Bernini: “Più integrazione tra medici universitari e ospedalieri, basta automatismi nella formazione e negli incarichi”
Il rapporto tra università e Ssn, il ruolo delle aziende ospedaliero-universitarie, la formazione specialistica e la necessità di superare logiche di compartimenti stagni. Sono questi i temi al centro dell’intervento della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, al Congresso nazionale dell’Anaao Assomed, dove ha riconosciuto la fondatezza delle criticità sollevate dal sindacato medico e annunciato di aver riaperto il confronto su alcuni dei nodi più delicati che riguardano il rapporto tra medici universitari e ospedalieri.
“Riconosco la giustezza delle vostre argomentazioni”, ha affermato la ministra, riferendosi in particolare al tema del rapporto tra università e Ssn e alle aziende ospedaliero-universitarie. “Ho riaperto il dibattito perché riconosco la giustezza delle vostre argomentazioni sugli automatismi, sulla clinicizzazione, sul medico ospedaliero, sul rapporto tra medico universitario e medico ospedaliero e vedo come questo rapporto non abbia ancora raggiunto il giusto livello di equilibrio”.
Bernini ha spiegato di aver deciso di approfondire ulteriormente il lavoro istruttorio proprio per affrontare queste criticità. “Per questo ho fatto un surplus di istruttoria”, ha sottolineato, aggiungendo di condividere anche le richieste avanzate dall’Anaao sul fronte della trasparenza negli incarichi. “Sono giuste le vostre esigenze di trasparenza degli incarichi perché anche in questo caso non possono esistere automatismi”.
La ministra ha inoltre evidenziato il miglioramento del confronto tra le parti negli ultimi mesi. “La qualità di quello che stiamo producendo è molto migliorata, ci siamo capiti e abbiamo cominciato ad ascoltarci reciprocamente”, ha detto, ringraziando il segretario nazionale dell’Anaao Assomed per il lavoro svolto nel dialogo con il Ministero.
Formazione specialistica: “Lo specializzando non è uno studente” Ampio spazio dell’intervento è stato dedicato alla formazione medica specialistica. Per Bernini, gli interventi attualmente in discussione in Parlamento rappresentano un passaggio necessario ma non esauriscono il problema.
“Quello che si sta facendo in Parlamento è doveroso ma riguarda più le scuole di specialità che la natura della formazione dello specializzando”, ha osservato.
La ministra ha ricordato le misure adottate dal Governo negli ultimi anni, a partire dall’aumento delle risorse economiche e dei contratti di formazione specialistica. “Abbiamo usato la leva economica, abbiamo cercato di aumentare gli incentivi sulla parte fissa e sulla parte variabile, abbiamo aumentato i contratti di formazione per gli specializzandi”.
Secondo Bernini, tuttavia, il punto centrale riguarda il modello formativo. “Lo specializzando non può essere e non è uno studente”, ha affermato. “È il soggetto che partecipa alla vita del reparto e partecipando alla vita del reparto ha il diritto e il dovere di formarsi, ma il diritto a essere formato non come il sostituto in caso di carenza di personale all’interno del reparto”.
Per la ministra, il medico in formazione specialistica deve poter contare su un’offerta formativa di elevata qualità, costruita attraverso la collaborazione tra università e ospedale. “Ha diritto a un’alta qualità dell’offerta formativa che non è erogata solo dal medico universitario, ma dal medico universitario e dal medico ospedaliero. Questa è la mia profonda convinzione e io lo dico qui e in ogni luogo”.
Medicina cambiata, servono integrazione e nuovi modelli Nella parte conclusiva del suo intervento, Bernini ha richiamato i profondi cambiamenti che hanno interessato il sistema sanitario e la pratica clinica negli ultimi anni. “Da quando sono arrivata nel 2022 sono cambiate le tecnologie, è cambiato il modo di fare medicina, è cambiato l’approccio con il paziente, sono cambiate le esigenze di salute e il bisogno di salute”.
Un’evoluzione che, secondo la ministra, impone un ripensamento dei modelli organizzativi e formativi. “C’è una medicina di prossimità e c’è una medicina profilata in maniera molto più sartoriale sulle esigenze dei pazienti”. Un cambiamento che Bernini ha attribuito anche al lavoro svolto dai professionisti sanitari e alla capacità di trasferire rapidamente l’innovazione nella pratica clinica. “La medicina traslazionale l’avete fatta voi, dal laboratorio al lettino”.
Da qui la necessità di rafforzare l’integrazione tra i diversi attori del sistema. “Sono tutte esigenze che devono essere soddisfatte attraverso un lavoro di integrazione, non di definizione di confini”, ha affermato. “Se si continuano a definire i confini e ognuno rimane nella propria giurisdizione, i nostri destinatari finali, tutti i soggetti destinatari di cura e soprattutto gli specializzandi che si formano attraverso l’erogazione di questa cura, non saranno soddisfatti”.
Un messaggio che la ministra ha concluso con un impegno diretto nei confronti della categoria: “Contate su di me”.
18 Giugno 2026
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