Barcaiuolo: “Il Governo Meloni ha già ridotto del 75% il conto per le imprese”
“Fa piacere leggere che anche la Regione Emilia-Romagna abbia finalmente riconosciuto l’insostenibilità del meccanismo del payback sui dispositivi medici e chieda oggi una soluzione definitiva”. Così Michele Barcaiuolo, senatore di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale di FdI in Emilia-Romagna, interviene nel dibattito sul payback dei dispositivi medici.
Il parlamentare richiama però le responsabilità politiche sulla nascita del meccanismo. “C’è un dato che Vincenzo Colla e Massimo Fabi non possono dimenticare: il meccanismo del payback è stato introdotto negli anni dei Governi di centrosinistra, con il Partito Democratico protagonista al Governo del Paese”, afferma.
Per Barcaiuolo si tratta di “una norma profondamente sbagliata”, che avrebbe finito per scaricare sulle imprese una parte delle conseguenze dello sforamento della spesa pubblica, producendo negli anni “incertezza, contenziosi e richieste economiche insostenibili”.
“Singolare che il Pd scopra oggi il problema”
Secondo il senatore di Fratelli d’Italia, è “singolare” che proprio il Partito Democratico e le amministrazioni che per anni hanno sostenuto quella stagione politica denuncino oggi l’insostenibilità del sistema “senza ricordare chi quel problema lo ha creato”.
“A differenza di chi oggi si limita a denunciare una situazione che ha contribuito a determinare, il Governo Meloni è intervenuto concretamente”, sostiene Barcaiuolo.
Il riferimento è alla riduzione del peso del payback relativo al pregresso, che, secondo il parlamentare, grazie all’intervento del Governo e della maggioranza di centrodestra sarebbe stato di fatto abbattuto del 75%, chiedendo alle imprese il pagamento di una quota pari al 25% di quanto originariamente richiesto.
Focus sul biomedicale di Mirandola
Barcaiuolo sottolinea l’importanza del tema per l’Emilia-Romagna e, in particolare, per il polo biomedicale di Mirandola, definito “uno dei principali distretti europei del settore”.
Per il senatore, questo comparto strategico non può essere lasciato nell’incertezza né penalizzato da meccanismi normativi ritenuti sbagliati.
Il payback sui dispositivi medici, sostiene, rischia infatti di incidere sulla competitività delle imprese e sulla capacità del sistema di garantire continuità e innovazione nelle forniture al Servizio sanitario nazionale.
“Il lavoro non è concluso”
Barcaiuolo riconosce che il percorso non è terminato. “Il lavoro non è concluso”, afferma, spiegando che il Governo è impegnato a individuare anche per i prossimi anni una soluzione strutturale.
L’obiettivo dichiarato è superare definitivamente un sistema che, secondo Fratelli d’Italia, non può continuare a mettere a rischio la competitività delle imprese e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
“Bene chiedere il superamento, ma si riconoscano le responsabilità”
Il senatore si rivolge quindi alla Regione Emilia-Romagna: “Bene chiedere oggi il superamento del payback. Siamo d’accordo”.
Allo stesso tempo, aggiunge, “sarebbe altrettanto corretto riconoscere che questa norma folle è nata con il centrosinistra e con il Partito Democratico al Governo e che è stato invece il Governo guidato da Giorgia Meloni a intervenire concretamente per ridurre del 75% il peso del pregresso sulle imprese”.
“La differenza è semplice”, conclude Barcaiuolo: “Chi ha contribuito a creare il problema oggi lo denuncia; noi, dopo averlo ereditato, abbiamo già iniziato a risolverlo e continueremo a lavorare per superarlo definitivamente”.
09 Settembre 2026
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