Ortottista di primo livello in Lombardia Commissione d’Albo Milano: “Il nostro ruolo a presidio della salute visiva”

Ortottista di primo livello in Lombardia Commissione d’Albo Milano: “Il nostro ruolo a presidio della salute visiva”

Ortottista di primo livello in Lombardia Commissione d’Albo Milano: “Il nostro ruolo a presidio della salute visiva”

Per Davide Vaglia il progetto promosso da Regione Lombardia “rappresenta un segnale importante e positivo per la riorganizzazione dei percorsi di salute visiva e per la valorizzazione della professione”. Catania (Fno Tsrm e Pstrp): “Non un punto d’arrivo, ma un passo nella direzione giusta, e non solo a livello regionale”.

Soddisfazione da parte del presidente della Commissione d’Albo Ortottisti dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, Davide Vaglia, sul progetto di riorganizzazione dell’assistenza oculistica di Regione Lombardia, che prevede il coinvolgimento della figura dell’Ortottista nella valutazione di primo livello dei pazienti.

“L’avvio del progetto promosso da Regione Lombardia rappresenta un segnale importante e positivo per la riorganizzazione dei percorsi di salute visiva e per la valorizzazione della professione” commenta Vaglia in una nota. “Come professionisti non possiamo che accogliere con entusiasmo questa attenzione verso competenze centrali per il nostro profilo. Prevenzione, valutazione funzionale, studio della motilità oculare e della visione binoculare e riabilitazione rappresentano da sempre il cuore dell’attività dell’Ortottista”.

Anche il presidente dell’Ordine e della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP, Diego Catania, accoglie con favore l’iniziativa: “È una riprova del fatto che le competenze che abbiamo sempre presentato, nelle opportune sedi istituzionali, come strumento di potenziamento della sanità territoriale, rappresentano a tutti gli effetti un valore aggiunto e un fattore chiave per l’ottimizzazione del sistema. In questo caso parliamo dell’Ortottista, figura di riferimento per la prevenzione e la riabilitazione visiva, ma ci sono tanti altri profili che, grazie all’elevato grado di specializzazione che li caratterizza, possono assumere un ruolo mirato nei percorsi di presa in carico, contribuendo all’allentamento della pressione sul sistema e alla tempestività e accuratezza della risposta al paziente”.

Due le linee su cui si articola il progetto: per l’area pediatrica, l’introduzione di uno screening ortottico ambulatoriale in età pre scolare; per gli adulti, la presa in carico ortottica delle richieste di valutazione per calo visus e necessità di prescrizione o aggiornamento di lenti correttive.
Commenta Vaglia: “Particolarmente interessante è il ritorno al percorso pediatrico, nel quale l’individuazione e la gestione dell’ambliopia, dello strabismo e dei disturbi della visione binoculare sono da sempre parte dello screening ortottico. Il progetto può quindi rappresentare una preziosa occasione per dare maggiore visibilità e struttura a competenze già consolidate, senza però limitare la percezione della professione alla sola funzione di ‘primo livello’. È importante continuare a valorizzare anche gli altri ambiti nei quali l’Ortottista esprime quotidianamente la propria professionalità, come la gestione dei disturbi della visione binoculare e della diplopia nell’adulto”.

Il presidente della CdA Ortottisti mette in luce, inoltre, la necessità di salvaguardare la responsabilità e l’autonomia professionale di ogni figura coinvolta, nella prospettiva di una migliore integrazione tra professionisti: “Anche nel percorso dell’adulto la valutazione ortottica può contribuire a rendere più appropriato l’accesso alle prestazioni. Proprio per questo, sarà importante che il concetto di ‘filtro’ venga inteso come un vero primo livello di valutazione all’interno di un percorso condiviso, e non semplicemente come uno strumento per alleggerire le agende oculistiche. La sperimentazione potrà esprimere pienamente il proprio valore se sarà accompagnata da modalità operative e criteri di invio chiari e condivisi”.

Conclude il presidente Catania: “Auspico che questa iniziativa rappresenti non un punto d’arrivo, ma un passo nella direzione giusta, e non solo a livello regionale. È bene che i professionisti siano coinvolti in percorsi sperimentali in grado di metterne in luce l’importanza, ma occorre ricordare che le loro competenze sono sempre state al servizio del sistema salute: una risorsa non tanto da scoprire, quanto da potenziare e da riconoscere pienamente”.

04 Settembre 2026

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