Anaao: “Carriere, prestazioni aggiuntive, orario e reperibilità. Il 22 settembre capiremo se ci sono ancora margini per la firma”
È ripartita dopo la pausa estiva la trattativa per il rinnovo del contratto della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria. Il confronto ha consentito di fare il punto sugli aspetti già modificati nella bozza e, soprattutto, sulle questioni che restano ancora aperte per i sindacati.
A tracciare il quadro è il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, secondo il quale il testo presentato dall’Aran “presenta ulteriori miglioramenti rispetto al precedente”, ma non è ancora sufficiente per considerare chiusa la partita.
“Restano ancora da discutere i nostri punti chiave”, spiega Di Silverio, indicando innanzitutto il tema delle carriere, che rappresenta per l’Anaao la richiesta principale.
Carriere: l’Anaao chiede un “semi-ascensore” fino a 20 anni
La proposta del sindacato punta a costruire un percorso di progressione professionale articolato a 3, 5, 10, 15 e 20 anni, una sorta di “semi-ascensore” che consenta di riconoscere in modo graduale la professionalità acquisita.
L’obiettivo, sottolinea Di Silverio, è garantire “finalmente, come già avviene in altre professioni, il giusto riconoscimento professionale graduale a tutti i dirigenti medici, sanitari e veterinari, a prescindere dalle dinamiche interne della propria azienda”.
Sul primo gradino sarebbe già arrivata un’apertura: lo scatto ai 3 anni è stato previsto. Per gli altri passaggi, invece, la discussione proseguirà nei tavoli tecnici.
“Abbiamo avuto un’apertura in questo senso – riferisce il segretario Anaao – e nelle prossime riunioni tecniche lavoreremo su quelli a 10, 15 e 20 anni”.
Prestazioni aggiuntive: nodo sulla detassazione fuori dall’azienda
Altro capitolo considerato prioritario è quello delle prestazioni aggiuntive, in particolare quelle finalizzate al recupero delle liste d’attesa.
Qui, secondo Di Silverio, il problema non è esclusivamente contrattuale, ma riguarda una disparità derivante dall’attuale quadro legislativo.
“Attualmente, se tali prestazioni vengono svolte presso un’azienda diversa da quella di appartenenza, vengono tassate in maniera ordinaria; se invece vengono rese nella propria azienda, godono della detassazione al 15%”.
Per l’Anaao si tratta di una differenza che non trova giustificazione rispetto alla finalità delle prestazioni: contribuire al recupero delle liste d’attesa.
“È una battaglia che portiamo avanti da circa un anno e mezzo”, spiega Di Silverio. L’obiettivo è superare la disparità di trattamento per le attività svolte in strutture diverse da quella di assunzione, “perché riteniamo che debba valere il principio guida della legge: la finalità è il recupero delle liste d’attesa e, dovunque si contribuisca a questo obiettivo, è giusto garantire lo stesso trattamento economico”.
Il confronto tecnico dovrà ora stabilire se la questione possa essere risolta direttamente attraverso il contratto oppure se sia necessario un intervento legislativo.
Orario di lavoro: l’Anaao chiede di cambiare l’algoritmo
Tra i punti ancora da definire c’è anche l’articolo 27 sull’orario di lavoro.
L’Anaao ha chiesto una modifica dell’algoritmo utilizzato per il calcolo. Secondo il sindacato, l’attuale meccanismo non tiene conto soltanto del risultato, ma anche dei residui del fondo di disagio.
“Abbiamo chiesto di eliminare quest’ultima componente economica”, afferma Di Silverio. La motivazione è che, essendo il risultato l’elemento cardine per la valutazione dell’orario eccedente, non sarebbe corretto utilizzare anche altre risorse per questa finalità.
“Dal momento che per legge il risultato è l’elemento cardine per valutare l’orario eccedente, è corretto che non vengano intaccati altri fondi”, sostiene il segretario Anaao.
Reperibilità: distinguere tra sostitutiva e integrativa
Un altro capitolo riguarda la reperibilità. Qui il confronto dovrà fare i conti anche con la disponibilità di risorse economiche.
“C’è un nodo economico da analizzare e risolvere, poiché un aumento delle tariffe comporta risorse che devono essere stanziate”, osserva Di Silverio.
L’Anaao chiede comunque che il nuovo contratto introduca almeno una chiara distinzione tra reperibilità sostitutiva e reperibilità integrativa, riconoscendo quindi la diversa natura delle due modalità organizzative.
Relazioni sindacali e fabbisogni di personale
Sul fronte delle relazioni sindacali, il sindacato punta inoltre a rafforzare gli spazi di informazione, confronto e contrattazione, facendo rientrare in questi ambiti anche la discussione sui fabbisogni di personale e sull’organizzazione del lavoro.
È un tema particolarmente rilevante in una fase nella quale il Servizio sanitario nazionale continua a confrontarsi con carenze di organico e difficoltà organizzative.
“Il contratto deve migliorare concretamente le condizioni di lavoro”
Il prossimo appuntamento è fissato per il 22 settembre, quando l’Aran presenterà una nuova bozza destinata, secondo quanto riferito da Di Silverio, ad avviarsi a essere quella complessiva.
Sarà quindi un passaggio decisivo per capire se la trattativa potrà entrare nella fase conclusiva.
“È fuori dubbio che l’Anaao Assomed questo contratto lo firmerà solo se migliorerà concretamente le condizioni di lavoro”, afferma Di Silverio.
Il principio rivendicato dal sindacato è che il contratto debba aggiornare progressivamente diritti e doveri della dirigenza rispetto alla realtà quotidiana del Ssn.
“I contratti devono adeguarsi progressivamente ai tempi, aggiornando diritti e doveri dei dirigenti rispetto alla realtà che vivono all’interno del Servizio sanitario nazionale”, sottolinea.
Resta infine aperto il capitolo delle risorse extra-contrattuali, in vista della prossima legge di bilancio. L’Anaao punta a ottenere ulteriori risorse per contribuire a recuperare la perdita di potere d’acquisto accumulatasi negli anni.
“Con la legge di bilancio in discussione – conclude Di Silverio – cercheremo di ottenere risorse extra-contrattuali che ci aiutino a recuperare la perdita del potere d’acquisto dei nostri stipendi, consolidatasi purtroppo in anni di blocco contrattuale”.
Il 22 settembre, dunque, sarà il momento per verificare concretamente quanto resterà ancora da negoziare e se esisteranno le condizioni per arrivare alla firma.
09 Settembre 2026
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