Oncologia nelle Marche. Giorgi (AIOM): “Una rete che nasce dalla collaborazione tra professionisti”
La formalizzazione della rete oncologica regionale consolida una collaborazione costruita negli anni tra oncologi, università e territorio. Un modello che punta sulla continuità assistenziale e sulla valorizzazione delle nuove generazioni di specialisti
La rete oncologica delle Marche è una realtà ancora in fase di consolidamento sul piano organizzativo, ma costruita su una collaborazione professionale che precede la sua formalizzazione. In una regione di dimensioni contenute, dove i rapporti tra gli oncologi si sono sviluppati negli anni attraverso un percorso formativo condiviso e un costante confronto clinico, la rete istituzionale rappresenta oggi l’evoluzione naturale di un modello già consolidato nella pratica quotidiana. A raccontarlo è Francesca Chiara Giorgi, Coordinatrice regionale AIOM Marche e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia dell’AST di Ascoli Piceno.
La rete oncologica regionale ha iniziato il proprio percorso operativo all’inizio del 2026, ma secondo Giorgi il lavoro condiviso tra i professionisti era già una realtà consolidata. “Da gennaio di quest’anno abbiamo strutturato una rete oncologica che sta avviando i primi passi, ma in realtà la rete oncologica in una regione piccola come la nostra è già esistente per i rapporti interpersonali che ci sono sempre stati tra tutti gli oncologi medici. Siamo una piccola comunità, ci conosciamo tutti molto bene, abbiamo fatto al novanta per cento la stessa specializzazione e lavoriamo in genere di concerto”.
Questa collaborazione si riflette anche nell’organizzazione della rete, che vede nell’Università Politecnica delle Marche il punto di riferimento per la formazione degli specialisti e sede del Molecular Tumor Board regionale, favorendo un dialogo costante tra ospedali e mondo accademico. La formalizzazione della rete regionale rappresenta quindi, nelle parole della Coordinatrice AIOM, la traduzione istituzionale di una collaborazione già consolidata tra le diverse oncologie marchigiane.
Tra i principali punti di forza del modello marchigiano emerge il forte radicamento territoriale dell’assistenza oncologica. “Molte oncologie hanno avuto la possibilità di fare anche l’assistenza oncologica domiciliare o di collaborare all’hospice per quanto riguarda i pazienti oncologici, quindi siamo molto legati al nostro territorio. L’altro punto di forza è una presenza massiccia delle associazioni di volontariato, nate proprio localmente, che contribuiscono sia di aiuto alle oncologie sia di supporto e di stimolo per il nostro lavoro”.
Accanto ai punti di forza, non mancano le criticità. La rete regionale è ancora in fase di rafforzamento e risente, come molte altre realtà italiane, della carenza di personale sanitario. Oltre agli oncologi e agli infermieri, secondo Giorgi è necessario potenziare figure oggi fondamentali per la presa in carico multidisciplinare, come gli psicologi e gli altri professionisti che operano a supporto dei percorsi assistenziali.
Anche l’attività della sezione regionale AIOM riflette questa visione collaborativa. Per il 2026 è stato scelto di superare il tradizionale congresso regionale per investire in un percorso diffuso di formazione dedicato ai giovani oncologi, organizzato in diverse sedi della regione e realizzato in collaborazione con AIOM Giovani. “Quest’anno abbiamo deciso di organizzare degli incontri che si terranno in più sedi diverse della regione. Di concerto con AIOM Giovani abbiamo scelto degli argomenti che verranno trattati dai giovani e noi, tra virgolette, anziani partecipiamo un po’ alla discussione finale. Questo riflette anche l’idea di quella che è la nostra regione, cioè una regione che ha voglia ancora di fare, di crescere e dove il rapporto con i giovani specialisti è per noi un punto di forza.”
L’esperienza delle Marche mostra come una rete oncologica possa nascere prima di tutto dalle relazioni tra professionisti. La formalizzazione istituzionale rappresenta oggi un’opportunità per consolidare un modello già fondato sulla collaborazione, sull’integrazione con il territorio e sulla valorizzazione delle nuove generazioni di oncologi, mantenendo al centro la continuità della presa in carico dei pazienti.
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