Rebibbia. Regione approva delibera per realizzazione Casa della Comunità all’interno dell’istituto penitenziario

Rebibbia. Regione approva delibera per realizzazione Casa della Comunità all’interno dell’istituto penitenziario

Rebibbia. Regione approva delibera per realizzazione Casa della Comunità all’interno dell’istituto penitenziario

La ASL Roma 2 si assume interamente, tramite la Regione Lazio, l’onere economico e gestionale legato all’allestimento degli spazi, alla fornitura dei macchinari e all’erogazione delle prestazioni sanitarie. L’azienda copre i costi operativi relativi al personale medico, infermieristico e agli specialisti coinvolti.

Anche il carcere di Rebibbia avrà la sua Casa della Comunità. La Giunta regionale del Lazio, su proposta del presidente Francesco Rocca, ha, infatti, votato la delibera con la quale si approva il protocollo d’intesa tra Dap (dipartimento Amministrazione penitenziaria), Asl Roma 2 e Regione Lazio, per la concessione ad uso gratuito dei locali del “fabbricato A” del carcere di Rebibbia, per la realizzazione del Poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”.

Il polo sanitario penitenziario “Casa di Comunità” all’interno del complesso carcerario di Roma Rebibbia nasce, come detto, da un protocollo d’intesa strategico tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la ASL Roma 2. Si tratta di una sperimentazione innovativa, avviata in chiave operativa a partire da agosto 2025, per estendere il modello assistenziale del Servizio Sanitario Nazionale (regolato dal DM 77/2022) direttamente all’interno delle mura del carcere.

La Asl Roma 2 è già responsabile del servizio sanitario realizzato all’interno della Casa di reclusione dell’istituto penitenziario di Rebibbia. Il 17 luglio scorso la Asl Roma 2 ha chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio il finanziamento di 3.642.872 euro con il quale realizzare il progetto.

“La Casa della Comunità di Rebibbia – sottolinea Francesco Rocca – è un atto di civiltà, voluto dalla nostra Giunta, non solo a tutela dei detenuti, ai quali va garantito un equo accesso alle cure sanitarie ma, soprattutto, di chi opera all’interno della struttura. Un luogo di cura all’interno di un carcere garantisce una convivenza più serena che agevola anche il processo di reinserimento sociale di chi si trova a scontare una pena. Quando mi sono insediato ho trovato una situazione sconcertante rispetto alla sanità carceraria che è un diritto costituzionale ed è, in particolar modo, lo specchio del livello di progresso civile di una comunità”.

Gli obiettivi e le caratteristiche del progetto sono:

  • Sanità di prossimità equa: Il progetto punta ad assicurare ai detenuti gli stessi standard di equità, universalità e dignità assistenziale previsti per i cittadini liberi sul territorio.
  • Gestione dei disturbi da uso di sostanze: Una delle aree di intervento prioritarie riguarda i detenuti tossicodipendenti. L’inserimento di terapie farmacologiche avanzate a rilascio prolungato riduce le criticità della somministrazione quotidiana e libera tempo per percorsi di counseling e supporto psicologico.
  • Riduzione delle barriere: La struttura opera integrando i servizi medici, specialistici e infermieristici interni, riducendo la necessità di trasferimenti esterni protetti e migliorando la continuità terapeutica.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si fa carico della componente immobiliare e degli spazi cedendo a titolo completamente gratuito alla ASL alcune aree interne al plesso carcerario. Questo azzera i costi legati all’acquisto o alla locazione delle superfici per la struttura.

La ASL Roma 2 si assume interamente, tramite la Regione Lazio, l’onere economico e gestionale legato all’allestimento degli spazi, alla fornitura dei macchinari e all’erogazione delle prestazioni sanitarie. L’azienda copre i costi operativi relativi al personale medico, infermieristico e agli specialisti coinvolti.

L’iniziativa rientra nella rete aziendale della sanità territoriale che sfrutta i fondi strutturali dedicati alla sanità di prossimità (DM 77/2022). I fondi di investimento per la riorganizzazione della rete assistenziale della ASL Roma 2 attingono direttamente agli stanziamenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che finanzia la nascita delle Case della Comunità nel territorio per colmare i divari nelle aree a maggiore deprivazione.

La validità del contratto di concessione ad uso gratuito è trentennale rinnovabile per periodi di ulteriori venti anni.

24 Luglio 2026

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