Medicina generale. Fimmg Piemonte: “300 posti per il corso ma 288 adesioni. Occorre rendere attrattiva la professione”

Medicina generale. Fimmg Piemonte: “300 posti per il corso ma 288 adesioni. Occorre rendere attrattiva la professione”

Medicina generale. Fimmg Piemonte: “300 posti per il corso ma 288 adesioni. Occorre rendere attrattiva la professione”

“Mancano già nella nostra regione 685 medici di famiglia”, fa sapere Roberto Venesia, segretario Fimmg Piemonte. “Servono misure per rendere attrattiva la professione a partire dal corso e una borsa di studio aggiuntiva regionale che vincoli i vincitori del concorso a rimanere a lavorare sul nostro territorio”.

Scaduto alle 13:00 il bando per il Corso di Formazione 2026-2029 per diventare Medici di Medicina Generale: 300 le borse di studio bandite in Regione Piemonte, 288 le adesioni. Un dato che è il riflesso di quanto la professione sia oggi poco attrattive, secondo la Fimmg Piemonte, che chiede misure, anche regionali, per valorizzare la medicina generale e i giovani che intendono intraprenderla.

“Mancano nella nostra regione 685 medici di Famiglia (MMG) rispetto a un rapporto ottimale medico/paziente per la popolazione. Ottimale significa, oggi, anche avere un numero di pazienti tale da lasciare spazio e ore compatibili con la presenza del professionista in Casa di comunità senza andare in sovraccarico di lavoro”, spiega Roberto Venesia, segretario Fimmg Piemonte.

“La carenza strutturale di MMG rappresenta una criticità crescente per il sistema sanitario regionale – aggiunge -, con ricadute dirette sull’accesso alle cure, sulla continuità assistenziale, sulla sostenibilità dei bilanci regionali e sull’equità territoriale. L’attuale carenza dei medici di famiglia è legata ad errori di programmazione che risalgono ormai a 15 anni. Era facilmente prevedibile che ci sarebbero stati pensionamenti di una larga parte di colleghi e si doveva prevedere prima, come diciamo da anni. L’attuale carenza, però, rischia di allargarsi perché, considerando che il corso è triennale, altri colleghi andranno in pensione”.

Inoltre, sottolinea Roberto Venesia, “dobbiamo fare i conti con gli abbandoni stimabili tra il 30% e il 60% dei Medici concorrenti ancor prima del test di ammissione fissato per il 21 ottobre 2026 e un prevedibile fisiologico 15% nel primo anno e questo perché attratti da altro considerato più conveniente. In presenza di questa crisi e con questi numeri serve più attenzione e provvedimenti di emergenza. In primis il rispetto dei tempi di programmazione previsti, le Regioni e il Ministero ogni volta continuano a ritardare questo bando, anche quest’anno 5 mesi di ritardo, non determinando, così, un’offerta annuale strutturata, come deve essere. Ma come si fa ad attrarre una popolazione di giovani se non è chiaro il loro destino? Quindi chiediamo graduatorie rapide, valorizzazione dei vincitori e immediata partenza dei corsi nelle Regioni”.

Corso che, per il segretario regionale Fimmg Piemonte, “deve essere adeguatamente finanziato per essere più qualificante, moderno e attrattivo, con strutture dedicate e strumenti didattici innovativi, affiancando alla formazione teorica modelli innovativi di formazione lavoro. Ma per superare le carenze serve anche rendere più attraente questa professione, a partire dall’università. Durante il corso lo studente deve sapere che esiste la medicina generale. La materia deve avere lo spazio che gli compete rispetto agli obiettivi formativi di un medico, in modo da convincere i giovani del valore di questa disciplina che, al pari delle altre, deve essere considerata di serie A”.

Vanesia propone da subito un Tavolo operativo tra Regione, Università, rappresentanze dei Medici e Ordini Professionali per esaminare insieme i possibili percorsi. “E serve una retribuzione in linea, che valorizzi il merito e gli obiettivi. Per questo ritorno a chiedere per il triennio 26/29 una borsa di studio aggiuntiva regionale che vincoli i vincitori del concorso a completare il triennio formativo e a rimanere a lavorare sul nostro territorio per le nostre comunità”.

28 Luglio 2026

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