto il personale del Servizio Sanitario Regionale (infermieri, ostetriche, professioni tecnico-sanitarie, OSS, personale amministrativo e dirigenza).

“Il personale della sanità laziale è allo stremo – dichiara in una nota la segreteria regionale di Confintesa Sanità – schiacciato da carichi di lavoro insostenibili, una cronica carenza di organico e stipendi tra i più bassi d’Europa, ulteriormente erosi dall’inflazione e dal costo della vita. Di fronte a questo scenario, la Regione Lazio ha il dovere di utilizzare gli strumenti in suo possesso per dare una risposta immediata. Ridurre l’addizionale IRPEF per il comparto sanità significa una sola cosa: aumentare direttamente e concretamente il salario netto in busta paga dei lavoratori, senza dover aspettare i tempi biblici dei rinnovi contrattuali.”

Secondo Confintesa Sanità, l’alleggerimento della pressione fiscale regionale sul settore è una manovra necessaria e non più rimandabile per tre motivi strategici:
1 Tutela del potere d’acquisto: ridare ossigeno economico alle famiglie dei dipendenti sanitari.
2 Attrattività del SSR Lazio: rendere i contratti pubblici del Lazio fiscalmente più leggeri e competitivi per frenare la “fuga in massa” del personale verso il privato o verso l’estero.
3 Tenuta dei servizi ai cittadini: solo garantendo il benessere economico e organizzativo dei professionisti si eviterà lo svuotamento dei reparti e il blocco delle prestazioni.

“Spesso la politica si nasconde dietro i vincoli dei contratti nazionali, ma sulle tasse regionali la Giunta ha piena autonomia e spazio di manovra” – incalza il sindacato. “Chiediamo un atto di coraggio politico. Tagliare le tasse a chi garantisce, giorno e notte, il diritto costituzionale alla salute nel Lazio non è un costo per la collettività, ma un investimento vitale per il futuro e la sicurezza del nostro sistema sanitario. Ci aspettiamo che la Pisana recepisca immediatamente questa nostra istanza e vari i provvedimenti necessari”.

09 Giugno 2026

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