Magi (Sumai Assoprof): “Un modello che dimostra quanto la specialistica ambulatoriale sia il pilastro della sanità territoriale”
“La realizzazione della Casa di Comunità all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia rappresenta un segnale concreto della volontà di rafforzare la sanità territoriale anche nei contesti più complessi e fragili del Paese”. Lo dichiara, in una nota, Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof.
“Esprimiamo il nostro apprezzamento al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al Direttore Generale della ASL Roma 2 e a tutto il Dipartimento che ha seguito il progetto per aver trasformato un impegno in una realtà concreta. È un investimento che mette al centro il diritto alla salute e dimostra come le Case di Comunità possano diventare il punto di riferimento dell’assistenza territoriale anche in ambito penitenziario”.
“Questa iniziativa conferma una convinzione che il Sumai Assoprof sostiene da sempre: le Case di Comunità possono funzionare soltanto se vengono dotate delle professionalità necessarie. Tra queste, la specialistica ambulatoriale interna rappresenta un elemento imprescindibile. Gli specialisti ambulatoriali convenzionati operano da oltre cinquant’anni sul territorio, conoscono i bisogni assistenziali della popolazione e sono la componente più idonea a garantire visite, diagnostica, presa in carico delle patologie croniche, prevenzione, telemedicina e continuità delle cure”.
“Le Case di Comunità non possono essere semplici contenitori edilizi. Devono diventare luoghi nei quali il cittadino trovi risposte tempestive e integrate grazie al lavoro di équipe multiprofessionali, nelle quali gli specialisti ambulatoriali convenzionati costituiscono uno dei pilastri dell’assistenza insieme ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli infermieri e alle altre professioni sanitarie”.
Per il Sumai Assoprof, l’esperienza di Rebibbia rappresenta un modello organizzativo da sviluppare e replicare.
“È adesso necessario passare rapidamente dalla realizzazione delle strutture alla piena attivazione dei servizi, investendo sul personale e valorizzando tutte le professionalità già presenti nel Servizio sanitario nazionale. La specialistica ambulatoriale convenzionata è immediatamente disponibile a dare il proprio contributo, senza necessità di creare nuovi modelli organizzativi, ma rafforzando una rete assistenziale che ogni giorno eroga milioni di prestazioni ai cittadini”.
“Se vogliamo ridurre realmente le liste d’attesa, garantire la presa in carico dei pazienti cronici e rendere operative le Case di Comunità previste dal PNRR e dal DM 77, occorre investire con decisione sulla specialistica ambulatoriale interna. La Casa di Comunità di Rebibbia dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e valorizzano le competenze presenti nel Servizio sanitario nazionale, è possibile realizzare una sanità di prossimità moderna, efficiente e realmente vicina ai cittadini, anche a quelli più fragili”.
24 Luglio 2026
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